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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 399 del 29/06/2010


Per lo svolgimento di interrogazioni

FLERES (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FLERES (PdL). Signor Presidente, oggi si è consumato il trentaduesimo suicidio in un carcere italiano dall'inizio dell'anno. Altri tre casi non sono stati ancora accertati, ma si sospetta che anche in quei casi di suicidi si tratti. Ieri, si è addirittura consumato un suicidio in una camera di sicurezza. Oggi i reclusi dell'Ucciardone, con tragica ironia, scrivono in una lettera inviata all'ufficio del Garante dei detenuti e alla stampa che forse per svuotare le carceri si attendono altri suicidi. Giovedì in molte carceri cominceranno azioni di civile protesta.

È vero che il Governo ha recentemente varato il piano carceri - certamente un segno di buona volontà - ma per realizzarlo, nella migliore delle ipotesi, ci vorranno quattro o cinque anni. L'incremento di reclusi nelle carceri italiane oscilla tra le 500 e le 700 unità al mese: moltiplicate questa cifra per cinque anni, sommatela ai 68.000 reclusi che in questo momento si trovano nelle carceri italiane e facilmente comprenderete, alla luce delle suddette cifre, quanto sia drammatico il problema.

Allora, va bene portare avanti iniziative che prevedano pene alternative nell'ultimo anno di detenzione, ma anche in quel caso bisogna capire come scrivere le norme, altrimenti si rischia di risolvere un problema e di crearne altri cento o di non risolvere affatto il problema del sovraffollamento.

Credo sia irrinunciabile una forte attenzione del Governo e del Parlamento su altri provvedimenti di carattere straordinario che si sommino al piano carceri. Mi riferisco all'adeguamento dell'organico della polizia penitenziaria (abbondantemente al di sotto delle necessità) degli educatori e degli psicologi; mi riferisco al lavoro con i reclusi e all'assistenza sanitaria, assolutamente carente; mi riferisco all'opportunità per i tossicodipendenti reclusi di scontare la pena nelle comunità terapeutiche, cosa che sicuramente sortirebbe un effetto maggiore; mi riferisco alla commutazione in pene alternative diverse dalla detenzione per i reati di minore allarme sociale o che comunque non siamo legati ad atti di violenza.

Sulla base di questa premessa, signor Presidente, mi permetto di chiederle di sollecitare al Ministro della giustizia la risposta a tutte le interrogazioni che portano la firma del sottoscritto e che riguardano complessivamente le condizioni delle carceri.

PRESIDENTE. Senatore Fleres, personalmente condivido le sue parole e la preoccupazione da lei espressa. Considerato che giustamente, nell'ambito della nostra responsabilità, a volte ci assumiamo l'onere di richiamare altri Paesi al rispetto dei diritti umani, condannando quanto succede nelle carceri di altri Paesi nel mondo, ed è nostro dovere farlo, con altrettanta coerenza dovremmo preoccuparci di intervenire su quanto avviene nel nostro Paese.

I numeri da lei ricordati sono agghiaccianti per un Paese civile: sono agghiaccianti. Condivido la sua preoccupazione e, personalmente, anche quanto da lei proposto al termine del suo intervento. Le assicuro che la Presidenza solleciterà il Ministro affinché sia data risposta a tutte le interrogazioni da lei presentate.

GRAMAZIO (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRAMAZIO (PdL). Signor Presidente, dopo aver ascoltato la sua risposta, che condivido in pieno, non ho nulla da aggiungere sull'argomento. Passo piuttosto a trattare un tema completamente diverso.

Sono qui a sollecitare la risposta ad una serie di interrogazioni che riguardano grosse strutture sanitarie della città di Roma e della Regione Lazio.

In questi ultimi quindici giorni i direttori generali uscenti hanno monopolizzato l'intero bilancio di questi enti con promozioni e nuovi contratti; l'attuale direttore generale di una di queste strutture - in un ospedale romano storico come il San Giovanni, che decade nella giornata di domani, si è addirittura inventato i "sub-dirigenti". Quindi, qui c'è gente che per accontentare gli amici degli amici imporrà alla Regione Lazio per i prossimi cinque anni di subire contratti fatti non si sa a chi e non si sa perché.

Faccio un esempio, Presidente, e concludo. Queste grosse strutture sanitarie, e in generale la sanità del Lazio e di altre quattro Regioni, sono sotto commissariamento. Le mie domande sono dirette al Governo, in quanto il Presidente della Regione è commissario ad acta della spesa sanitaria, e queste nomine, questi contratti, questi favoritismi fatti dai direttori generali aumentano la spesa delle singole aziende sanitarie.

PRESIDENTE. Senatore Gramazio, prendo atto delle sue considerazioni. È vero che si tratta di una Regione sottoposta ad una forma di commissariamento e quindi ci sono responsabilità come quelle che lei diceva; pertanto, nel dare risposta, si deve tener presente che non è semplicemente una questione che riguardi il consiglio regionale. La Presidenza si attiverà per richiedere al Ministro di venire a rispondere alle sue interrogazioni.