FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, rubo poco tempo alla discussione e al nostro impegno per terminare entro l'ora prevista. È un impegno che intendiamo rispettare, ma ci sono due questioni delle quali vorrei parlare. La prima riguarda la scomparsa della senatrice Rina Gagliardi, che è stata nostra collega: donna di grande intelligenza e di grande cultura...
PRESIDENTE. Senatrice Finocchiaro, scusi se la interrompo. La lascio ampiamente parlare, ma vorrei ricordarle che ci siamo impegnati a commemorare la senatrice Gagliardi.
FINOCCHIARO (PD). Infatti, e ringrazio la Presidenza di aver accolto, come sempre, immediatamente la richiesta, venuta dal nostro Gruppo, perché venga dedicato un po' di tempo dei lavori dell'Assemblea ad un'adeguata commemorazione di Rina Gagliardi.
Quanto alla seconda questione, signor Presidente, la pongo perché temo di vedere - mi rivolgo anche ai colleghi della maggioranza - uno straordinario scarto tra quello che sui giornali è l'interesse che nel Paese e in molte delle sue istituzioni è dedicato alla manovra finanziaria e quello che accade in Commissione bilancio.
Vi sono Regioni che annunciano di voler rimettere le deleghe, Comuni e sindaci di ogni appartenenza politica che scendono in piazza a protestare con la fascia tricolore. Vi sono molte, moltissime questioni che accompagnano una manovra necessaria, certamente, ma che, per la sua entità e soprattutto per il suo taglio e per le scelte che sono state adottate, rischia di incidere - e molto - sui cittadini italiani e, in particolare, sui cittadini più esposti anche sotto il profilo soltanto del loro reddito.
Di fronte a tutto questo, potremmo dire che in Commissione bilancio si sta svolgendo quella che spesso ci capita di fare per le scolaresche che vengono a trovarci, vale a dire una simulazione di lavoro parlamentare, che fino a questo momento ha visto accantonati oltre 300 emendamenti e che vede il Governo muto di fronte alle molte obiezioni, proposte e critiche provenienti dalle opposizioni, che vedono un Presidente relatore, come il senatore Azzollini (che tutti in questi anni abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare per la professionalità e la serietà con le quali svolge il proprio lavoro), nella difficile situazione di chi, appunto, non può dir parola, non ha una parola da poter spendere e che attende che si compensino altrove, in altri luoghi e non in Parlamento, gli interessi che devono essere compensati perché alla maggioranza arrivi l'ordine.
Signor Presidente, come lei comprende, il ruolo delle opposizioni ovviamente in questo contesto è quello del diligente parlamentare dell'opposizione, ma quanto in questo riusciamo a dare pienezza alla rappresentanza popolare che comunque esercitiamo? Lei capisce bene che lo spazio è davvero ridottissimo, ma sono soprattutto il Parlamento e la Commissione bilancio, con particolare riferimento al lavoro del relatore e dei colleghi tutti che partecipano a quella Commissione (e sarà così assai probabilmente anche in Aula) ad essere le comparse che recitano a soggetto, su un copione che magari viene sostituito in corsa continuamente e che non è mai il copione della celebrazione della funzione parlamentare.
Lo dico perché so di cogliere così un disagio dei colleghi del mio Gruppo che compongono la Commissione bilancio e che pure non stanno risparmiando né la presenza, né la partecipazione, né la proposta, né la discussione; ma lo dico anche perché forse è bene che si sappia anche fuori da qui - ammesso che queste mie parole abbiano un'eco, perché non so se c'è la notizia, come si dice in gergo - che mentre il Paese si interroga - e con quale forza, con quale mobilitazione, con quale pienezza di argomenti! - su questa manovra finanziaria, nella Commissione bilancio del Senato c'è la simulazione di una discussione, una recita a soggetto in cui peraltro il copione non è scritto neanche dalla maggioranza parlamentare, ma è scritto altrove e verrà poi calato, e su questo i colleghi della maggioranza si acconceranno a recitare e i colleghi dell'opposizione si acconceranno a fare il loro lavoro.
Quanto questo giovi al Parlamento, all'esercizio della funzione parlamentare e al Paese e, mi si lasci dire, anche alla maggioranza e al Governo, francamente non riesco a vederlo. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).