BONDI, ministro per i beni e le attività culturali. Signora Presidente, onorevoli senatori, mi dispiace che alcuni colleghi dell'opposizione, riprendendo il dibattito che si è svolto in quest'Aula pochi giorni fa, abbiano parlato, riguardo al provvedimento sulle fondazioni lirico-sinfoniche, di un pasticcio e non invece di un fatto nuovo e positivo avvenuto nel nostro Paese e nel Parlamento. Mi sarei aspettato francamente che, oltre a ribadire da parte dell'opposizione un giudizio negativo del provvedimento che il Governo ha presentato, si tenesse conto anche delle novità positive che vi sono state nel corso del dibattito parlamentare; un dibattito che, come ho ricordato nel corso della discussione svolta in occasione dell'esame del decreto in quest'Aula, si è svolto in maniera seria, responsabile e costruttiva fra le forze politiche, fra la maggioranza e l'opposizione, e che ha consentito di non considerare il decreto-legge come un provvedimento blindato, ma aperto al confronto parlamentare.
Francamente, dopo il dibattito e il confronto che si è svolto in quest'Aula, e soprattutto dopo il dibattito e il confronto che si è svolto alla Camera dei deputati, grazie anche ad un atteggiamento responsabile e costruttivo del Partito Democratico e dell'UDC, senza che sia stata posta la questione di fiducia e con profonde modifiche al decreto sulle fondazioni lirico-sinfoniche, mi sarei aspettato, soprattutto da parte del Partito Democratico, delle parole diverse da quelle che ho ascoltato oggi. Mi sarei aspettato soprattutto che il Partito Democratico rivendicasse i propri meriti nell'aver anche ottenuto delle modifiche, delle integrazioni, dei miglioramenti al decreto-legge che stiamo discutendo.
Questo vuol dire allora che il confronto è inutile, che il ruolo del Parlamento è inutile, che è inutile cercare il confronto tra le forze politiche, aprire il confronto tra le forze politiche, offrendo la disponibilità a profondi cambiamenti di un provvedimento di legge? Vuol forse dire che la fiducia è l'unica forma di decisione possibile in questo Paese? Io non lo credo; continuo a non ritenerlo e continuo a pensare che sia stato giusto impostare così il confronto e la discussione.
Sono convinto che il decreto-legge che oggi spero il Senato approverà in via definitiva sia un provvedimento migliore di quello che il Governo ha presentato in Parlamento e sono soddisfatto per una riforma che era necessaria e che pone le condizioni davvero - oggi sì - di un rilancio su basi nuove dell'opera lirica nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PdL).