POSSA (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POSSA (PdL). Signor Presidente, signor Ministro, care colleghe e cari colleghi, sul provvedimento alla nostra attenzione in prima lettura il 16 giugno scorso il Senato ha già espresso un netto voto favorevole con la piena adesione del Popolo della Libertà. Il provvedimento ritorna ora al nostro esame modificato alla Camera dei deputati in una decina di punti. Si tratta di modifiche minori e assolutamente condivisibili, che portano a ribadire sul provvedimento in esame il convinto voto favorevole del Popolo della Libertà.
Sulle modifiche apportate dalla Camera consentitemi, tuttavia, due osservazioni che faccio anche in relazione al recente intervento del senatore Procacci. Quanto alla prima osservazione, all'articolo 1, comma 1, tra i criteri cui dovrà attenersi il Governo nella formulazione del regolamento o dei regolamenti di revisione dell'attuale assetto ordinamentale delle fondazioni lirico-sinfoniche, la Camera dei deputati ha aggiunto, tra gli altri, il criterio f‑bis). Questo criterio postula l'individuazione delle modalità con cui le Regioni devono concorrere, secondo le proprie competenze, a supporto dello spettacolo dal vivo. Le fondazioni lirico‑sinfoniche sono certamente una forma di spettacolo dal vivo, ma il criterio f‑bis), se pretende di allargare il compito dei suddetti regolamenti a tutto il settore dello spettacolo dal vivo, deborda nettamente dall'ambito della delegificazione disposta dall'articolo 1.
Seconda osservazione. Un emendamento approvato alla Camera al comma 4 dell'articolo 3 stabilisce che, nel caso in cui non si riesca a stipulare entro i prossimi due anni un contratto collettivo nazionale di lavoro, «eventuali trattamenti economici aggiuntivi sono riconosciuti solo in caso di pareggio di bilancio, fatti salvi i diritti acquisiti». La formulazione tende a nascondere il riconoscimento alle fondazioni lirico-sinfoniche che non avranno ancora raggiunto a fine biennio il pareggio del bilancio, del diritto a conservare gli eventuali trattamenti economici aggiuntivi previsti.
Tornando alle valutazioni complessive sul provvedimento in esame, ne ribadiamo gli aspetti molto positivi già sottolineati nella dichiarazione di voto del 16 giugno. Alla base vi è la profonda convinzione che l'opera lirica e la musica sinfonica costituiscono ricchezze culturali di grandissimo pregio, componenti fondamentali del patrimonio identitario del nostro Paese, sia nella percezione di noi cittadini italiani, sia nella percezione dei cittadini di tanti Paesi esteri.
Alla base vi è anche la piena consapevolezza dell'eccezionale ruolo svolto dalle fondazioni lirico-sinfoniche nel "ri-creare" prodotti culturali di straordinario valore, nel diffondere cultura teatrale e musicale di alta qualità, nel rivivificare le nostre grandi tradizioni musicali. È proprio tale consapevolezza, unita alla viva preoccupazione per le difficili e precarie condizioni economiche del settore, ad aver determinato il Ministro per i beni e le attività culturali ad adottare il provvedimento d'urgenza del decreto-legge alla nostra attenzione.
Ricordo brevemente gli elementi principali di questo disegno di legge, un provvedimento relativamente semplice, con una decina di articoli.
I primi tre articoli sono dedicati alle fondazioni lirico-sinfoniche.
L'articolo 1 prevede una delegificazione del settore, con l'affidamento al Governo della revisione dell'attuale loro assetto ordinamentale ed organizzativo, da attuare su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, tramite uno o più regolamenti emanati entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento.
L'articolo 2 definisce come sarà formata la delegazione rappresentativa per la parte datoriale delle fondazioni lirico-sinfoniche che discuterà e sottoscriverà il contratto collettivo nazionale di lavoro.
L'articolo 3 contiene varie disposizioni in materia di personale dipendente delle fondazioni lirico-sinfoniche, riguardanti assunzioni, prestazioni di lavoro autonomo, stipulazione di contratti integrativi al nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, trattamento economico per le missioni all'estero, nonché la fissazione dell'età anagrafica di 45 anni per la nuova età pensionabile delle ballerine e dei ballerini.
Dei successivi articoli meritano di essere menzionati, in particolare, l'articolo 7, che prevede una serie di disposizioni per l'avviamento della nuova IMAIE (Istituto mutualistico per la tutela degli artisti autori interpreti ed esecutori), che ne garantiranno il buon funzionamento, e l'articolo 7-bis, aggiunto durante l'esame al Senato, che istituisce la festa nazionale per la celebrazione del 150° anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia, il giorno 17 marzo 2011.
Sull'argomento delle fondazioni lirico-sinfoniche, come ha ribadito poco fa anche il Ministro, le forze politiche hanno dimostrato nel dibattito parlamentare di condividere molti punti. Valutazioni condivise, oltre a quella del grande valore culturale delle fondazioni lirico-sinfoniche nella vita del nostro Paese, sono, ad esempio, il pieno riconoscimento della natura pubblico-privata delle fondazioni; la preoccupazione per le attuali gravi difficoltà economiche del settore; la consapevolezza dell'urgente necessità di un intervento legislativo volto a far recuperare condizioni di serenità finanziaria; la necessità di imprimere un forte impulso imprenditoriale alla gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche per garantire rispetto dei vincoli di bilancio e adeguata promozione della produttività; la consapevolezza della necessità di un forte ridimensionamento dei contratti integrativi stipulati a livello delle singole fondazioni, spesso presentanti degenerazioni corporative, a favore di un pieno recupero dell'importanza del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Di fronte a questa estesa condivisione di elementi primari della questione delle fondazioni lirico-sinfoniche, è singolare che durante l'esame parlamentare del disegno di legge di conversione del decreto-legge del Governo, sia al Senato sia alla Camera dei deputati, vi sia stato invece un contrasto politico assai aspro. Alla Camera, per riuscire ad approvare il provvedimento in Aula nonostante l'opposizione ostruzionistica dell'Italia dei Valori, vi è stata la necessità di una seduta fiume, iniziata alle ore 10 di mercoledì 23 giugno e terminata, senza interruzioni, giovedì 24 giugno, alle ore 18.
Non riesco francamente a comprendere le ragioni di tanta asprezza e, signor Presidente, sono personalmente dell'avviso che l'utilizzo di tecniche ostruzionistiche in questa circostanza non trovi assolutamente giustificazioni e costituisca un uso gravemente distorto dei Regolamenti.
Concludo la mia dichiarazione di voto, signor Presidente, rivolgendomi a lei e chiedendole un'attenta considerazione dell'opportunità di modificare il Regolamento del Senato, sia per le attività in Commissione sia per le attività in Aula, onde evitare che si ripetano vicende parlamentari simili a quella sperimentata per questo provvedimento, onde consentire cioè che in parallelo alla indispensabile tutela dei diritti delle minoranze vi sia anche piena tutela dei diritti di decisione della maggioranza, nel rispetto del voto dei cittadini. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).