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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 399 del 29/06/2010


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del presidente SCHIFANI

La seduta inizia alle ore 16,08.

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 16 giugno.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B ai Resoconti della seduta.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,17 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sull'anniversario del disastro ferroviario di Viareggio

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea). Ricorda il gravissimo incidente ferroviario verificatosi un anno fa presso la stazione di Viareggio, che causò la morte di trentadue persone. Al di là delle responsabilità penali, su cui sta indagando la magistratura, una più solida cultura della sicurezza ed un governo del territorio che consideri anche i rischi potenziali per la salute dei cittadini appaiono condizioni indispensabili per evitare il ripetersi di simili tragedie. La recente approvazione di un disegno di legge che mette a disposizione delle famiglie delle vittime e di coloro che hanno riportato gravi lesioni un fondo di 10 milioni di euro rappresenta un segno tangibile ed importante della volontà delle istituzioni di non lasciare soli quanti hanno subito gli effetti di quella terribile strage. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio).

DE TONI (IdV). Esprime piena solidarietà e partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime dell'incidente ferroviario di Viareggio ed esprime altresì soddisfazione per la recente approvazione di un disegno di legge che viene loro incontro dal punto di vista economico. Il profitto non può essere conseguito a scapito della sicurezza: tale monito deve costituire una prospettiva per ogni iniziativa futura. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Si associa alle parole del Presidente di partecipazione al dolore dei familiari delle vittime e dell'intera città di Viareggio ed esprime apprezzamento per l'approvazione di un disegno di legge che rappresenta una prima risposta ed un gesto di vicinanza da parte delle istituzioni. Auspica, come ulteriore gesto di grande responsabilità, l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza delle stazioni e della rete ferroviaria italiana. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE).

BODEGA (LNP). Nel ricordare il gravissimo incidente ferroviario verificatosi un anno fa nella città di Viareggio, prende atto con soddisfazione dell'impegno della maggioranza e di tutto il Parlamento per dare una risposta tempestiva, efficace e concreta che possa recare sollievo a quanti sono stati colpiti dalla tragedia. (Applausi dal Gruppo LNP).

MARCUCCI (PD). Nel ricordare i drammatici avvenimenti che hanno caratterizzato il disastro ferroviario di Viareggio, esprime cordoglio alla città e ai familiari delle vittime, auspica con fiducia che la magistratura possa giungere all'accertamento delle responsabilità ed esprime soddisfazione per l'approvazione da parte del Parlamento di un disegno di legge che prevede un risarcimento di 10 milioni di euro. Sottolinea inoltre la necessità che le istituzioni assumano il compito politico e morale di rendere più sicuro il trasporto ferroviario. (Applausi dal Gruppo PD).

MUGNAI (PdL). A nome del Gruppo, rinnova il cordoglio per una tragedia che è rimasta impressa nella memoria collettiva. Al di là delle strumentalizzazioni di parte, va ricordato che le istituzioni si sono mostrate all'altezza della situazione: il Parlamento ha approvato tempestivamente misure per risarcire le vittime e per potenziare la sicurezza del trasporto ferroviario. (Applausi dal Gruppo PdL).

PISTORIO (Misto-MPA-AS). Allega ai Resoconti della seduta un intervento scritto sull'anniversario della tragedia di Viareggio (v. Allegato B).

Calendario dei lavori dell'Assemblea, variazioni

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi il 25 giugno scorso, ha preso atto a maggioranza della necessità di convocare la seduta odierna al fine di concludere l'iter del decreto-legge in materia di spettacolo e attività culturali in scadenza oggi. Al fine di agevolare il lavoro della Commissione bilancio sulla manovra economica, le sedute dell'Assemblea già previste nella settimana sono state sconvocate: l'esame in Aula del decreto-legge sulla stabilizzazione finanziaria inizierà martedì 6 luglio.

FINOCCHIARO (PD). Ringrazia il Presidente per aver accolto la richiesta avanzata dal Gruppo di commemorare la senatrice Rina Gagliardi, scomparsa ieri. In relazione al decreto-legge sulla stabilizzazione finanziaria, segnala una situazione paradossale: mentre il Paese si interroga sul contenuto di una manovra economica destinata a incidere pesantemente sul reddito dei cittadini e sui bilanci di Regioni ed enti locali, presso la Commissione bilancio si svolge una discussione simulata in attesa che, fuori del Parlamento, il Governo assuma le decisioni definitive. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

PRESIDENTE. Per agevolare un serio confronto sulla manovra economica e consentire la votazione di tutti gli emendamenti presentati, la Presidenza ha prolungato i tempi assegnati per la sede referente e ha fissato un nuovo termine per l'inizio dell'esame in Assemblea.

BELISARIO (IdV). La Conferenza dei Capigruppo, senza il consenso dell'Italia dei Valori, ha modificato il calendario dei lavori dopo che la Camera dei deputati ha apportato modifiche al decreto-legge in materia di spettacolo e attività culturali. Chiede alla Presidenza di convocare la Giunta del Regolamento per chiarire in modo definitivo le modalità con le quali il Presidente del Senato può convocare l'Assemblea a domicilio. Infatti, ai sensi dell'articolo 56, primo comma del Regolamento, la diramazione dell'ordine del giorno avrebbe dovuto essere fatta (il Regolamento recita: "di regola") almeno cinque giorni prima della seduta. Il problema assume una particolare rilevanza, quando tale decisione viene assunta dal Presidente, con il dissenso di Gruppi politici e sulla base di precedenti che andrebbero finalmente codificati. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Marcucci).

PRESIDENTE. Il Regolamento attribuisce al Presidente un autonomo potere di modifica del calendario per inserire all'ordine del giorno provvedimenti in scadenza. Secondo un'interpretazione costantemente seguita, il termine di cinque giorni per la convocazione a domicilio dell'Assemblea può essere derogato quando le circostanze lo richiedano: gli Uffici sono a disposizione per fornire informazioni sui precedenti.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(2150-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, recante disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attività culturali (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati)

PRESIDENTE. Ricorda che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

POSSA (PdL). In qualità di Presidente della 7a Commissione interviene per riferire all'Assemblea che i lavori in sede referente non sono stati conclusi.

PRESIDENTE.

BUGNANO (IdV). Non essendosi concluso l'esame in Commissione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento, il disegno di legge n. 2150-B sarà discusso nel testo approvato dalla Camera dei deputati e senza relatore. Nell'illustrare la questione pregiudiziale QP1, ricorda che il Presidente della Repubblica ha sottolineato in più occasioni che l'uso improprio della decretazione d'urgenza produce una cattiva legislazione. Il decreto-legge in esame è privo dei requisiti di necessità e di urgenza e la stessa maggioranza ha manifestato perplessità in relazione alle frettolose modifiche introdotte dall'altro ramo del Parlamento. L'approvazione di un disegno di legge sulla stessa materia avrebbe consentito una discussione approfondita e migliori risultati. (Applausi dal Gruppo IdV).

VITA (PD). Illustrando la pregiudiziale QP2, pone l'accento sulla mancanza dei requisiti previsti dall'articolo 77 della Costituzione, sulla violazione dell'articolo 117, che assegna la materia dello spettacolo alla legislazione concorrente delle Regioni, sul mancato rispetto dell'autonomia di fondazioni di diritto privato e sull'illegittimità dei reiterati tagli alla cultura, al sapere, all'informazione operati da un Governo che abusa sistematicamente della decretazione d'urgenza e della questione di fiducia. (Applausi dal Gruppo PD).

Con votazione seguita da controprova, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge la questione pregiudiziale avanzata con diverse motivazioni dallo stesso senatore Giambrone e da altri senatori (QP1) e dal senatore Vita e da altri senatori (QP2).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

BUGNANO (IdV). Il settore lirico-sinfonico italiano necessita di una riforma concreta ed incisiva, diversa dal frettoloso provvedimento in esame, che lascia alla normativa delegata una discrezionalità troppo ampia e che addita le maestranze e gli artisti come unica causa dei problemi del settore. Il Governo e la maggioranza, con l'approvazione del testo in esame, si dimostrano sordi agli appelli e alle diffuse proteste del mondo della cultura. (Applausi dal Gruppo IdV e della senatrice Mariapia Garavaglia).

Presidenza della vice presidente MAURO

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Il lavoro puntuale e appassionato svolto in Parlamento avrebbe meritato risultati meno effimeri delle modifiche apportate dalla Camera dei deputati al testo, che non propone una reale riforma del settore, ma si limita a disporre un mero contenimento dei costi. Il provvedimento metterà a rischio l'attività di importanti teatri italiani e non considera l'oggettiva incomprimibilità dei costi di alcune strutture di grande prestigio, come l'Arena di Verona. Il disegno di legge mette dunque a repentaglio una parte importante del patrimonio culturale italiano e renderà più difficile la fruizione della musica lirica e sinfonica da parte dei ceti popolari. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

BONDI, ministro per i beni e le attività culturali. Si rammarica del mancato riconoscimento da parte dell'opposizione delle positive modifiche apportate al testo grazie al dibattito parlamentare e spesso derivanti dalle proposte emendative delle forze di minoranza che hanno avuto un atteggiamento responsabile e costruttivo. La puntuale discussione del testo, su cui non è stata posta la questione di fiducia, ha dunque consentito di migliorare la riforma, che getterà le basi per il rilancio del settore lirico-sinfonico italiano. (Applausi dal Gruppo PdL).

BONFRISCO, segretario. Dà lettura dei pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione sul disegno di legge in esame. (v. Resoconto stenografico).

BONDI, ministro per i beni e le attività culturali. Il Governo non accoglie l'ordine del giorno G100 e anticipa il parere contrario su tutti gli emendamenti presentati.

MARCUCCI (PD). Invita a votare a favore dell'ordine del giorno G100, con cui si chiede al Governo di attuare le indicazioni contenute nella risoluzione approvata dalla 7a Commissione del Senato, per predisporre una vera riforma del settore, auspicata dall'intero mondo della cultura italiana. Il disegno di legge in esame testimonia invece l'inconcludente decisionismo e la mancanza di visione politica del Governo, che rischia di sperperare lo straordinario patrimonio culturale e professionale del settore lirico-sinfonico. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

GIAMBRONE (IdV). I miglioramenti apportati dalla Camera dei deputati non bastano a rendere accettabile il testo del decreto e, per tale motivo, voterà a favore dell'ordine del giorno G100, che invita il Governo ad attuare le linee guida approvate dalla 7a Commissione, predisponendo così una riforma virtuosa e condivisa del settore lirico-sinfonico, che viene invece mortificato dal provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo IdV).

RUTELLI (Misto-ApI). Nell'annunciare il voto favorevole all'ordine del giorno G100, lamenta il ruolo subalterno in cui è stato relegato il Senato nell'esame del presente disegno di legge e di altri importanti provvedimenti in discussione. Chiede dunque alla Presidenza per quale ragione il Senato si trovi sovente costretto a prendere atto delle scelte effettuate nell'altro ramo del Parlamento, senza poter effettivamente intervenire per modificare i testi al suo esame. (Applausi dai Gruppi Misto-ApI, PD e IdV).

PRESIDENTE. Riferirà tali valutazioni al presidente Schifani.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD) , il Senato respinge l'ordine del giorno G100.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Passa quindi agli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge (Disposizioni per il riordino del settore lirico-sinfonico).

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 1.1. Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti da 1.2 a 1.7 e gli emendamenti 1.11, 1.12, 1.13 e 1.14 (testo 2). Il Senato respinge gli emendamenti 1.8, 1.9 e 1.10.

PARDI (IdV). Invita a votare a favore dell'emendamento 1.15, che valorizza l'autonomia culturale delle fondazioni lirico-sinfoniche, contrastando l'impianto fortemente accentratore del disegno di legge, che ha suscitato le proteste inascoltate di grandi protagonisti della cultura italiana. (Applausi dal Gruppo IdV).

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 1.15. Il Senato respinge l'emendamento 1.16.

VITA (PD). Invita a votare a favore dell'emendamento 1.17, che sopprime l'inopportuno riferimento agli «indirizzi imprenditoriali» che devono essere individuati per consentire il miglioramento della gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 1.17.

PEDICA (IdV). In considerazione del malcontento che il provvedimento in esame ha suscitato in tutto il mondo dello spettacolo e poiché le modifiche approvate alla Camera dei deputati non hanno apportato significativi miglioramenti al testo, auspica che il Governo lasci decadere il decreto-legge. (Applausi dal Gruppo IdV. Commenti dal Gruppo PdL).

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori GIAMBRONE (IdV) e INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti da 1.18 a 1.21. Il Senato respinge l'emendamento 1.22.

POSSA (PdL). Segnala la gravità dell'emendamento 1.23, secondo il quale la designazione dei responsabili delle fondazioni dovrebbe avvenire sulla base delle indicazioni delle rappresentanze sindacali dei dipendenti. (Applausi dal Gruppo PdL).

Il Senato respinge gli emendamenti 1.23 e 1.25. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 1.24.

PROCACCI (PD). La maggioranza dovrebbe far conoscere all'Assemblea il suo parere sulle modifiche approvate dalla Camera, atteso che in sede di Commissione il senatore Asciutti si è espresso in termini molto negativi al riguardo. Il ricorso alla decretazione d'urgenza impone alla maggioranza di approvare scelte considerate erronee. È infine auspicabile che le previsioni contenute alla lettera f-bis) dell'articolo 1, sulla partecipazione delle Regioni alla determinazione delle politiche culturali, non comportino in realtà il completo trasferimento in capo agli enti regionali del finanziamento delle fondazioni liriche, con le conseguenti sperequazioni che potrebbero derivarne, soprattutto per le realtà meridionali. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Rutelli).

Il Senato respinge gli emendamenti 1.26, 1.27, 1.29, 1.30, 1.32 e 1.37. Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 1.28, 1.31 (testo 2), 1.33 prima parte (con conseguente preclusione della restante parte e dell'emendamento 1.34), 1.35 e 1.36.

VITA (PD). Sottolinea l'opportunità dell'emendamento 1.38.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 1.38.

FRANCO Vittoria (PD). Annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.39, con cui si propone un richiamo puntuale al Titolo V della Costituzione ed alla competenza concorrente che le Regioni hanno su questa materia. Il provvedimento in esame rappresenta una soluzione sbagliata alla necessità, riconosciuta dall'opposizione, di riformare la governance del comparto dello spettacolo. (Applausi della senatrice Mariapia Garavaglia).

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 1.39 prima parte (con conseguente preclusione della restante parte e dell'emendamento 1.40), 1.41 prima parte (con conseguente preclusione della restante parte e dell'emendamento 1.42) e 1.43.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge (Procedimento di contrattazione collettiva nel settore lirico-sinfonico). Il Governo ha espresso parere contrario su tutte le proposte di modifica.

Il Senato respinge l'emendamento 2.1. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 2.2 prima parte, con conseguente preclusione della restante parte e dell'emendamento 2.3.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge (Disposizioni in materia di personale dipendente dalle fondazioni lirico-sinfoniche), ricordando che il rappresentante del Governo ha espresso parere contrario su tutte le proposte di modifica.

Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 3.1, 3.5 e 3.6 prima parte (con conseguente preclusione della restante parte e dell'emendamento 3.7). Il Senato respinge l'emendamento 3.2 prima parte, con conseguente preclusione della restante parte e degli emendamenti 3.3 e 3.4.

PRESIDENTE. I restanti articoli del decreto-legge non sono stati modificati dalla Camera dei deputati, che ha però soppresso l'articolo 5 (Disposizioni in materia di attività cinematografiche) e il comma 1 dell'articolo 8 (Abrogazioni).

Passa alla votazione finale.

GIAMBRONE (IdV). L'Italia dei Valori esprime la propria solidarietà nei confronti dei lavoratori del mondo dello spettacolo, che dal provvedimento in esame sono considerati esclusivamente come un costo da ridurre e non come una risorsa indispensabile per assicurare la sopravvivenza del settore: in questo senso è importante comprendere che la stabilità dei rapporti di lavoro costituisce una garanzia circa la qualità della prestazione dei professionisti. La politica culturale del Governo, che è iniziata colpendo la scuola e continua agendo sugli enti lirico-sinfonici, punta ormai chiaramente allo smantellamento della cultura del Paese. Poiché il settore versa in condizioni di sofferenza, sarebbe necessario adottare un sistema di finanziamento a carattere triennale, nonché un sistema di anticipazioni ad inizio anno che evitino il ricorso all'indebitamento. Annuncia il voto contrario del Gruppo. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).

SBARBATI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). La scelta di procedere alla pur necessaria riforma della governance del mondo dello spettacolo attraverso un decreto-legge non ha consentito di approfondire una materia complessa. Ne è scaturito un intervento settoriale, che non risponde ai requisiti di necessità ed urgenza richiesti dalla Costituzione e prevede un intervento statale molto incisivo sull'organizzazione delle fondazioni lirico-sinfoniche. Nonostante i miglioramenti apportati alla Camera, in particolare per quanto riguarda i diritti acquisiti dai lavoratori in merito al trattamento economico aggiuntivo frutto della contrattazione integrativa, il provvedimento appare inadeguato perché si limita a considerare il costo per il personale come l'unico elemento su cui risparmiare. Invece, sarebbe stato necessario procedere ad una responsabilizzazione della governance, predisporre controlli di gestione più stringenti, avviare sinergie tra le fondazioni, creare un circuito delle produzioni e valorizzare le eccellenze. Appaiono deboli le misure adottate per attrarre le risorse dei privati, mentre i finanziamenti pubblici sono assolutamente insufficienti; non si prevedono incentivi fiscali alla cultura, né una programmazione sulla base di risorse certe. Infine, sarebbe stato opportuno dare attuazione a quanto previsto dalla legge n. 508 del 1999 per quanto riguarda i diplomi rilasciati dai conservatori, che devono essere equiparati alle lauree. Per tutte queste ragioni, annuncia il voto contrario del Gruppo. (Applausi del senatore D'Alia).

Presidenza del presidente SCHIFANI

PITTONI (LNP). Il percorso lungo ed articolato e l'esame approfondito che hanno caratterizzato il provvedimento, nonché i miglioramenti apportati per favorire una maggiore stabilità del settore dimostrano che la cultura ricopre un ruolo non secondario nell'agenda politica del Governo e della maggioranza. Le fondazioni lirico-sinfoniche hanno finora gestito in modo non ottimale le loro attività sotto il profilo economico, accumulando ingenti debiti; era pertanto compito del Governo intervenire con urgenza, in un settore che peraltro assorbe l'80 per cento delle risorse del Fondo unico per lo spettacolo e che presenta costi molto elevati rispetto ai profitti. Annuncia pertanto il voto favorevole del Gruppo. (Applausi dal Gruppo LNP).

RUSCONI (PD). Neanche gli scioperi e le proteste che hanno avuto luogo negli ultimi giorni presso i maggiori teatri lirici italiani hanno prodotto un ravvedimento da parte del Governo, che conferma la sua indifferenza nei confronti del sapere e della cultura. Il provvedimento invade le competenze delle Regioni, alcune delle quali hanno già annunciato l'impugnazione del decreto davanti alla Corte costituzionale, mentre l'ennesimo ricorso alla decretazione d'urgenza conferma l'abitudine all'uso ordinario di quello che dovrebbe essere uno strumento straordinario. Sarebbe stato possibile un percorso diverso, serio, responsabile e condiviso, se la maggioranza avesse scelto di lavorare insieme all'opposizione nell'attuare i contenuti di una risoluzione approvata all'unanimità dalla 7a Commissione nel marzo 2009; risoluzione che peraltro è stata riprodotta in un ordine del giorno bocciato nella seduta odierna dall'Assemblea. Nonostante alcuni miglioramenti apportati grazie al contributo dell'opposizione, il provvedimento resta dannoso e caratterizzato da poche e confuse idee, condanna i teatri italiani al declassamento e, in alcuni casi, alla chiusura, in quanto si riducono le risorse stanziate e non si prevedono agevolazioni fiscali per i finanziamenti privati. Dichiara pertanto il voto contrario del Gruppo. (Applausi dal Gruppo PD).

POSSA (PdL). Il provvedimento, che torna all'esame del Senato dopo che la Camera vi ha apportato alcune modifiche minori e, nel complesso, condivisibili, si è reso necessario nella forma della decretazione d'urgenza per porre rimedio alle difficili e precarie situazioni economiche in cui si trovano le fondazioni lirico-sinfoniche, nella piena consapevolezza della grande importanza che queste ultime rivestono quali componenti fondamentali del patrimonio culturale e identitario del Paese. Sull'argomento delle fondazioni lirico-sinfoniche le forze politiche hanno dimostrato di condividere molti punti, tra cui, ad esempio, il pieno riconoscimento della loro natura pubblico-privata, la preoccupazione per le attuali gravi difficoltà economiche, la consapevolezza dell'urgente necessità di una riforma, di imprimere un impulso imprenditoriale alla gestione delle fondazioni e di ridurre i contratti integrativi. Appare pertanto singolare che, nonostante tale ampia condivisione nel merito, durante l'esame presso i due rami del Parlamento vi sia stato un contrasto politico aspro, caratterizzato alla Camera dall'uso di forme ostruzionistiche estreme che non sembrano trovare alcuna giustificazione. Alla luce di tale situazione, sarebbe auspicabile l'adozione di alcune modifiche regolamentari che, senza intaccare i diritti dell'opposizione, garantiscano una piena tutela del diritto di decisione da parte della maggioranza. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).

VITA (PD). Propone che i lavori odierni siano dedicati a Rina Gagliardi, recentemente scomparsa, grande appassionata di opera. (Applausi).

PRESIDENTE. Condivide le parole del senatore Vita.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 2150-B, composto del solo articolo 1. (I senatori del Gruppo IdV espongono dei cartelli).

Presidenza del vice presidente CHITI

Sulle modalità di resocontazione dei lavori in Commissione relativi al disegno di legge n. 2180

SANNA (PD). In riferimento all'esame presso la 1a Commissione del disegno di legge costituzionale n. 2180, il cosiddetto lodo Alfano costituzionale, chiede alla Presidenza di valutare l'opportunità di applicare in modo flessibile la norma regolamentare che prevede la sola resocontazione sommaria come unica forma di pubblicità dei lavori delle Commissioni in sede referente. L'importanza dell'argomento trattato, infatti, e il suo rango di norma costituzionale richiederebbero una pubblicità piena e completa dei lavori della Commissione, al fine di garantire una più esaustiva informazione ai cittadini e di consentire, a chi in futuro dovrà applicare la norma, una migliore ricostruzione delle intenzioni del legislatore.

PRESIDENTE. La richiesta del senatore Sanna sarà comunicata al presidente Schifani, sebbene, anche nelle precedenti legislature, non sia mai stata adottata la resocontazione stenografica per l'esame in sede referente dei disegni di legge costituzionali.

Per un sollecito esame del disegno di legge sulle persone scomparse

DI GIOVAN PAOLO (PD). Chiede alla Presidenza di sollecitare la 5a Commissione a formulare il parere sul disegno di legge in materia di persone scomparse, che da oltre un anno ne blocca l'esame. Sottolinea in proposito che si tratta di un provvedimento importante ed ampiamente condiviso dalla maggioranza, dall'opposizione e dallo stesso Governo.

PRESIDENTE. Il presidente Schifani ha già rivolto una sollecitazione scritta al presidente della Commissione bilancio Azzollini.

Sulle deleghe attribuite al ministro Brancher

CECCANTI (PD). Chiede alla Presidenza di sollecitare il Governo ad informare il Parlamento sulle deleghe conferite al ministro Brancher, di cui non vi è traccia finora in alcun atto ufficiale.

PRESIDENTE. Prende atto della richiesta del senatore Ceccanti.

Per lo svolgimento di interrogazioni

FLERES (PdL). L'ennesimo suicidio di un detenuto sottolinea la situazione di gravissimo sovraffollamento in cui si trovano le carceri italiane e la necessità di dare risposta con urgenza a tale difficile situazione. Il piano carceri varato dal Governo, pur importante, non è in grado di fornire una soluzione in tempi brevi. Sollecita pertanto la risposta del Governo a tutte le interrogazioni a propria firma in materia di carceri.

PRESIDENTE. Nel condividere le parole e le preoccupazioni del senatore Fleres, assicura che la Presidenza solleciterà la risposta alle interrogazioni.

GRAMAZIO (PdL). Sollecita la risposta ad interrogazioni sulla gestione dei bilanci di importanti strutture sanitarie del Lazio e sulla stipula da parte dei direttori generali di contratti onerosi, che fanno lievitare la spesa sanitaria della Regione.

PRESIDENTE.La Presidenza trasmetterà la sollecitazione al Ministro competente.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 6 luglio.

La seduta termina alle ore 18,58.