considerato che:
la crisi finanziaria ed economica internazionale ha avuto effetti drammatici sulle economie di tutto il mondo, determinando una flessione significativa dei principali indicatori e portando a crescenti difficoltà per le famiglie italiane. Mentre il sistema bancario italiano ha subito meno la crisi rispetto ai sistemi di molti altri Paesi, a causa di una minore esposizione ai prodotti più rischiosi che hanno provocato i buchi spaventosi nei bilanci di numerosi istituti e società a livello internazionale, la crisi ha comunque evidenziato le difficoltà, invero presenti da numerosi anni, per il cuore del sistema economico italiano, le piccole e medie imprese (PMI), di reperire le risorse necessarie per continuare ad operare e crescere in un mercato dominato da una logica di profitto a breve termine, in cui i capitali vengono attirati dalle attività più speculative determinando un preoccupante e dannoso deficit di risorse per il settore che rappresenta la maggior parte dell'occupazione in Italia, e che contraddistingue un tessuto economico basato sull'innovazione, la flessibilità, e la solidarietà;
infatti dagli anni Novanta è iniziata una commistione tra le attività finanziarie ordinarie rappresentate dai depositi, i mutui, i prestiti alle imprese, e le attività speculative che negli ultimi due anni in particolare hanno mostrato la loro vera natura minacciando di gettare il mondo in una depressione economica senza paragoni. Di fronte a questa prospettiva Governi e banche centrali hanno attuato numerosi salvataggi, caricando sui contribuenti ulteriori debiti prodotti da chi ha speculato per conto proprio;
da oltre due anni il Governo italiano solleva nei vertici internazionali quali il G8 e il G20 la necessità di nuove regole per il settore finanziario per garantire la protezione dell'economia reale dai fenomeni speculativi, ed è attualmente in corso un dibattito vigoroso a livello internazionale sul ripristino della separazione tra banche commerciali e banche di investimento - il principio della legge Glass-Steagall varata negli USA nel 1933 e delle leggi basate sullo stesso principio che hanno garantito la stabilità del comparto bancario in Europa fino agli anni Novanta; negli Stati Uniti i Senatori Maria Cantwell e John McCain hanno proposto un emendamento alla legge finanziaria all'esame del Congresso federale a favore del ripristino immediato di questa regola fondamentale;
è necessario garantire che il sistema finanziario sia al servizio dell'economia reale, a differenza della tendenza degli ultimi anni in cui le attività puramente speculative hanno preso il sopravvento sul resto dell'economia, provocando anche un forte deficit di investimenti nei beni e servizi necessari per mantenere e accrescere il tenore di vita della popolazione,
impegna il Governo:
a promuovere la revisione della normativa bancaria italiana, in particolare per quanto riguarda la separazione tra banche commerciali e banche d'investimento, con lo scopo di garantire che le immissioni e la negoziazione di titoli finanziari e soprattutto di tutti gli strumenti speculativi "derivati" (futures, options, swaps, eccetera) siano completamente separate dalle attività ordinarie (depositi e finanziamenti) delle banche commerciali, di fatto ripristinando la barriera che fino agli anni Novanta proteggeva le attività finanziarie ordinarie dai pericoli delle attività speculative;
ad agire in tutte le sedi internazionali per promuovere accordi multilaterali che stabiliscano un ritorno a tale separazione tra le banche commerciali e le banche d'investimento, così favorendo un clima di investimento a lungo termine nell'economia reale.
(1-00287)