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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 399 del 29/06/2010


SOLIANI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

nei giorni scorsi le cronache giornalistiche hanno riportato la notizia del secondo tentativo di suicidio nel mese di giugno all'interno del l'istituto penitenziario di Parma, facendo salire a dodici il numero di detenuti che nel nostro Paese, dall'inizio del mese in corso, hanno compiuto un atto di disperazione analogo;

il sovraffollamento della struttura, la cronica carenza di personale addetto alla custodia, nonché di educatori, di psicologi e di assistenti sociali, sono indubbiamente le principali cause che hanno determinato un grave e profondo disagio all'interno di tale istituto e reso la vita penitenziaria dei detenuti e del personale ivi impiegato disumana e non più sostenibile;

le gravi disfunzioni e carenze che affliggono tale istituto e, in generale, la drammatica situazione in cui versa l'intero sistema carcerario nel nostro Paese, sebbene più volte rappresentate al Governo attraverso continui e ripetuti appelli da parte del Parlamento, della stampa e dell'opinione pubblica, non solo non hanno ricevuto alcuna risposta, ma, al contrario, sono state aggravate dai pesanti tagli che nell'ultimo anno il Governo ha operato nei confronti ditale settore;

in particolare, nel carcere di Parma il sovraffollamento e la carenza del personale, che a vario titolo opera all'interno della struttura, stanno creando seri problemi, limitando di fatto quelle attività di recupero e risocializzazione che dovrebbero contribuire alla funzione riabilitativa della pena detentiva;

la carenza in organico di circa 170 unità tra personale di polizia penitenziaria, educatori, psicologi ed assistenti sociali sta determinando gravi pregiudizi alla salute e alla dignità dei reclusi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della drammatica vicenda riportata in premessa che ha visto coinvolti in un tentativo di suicidio due detenuti del carcere di Parma e quali siano le sue considerazioni in merito;

se e quali ulteriori informazioni abbia acquisito o intenda acquisire su tale vicenda, disponendo, ove ricorrano le condizioni necessarie, anche un'ispezione ministeriale;

se non ritenga quanto mai urgente ed improcrastinabile adottare misure volte a rimuovere le disfunzioni segnalate e le carenze presenti nell'istituto di pena in esame, anche attraverso la dotazione del personale necessario, per garantire ai detenuti del carcere di Parma il rispetto delle condizioni minime di vivibilità della struttura, il rispetto pieno degli standard di sicurezza, il diritto alla salute e alla dignità che si deve sempre e comunque a tutti gli uomini e le donne.

(3-01387)