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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 399 del 29/06/2010


FERRANTE - Al Ministro della salute - Premesso che:

l'Italia è lo Stato europeo con il maggior numero di spiagge. Con 4.917 siti di balneazione sui 14.551 di tutti i Paesi europei, l'Italia rappresenta il 33,8 per cento di tutte le coste balneabili del continente europeo. Dopo l'Italia seguono la Grecia con 2.088 siti, la Francia con 1.968 e la Spagna con 1.899;

il decreto legislativo n. 116 del 2008 dà attuazione alla direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione, e abroga la direttiva 76/160/CEE;

all'articolo 15 del citato decreto legislativo, tra le altre disposizioni, è stabilito che l'elenco delle acque di balneazione è aggiornato e deve essere reso disponibile ogni anno prima dell'inizio della stagione balneare. I risultati del monitoraggio sulle acque di balneazione sono resi disponibili sul sito web del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dalle autorità competenti una volta completate le analisi;

inoltre le suddette autorità, ciascuna per la propria competenza, devono utilizzare adeguati mezzi e tecnologie di comunicazione, tra cui Internet, per promuovere e divulgare con tempestività le informazioni sulle acque di balneazione, ove opportuno, in varie lingue;

recentemente il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha avuto modo di affermare che i dati più affidabili sulla qualità delle acque sono quelli forniti dalla Goletta Verde di Legambiente;

ma, ad oggi, oramai a stagione ampiamente iniziata, le informazioni di fonte ufficiale non sono state ancora rese note dal Ministero della salute;

è importante evidenziare che tale ritardo, oramai, cronico, perché si ripete puntualmente ogni anno, ha, come prima conseguenza, quella di privare i cittadini di una importante informazione quale la balneabilità, o meno, di un tratto di mare, mettendo a rischio la loro salute, in particolare quella dei bambini;

la seconda conseguenza consiste nel fatto che questo ritardo, costituisce, da una parte, un danno economico, e, dall'altra, una beffa, perché non viene riconosciuto l'impegno quotidiano di quei comuni che fanno della tutela dell'ambiente, del mare e del paesaggio il loro biglietto da visita e che sono tuttavia posti sullo stesso piano dei comuni ecoinquinatori,

si chiede di conoscere:

quali siano i reali motivi che anche quest'anno hanno comportato il ritardo nella diffusione dell'annuale rapporto sulle acque di balneazione e, di conseguenza, quando si intenda pubblicare il suddetto rapporto diffuso a tutela della salute dei cittadini;

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere affinché, finalmente, il rapporto sulla qualità delle acque di balneazione, dal prossimo anno, sia diffuso prima dell'inizio della stagione balneare e non quando la stessa è al culmine, come è successo negli ultimi anni (solo come esempio esplicativo si rammentano le date 4 agosto 2009 e 2 luglio 2008), quando non solo esso non serve più a tutelare, nel migliore dei modi, la salute dei cittadini e ad agevolare la loro scelta di dove trascorrere le vacanze, ma finisce per costituire un evidente favore nei confronti dei comuni ecoinquinatori.

(4-03342)