PISTORIO (Misto-MPA-AS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Signor Presidente, la ringrazio perché mi dà la parola nonostante abbia già parlato un importante rappresentante del Gruppo Misto, il senatore Rutelli, ma lei sa che in quel Gruppo vi sono due componenti differenti per provenienza politica e collocazione parlamentare.
So che la mia raccomandazione giunge buona ultima e non è risolutiva, ma - proprio a seguito del mio intervento in discussione generale e per la posizione assunta in quell'occasione - vorrei, se fosse ancora possibile, suggerire un ravvedimento operoso alla maggioranza e al Governo nel senso di non porre la questione di fiducia su questo provvedimento. Tale richiesta nasce proprio dalla compattezza della maggioranza, dalla quale mi sento oggettivamente espunto per la semplice ragione di non aver avuto alcuna possibilità - l'ho detto poc'anzi al relatore - di un confronto nel merito, né sollecitato né casuale, pur avendo spiegato nel mio intervento in discussione generale, quindi con una certa solennità, che gli emendamenti dei quattro senatori del Movimento per le Autonomie erano stati suggeriti, non direttamente ma documentalmente, dal procuratore nazionale antimafia Grasso durante la sua audizione.
Essendo il nostro un movimento politico insediato nel Mezzogiorno, e non solo in Sicilia (ci sono parlamentari provenienti dalla Calabria, dalla Campania, quindi da Regioni ad altissima densità mafiosa o della criminalità organizzata), si era fatto carico, anche per ragioni simboliche, essendo così legato al territorio, delle preoccupazioni del procuratore nazionale antimafia, che ha reputato questo provvedimento di ostacolo alla lotta alla criminalità organizzata. Credo che un tale atteggiamento dovrebbe suggerire alla maggioranza quanto meno di concedere un confronto minimo, non avendo noi fatto questioni né di gioco né di interessi legati al mondo dell'editoria né giocato una partita politica. Ci siamo semplicemente fatti carico in modo simbolico di tale preoccupazione. Il procuratore nazionale antimafia non ha certo bisogno del Movimento per le Autonomie per far valere le sue tesi, ma la sede, così autorevole e solenne, della Commissione antimafia ci sembrò il posto più giusto per comprendere le esigenze di chi contrasta sul serio la mafia. Ecco, questa mancanza di interlocuzione per noi è un elemento di grande preoccupazione.
Preso atto che degli emendamenti da noi presentati soltanto quello riguardante la ricusazione del PM d'udienza è stato accolto parzialmente, se il testo rimarrà così com'è ovviamente per noi sarebbe molto difficile votarlo favorevolmente.
Se il Governo intende porre la questione di fiducia perché lo ritiene un elemento consustanziale alla sua stessa funzione politica e istituzionale, si pone un problema molto serio, che noi cercheremo di risolvere col massimo di rigore e facendo prevalere le ragioni di coscienza e di coerenza politica.
Quindi, la mia è una raccomandazione seria, che può consentire di chiudere questa vicenda, ognuno sulle proprie posizioni, ma senza quel di più che non aiuta un sistema di relazioni politiche e parlamentari tra noi oggi molto accidentato.