LEGNINI, relatore di minoranza. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEGNINI, relatore di minoranza. Signor Presidente, innanzitutto ritengo che le dichiarazioni ora rese dal presidente Berselli siano assolutamente inaccettabili. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e del senatore Astore. Commenti dal Gruppo PdL). Egli ha infatti rappresentato l'andamento della discussione in Commissione, alla quale tutti i componenti della Commissione ed altri hanno partecipato in modo corretto, sulla base evidentemente di un pre-giudizio.
Il presidente Berselli alle ore 14,09 dichiarava che il Gruppo del Partito Democratico stava facendo ostruzionismo. Alle ore 14,09, caro presidente Berselli, lei sa perfettamente che in Commissione giustizia si erano tenuti due o tre normalissimi interventi sul primo subemendamento, che affrontava un tema delicatissimo: quello della modifica, che il relatore ha inteso proporre all'Aula e poi in Commissione, delle norme che riguardano l'astensione obbligatoria dei PM e dei giudici a seguito delle dichiarazioni eventualmente rese sui procedimenti loro assegnati. Quindi si stava svolgendo, signor Presidente, una normalissima discussione.
Dopodiché il presidente Berselli ha omesso di rappresentare un dato che noi non riteniamo di dettaglio o irrilevante. Questa mattina il presidente Berselli, con un'iniziativa che i colleghi hanno apprezzato, si è rivolto all'opposizione dicendo: «Ci sono stati assegnati questi 12 emendamenti: segnalateci quali sono i temi rilevanti sui quali eventualmente sviluppare un confronto». La collega Della Monica, infatti, aveva sollevato l'obiezione circa un'evidente chiusura della maggioranza, anche in relazione a tutte le dichiarazioni rese ieri, e che non sto qui a ripetere. Ebbene, «sottolineateci i temi, dopodiché noi ci fermiamo» - la maggioranza ha detto «ci fermiamo» - «e riprendiamo alle ore 13,30 per votare 12 emendamenti», che non sono di dettaglio, ma affrontano quasi tutti i temi cruciali di questo provvedimento, anche se - secondo noi - in modo sbagliato e pasticciato, ma li affrontano, più una cinquantina di subemendamenti, che non mi sembra un numero ostruzionistico. In sostanza, la Commissione giustizia avrebbe dovuto esaminare e votare 60 tra emendamenti e subemendamenti nell'arco temporale di un'ora e mezza, spazio entro il quale si sarebbe manifestato non so quale ostruzionismo da parte dell'opposizione, la quale, invece, si è limitata - lo ripeto - a discutere normalmente gli emendamenti medesimi.
Quindi, chi ha fatto ostruzionismo a se stesso, signor Presidente, è la maggioranza, la quale non aveva la possibilità di assumere, o non riteneva di poterlo fare, una posizione su proposte ragionevolissime. Peraltro, i colleghi della Commissione hanno sottoposto al relatore 4 o 5 temi, non di più, di cui alcuni di normalissimo vaglio, come la norma che intenderebbe sottoporre al presidente della corte d'appello l'autorizzazione per registrare o no a mezzo audio e video la fase dibattimentale pubblica. Si tratta di norme di tal genere.
Ebbene, ripeto: all'apertura della seduta prevista alle ore 13,30 - il collega Centaro dovrà dichiararlo, perché si tratta della pura verità - né il relatore né il Governo hanno dato neanche mezza risposta ai temi che erano stati sollevati in funzione propositiva, costruttiva dall'opposizione nel corso della seduta antimeridiana.
Ora, è una vergogna che il Presidente della Commissione giustizia, su un provvedimento così delicato, controverso e dibattuto, non solo in quest'Aula, ma anche nell'opinione pubblica, ovunque, venga in Aula a dire che non si sono potuti esaminare e votare degli emendamenti, quando la maggioranza per cinque volte ha cambiato il testo, fino a ieri mattina (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore), dopo che per giorni e giorni ci sono state trattative nei modi che tutti sappiamo, dopo che ieri mattina - lo ripeto - si è pervenuti alla quinta stesura di questo provvedimento, aggiungendo che la colpa è dell'opposizione. Si tratta di una vergogna inaccettabile! E lo è soprattutto perché proviene da un Presidente di Commissione che dovrebbe essere terzo, arbitro, che dovrebbe rappresentare con obiettività qual è stato l'andamento dei lavori.
Presidente Berselli, mi dispiace, ma lei non ha rappresentato con obiettività, bensì con molta parzialità l'andamento dei lavori. (Applausi del senatore Ignazio Marino). Peraltro, ha omesso anche di riferire che, nell'ultima fase della seduta prevista dalle 13,30 alle 15, 20 minuti sono stati occupati da un intervento del senatore Longo, che notoriamente non è dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo PD). Ripeto: gli ultimi 20 minuti.
Ciò detto, signor Presidente, vorrei brevemente rappresentarle qual è la situazione che si è venuta a determinare, e che certamente non le sfuggirà, sotto il profilo regolamentare, con tutte le implicazioni anche politiche che si pongono e che le chiedo di dirimere.
Lei, in data 31 maggio, su nostra sollecitazione, ha disposto il rinvio in Commissione degli 11 emendamenti della maggioranza, a firma del presidente Gasparri e altri, con i relativi subemendamenti. In quella circostanza, signor Presidente, come prevede il Regolamento, lei fissò un termine entro il quale la Commissione giustizia avrebbe dovuto riferire all'Assemblea. Quel termine fu fissato fino alla seduta pomeridiana della giornata di ieri, martedì 8 giugno. Quindi, assegnò alla Commissione giustizia circa cinque giorni di tempo e il rinvio - credo di ricordare - avvenne lunedì.
La Commissione giustizia ha fatto il suo lavoro, ma poi anche in quella sede si sono creati problemi, che non riferisco ora per brevità.
Nella giornata di ieri, come tutti ricordiamo, lei ha disposto un nuovo rinvio a seguito di questo corposo, invasivo intervento in Aula della maggioranza, questa volta per mezzo del relatore, con ben 12 emendamenti che - ripeto - riguardano punti fondamentali del provvedimento. Ieri però, signor Presidente, e questo è uno dei punti che le sottopongo, lei non ha fissato una scadenza e - a mio modo di vedere - ha fatto bene, perché si trattava - ripeto - di 12 emendamenti, ed il termine per i subemendamenti era stato fissato per le ore 21 di ieri non sapendo quale esito si avrebbe avuto in termini di volume di subemendamenti presentati, dopo di che ha riconvocato l'Aula per oggi, per proseguire l'esame del provvedimento.
Naturalmente la mancata fissazione del termine da parte sua non può essere irrilevante ai fini del prosieguo dei lavori. In altri termini, mi permetto non certo di ricordare a lei, perché non ve ne è alcun bisogno, ma di sottolineare che il comma 11 dell'articolo 100 del Regolamento, nel disciplinare la fattispecie dell'accantonamento e del rinvio alla competente Commissione di singoli articoli e dei relativi emendamenti, prevede espressamente che il Presidente stabilisce «la data nella quale la discussione degli stessi dovrà essere ripresa in Assemblea».
Pertanto le chiedo, signor Presidente, di voler provvedere a stabilire un nuovo termine per la Commissione, fissando, di conseguenza la ripresa dei lavori d'Assemblea. Noi non faremo nessun ostruzionismo, ma la maggioranza non può precludere all'opposizione la possibilità di discutere realmente queste norme che per la prima volta sono state introdotte nella discussione in Senato attraverso i 12 emendamenti e i relativi subemendamenti.
Colgo, inoltre, l'occasione per sottolineare un altro aspetto delle decisioni che lei ha assunto, e lo faccio principalmente per evitare che, come purtroppo accade, si invochino in futuro precedenti ai fini della formazione della cosiddetta prassi nel governo dei nostri lavori magari con riferimento a una sola vicenda. Lei sa molto meglio di me, signor Presidente, che il comma 11 dell'articolo 100 prevede il potere, in capo al Presidente del Senato, di accantonare e rinviare in Commissione alcuni emendamenti, ma quando ciò viene disposto - come lei ha fatto, e noi lo abbiamo apprezzato - il rinvio deve riguardare anche i singoli articoli a cui si riferiscono gli emendamenti, e non solo questi ultimi. La ragione di tutto questo è chiarissima: non si possono discutere emendamenti in modo avulso dal testo dell'articolo. La Commissione in tali casi viene reinvestita del merito degli articoli stessi, e quindi esamina gli emendamenti relativi a quegli articoli. Lei, invece, ha provveduto a rinviare in Commissione solo gli emendamenti ed i subemendamenti.
La pregherei, pertanto, signor Presidente, nel fissare un nuovo termine per la Commissione giustizia, che dovrà votare queste proposte e riferire in Aula, di dichiarare espressamente che tale sua decisione, stante anche la particolarità della situazione che si è venuta a determinare per responsabilità della maggioranza, non costituisce precedente, oppure di rinviare alla stessa anche gli articoli, unitamente agli emendamenti e ai subemendamenti. (Applausi dal Gruppo PD).