D'ALIA (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE). Signor Presidente, vorrei fare una brevissima considerazione, con animo non indignato, perché non sono indignato e non farò certamente finta di esserlo: però in maniera disincantata.
Con assoluta serenità, voglio ricordare che non abbiamo partecipato - lo abbiamo dichiarato, come il presidente Berselli sa - ai lavori della Commissione, né nella fase del primo rinvio, che lei opportunamente - dal vostro punto di vista, ovviamente - ha accordato, dei primi 11 "comandamenti" della maggioranza in Commissione, né in occasione del girone di ritorno, con gli ulteriori 10 emendamenti presentati dalla maggioranza ieri, per una ragione molto semplice. Abbiamo ritenuto, infatti, senza dover ricorrere al vocabolario dei paroloni, che fare da paggetti a un dibattito politico aspro, pubblico, tutto interno alla maggioranza, che su questo tema si è profondamente divisa, fosse obiettivamente non consono al ruolo e alla funzione che i parlamentari, soprattutto dell'opposizione, su questa come su tante altre materie dovrebbero svolgere. Quindi, avendo già dall'inizio immaginato che questo sviluppo del dibattito fosse solo ed esclusivamente ad uso interno alla maggioranza, ci siamo astenuti dal rendere ancora più difficoltoso questo travaglio che la maggioranza ha avuto al suo interno.
Noi abbiamo presentato pochi emendamenti, tutti di merito, accolti in numero estremamente limitato in Commissione, mentre tanti altri non sono stati approvati e quindi sono stati ripresentati per l'esame dell'Aula. Credo che oggi la maggioranza, se dal suo punto di vista è pronta ed è coesa nel formulare una proposta di riforma del sistema delle intercettazioni, dovrebbe avere il coraggio di affrontare questo tema in tempi che sono già stati contingentati dalla Conferenza dei Capigruppo. Se non ricordo male, infatti, le ore che potremmo complessivamente dedicare nella discussione a questo provvedimento saranno dieci, compreso il tempo assegnato ai Gruppi di maggioranza.
Quindi, avendo trovato - per usare un termine caro ai colleghi della Lega - la quadra all'interno della maggioranza, dedicare dieci ore del vostro prezioso tempo al confronto con le opposizioni in Parlamento sarebbe un modo dignitoso di chiudere una vicenda parlamentare molto travagliata, che certamente avrebbe avuto un iter meno travagliato se non vi foste chiusi e innamorati di alcuni totem che poi, almeno sul piano del principio, siete stati costretti a rimuovere: leggasi, ad esempio, la questione relativa alla durata delle intercettazioni. Cito questa per tutti.
Signor Presidente, faccio appello a lei, apprezzando il lavoro che in queste settimane ha svolto, e faccio appello anche alla maggioranza e al Governo - vedo presente in Aula il ministro Vito, e la cosa un pochino ci insospettisce - affinché almeno oggi e domani, con la possibilità anche di allungare i lavori a domani pomeriggio e magari a venerdì mattina, se necessario, ci venga data la possibilità di avere in Parlamento un confronto aperto sul merito delle proposte che la maggioranza ha ormai prodotto in termini unitari dopo un parto tanto travagliato. Infatti, se, come abbiamo appreso dalla voce del Presidente del Consiglio, si tratta di un testo che ormai non potrà essere modificato - un testo che, peraltro, non piace allo stesso Presidente del Consiglio, tanto che si è astenuto nell'Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà - può darsi che sul fronte della maggioranza, visto che Berlusconi è contrario, i colleghi dell'Italia dei Valori potrebbero votare a favore. Ma, al di là dalle battute, se non ci date la possibilità di discuterne in Parlamento non vedo come e dove lo si possa fare.
Chiedo, e spero, che non vi sia questo atto, che sarebbe un atto di debolezza della maggioranza e non di forza, dell'apposizione della fiducia. Infatti, nel momento in cui la maggioranza si ritrova coesa su una proposta con tanti nuovi emendamenti, porre la fiducia su un testo solo perché si è arrivati ad una unità nella maggioranza, dal punto di vista politico rappresenta un atto di debolezza, che testimonia, appunto, la debolezza di questa unità, ovvero la fretta di chiudere il provvedimento per evitare che fra qualche giorno la maggioranza possa dividersi su questo tema.
Rivolgo pertanto un appello accorato affinché oggi cominci un percorso sereno di confronto nel merito delle questioni dal punto di vista parlamentare, ora che la maggioranza, grazie anche a due rinvii in Commissione, ha ottenuto l'unanimità su un testo che a noi non piace, ma che vorremmo in qualche modo provare a cambiare in Parlamento. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE).