Seguito della discussione dei disegni di legge:
(1611) Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (Approvato dalla Camera dei deputati)
(212) COSSIGA. - Informativa al Parlamento in materia di intercettazioni delle comunicazioni
(547) COSTA. - Modifiche al codice di procedura penale e al codice penale in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni
(781) DELLA MONICA ed altri. - Norme in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali e di pubblicità degli atti di indagine
(932) CASSON ed altri. - Modifiche ai codici penale e di procedura penale in materia di intercettazione di conversazioni e comunicazioni e di pubblicità degli atti di indagine
(Relazione orale)
Discussione della questione di fiducia
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta di ieri la Presidenza ha rinviato alla Commissione giustizia gli ulteriori emendamenti presentati dal relatore e i relativi subemendamenti al testo proposto dalla Commissione giustizia.
BERSELLI (PdL). In qualità di Presidente della Commissione giustizia, rileva che i provvedimenti in discussione hanno costituito oggetto di un esame serio e approfondito, che ha visto lo svolgimento di numerose audizioni e un'apertura ampia e niente affatto pregiudiziale alle proposte avanzate dall'opposizione. Nel corso dell'odierna seduta, la Commissione giustizia non è però stata in grado di votare neppure uno degli ulteriori emendamenti e dei subemendamenti presentati a causa dell'ostruzionismo posto in essere dai Gruppi di opposizione, non potendo così giungere all'approvazione di un testo definitivo da proporre all'Assemblea. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. La Presidenza prende atto delle comunicazioni rese dal senatore Berselli, esprimendo rammarico per la mancata pronunzia della Commissione sulle ulteriori proposte emendative.
LEGNINI, relatore di minoranza. La seduta odierna della Commissione giustizia non si è affatto caratterizzata per un'attività ostruzionistica da parte dell'opposizione, la quale ha anzi partecipato fattivamente ai lavori, quanto piuttosto per la volontà della maggioranza di procedere all'esame di circa 60 emendamenti e subemendamenti in un tempo del tutto insufficiente. E' vero invece che si è arrivati oggi alla quinta stesura consecutiva del testo da parte della maggioranza e che in Commissione né il relatore, né il rappresentante del Governo sono stati in grado di dare risposte puntuali e precise ai rilievi formulati con impegno e senso di responsabilità dall'opposizione, a testimonianza dell'incapacità della maggioranza stessa di assumere posizioni chiare sul provvedimento. Invita quindi il Presidente a rinviare nuovamente l'esame degli emendamenti in Commissione fissando un tempo congruo e a dichiarare espressamente che il rinvio opera anche nei confronti degli articoli cui gli emendamenti si riferiscono; qualora invece la Presidenza intenda rinviare l'esame dei soli emendamenti, è opportuno che venga dichiarato che tale decisione non costituisce precedente, atteso che l'articolo 100 del Regolamento del Senato stabilisce che l'accantonamento e il rinvio di emendamenti debbano applicarsi anche ai relativi articoli. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Astore).
PRESIDENTE. In relazione ad una notizia appena riportata da un'agenzia di stampa, precisa come il suo rammarico non fosse dovuto all'atteggiamento dell'opposizione in Commissione giustizia, bensì alla mancata votazione degli emendamenti e dei relativi subemendamenti rinviati alla Commissione medesima.
RUTELLI (Misto-ApI). Pur non facendo parte della Commissione giustizia, è firmatario di alcune proposte emendative al disegno di legge in esame, il cui testo finale è frutto di lunghe trattative all'interno della maggioranza. Qualora il Governo ponesse la questione di fiducia, l'Assemblea sarebbe del tutto espropriata delle sue prerogative legislative; qualora poi il testo venisse blindato anche alla Camera, il Parlamento finirebbe per costituire solo il luogo di ratifica formale di accordi politico-legislativi assunti in altre sedi. Fa quindi appello al Presidente del Senato, visto l'intento da lui più volte manifestato di agevolare la ricerca di ampie convergenze sui temi cruciali del provvedimento, affinché sia consentito all'Aula del Senato di esaminare il testo del provvedimento e apportarvi alcune correzioni. A dimostrazione dello spirito collaborativo del suo Gruppo, raccogliendo l'esigenza di approvare in tempi rapidi il provvedimento, si dichiara disponibile a ritirare alcuni degli emendamenti presentati e ad insistere unicamente sulle proposte che incidono sugli aspetti fondamentali del disegno di legge. (Applausi dai Gruppi PD e UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE e del senatore Pardi).
BELISARIO (IdV). Se il Governo deciderà di apporre la questione di fiducia sul provvedimento, l'Assemblea si troverà impossibilitata a svolgere il compito assegnatole dalla Costituzione di cui il Presidente del Senato dovrebbe farsi garante, assicurando lo svolgimento di dibattiti approfonditi sui provvedimenti e un compiuto confronto tra gli schieramenti. Sono inaccettabili le accuse di ostruzionismo rivolte dalla maggioranza, che ha più volte stravolto il testo sulla base delle direttive del Presidente del Consiglio. Il Gruppo dell'Italia dei Valori si batterà strenuamente contro il provvedimento in esame che contiene una serie di norme che mettono in serio pericolo la sicurezza dei cittadini, comprimono l'attività investigativa della magistratura e imbavagliano la stampa. Si appella alla Presidenza affinché gli emendamenti contestati siano nuovamente rinviati in Commissione per concluderne l'esame cui non è stato possibile dare corso. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Commenti dal Gruppo PdL).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE). La scelta del Gruppo di non partecipare ai lavori della Commissione giustizia, dopo il duplice rinvio da parte della Presidenza degli emendamenti presentati in Aula dalla maggioranza, è maturata nella consapevolezza che il dibattito sui temi cruciali del provvedimento fosse esclusivamente interno alla maggioranza e non fosse consentito all'opposizione alcun margine di intervento. Se la maggioranza ha davvero raggiunto una soluzione condivisa, dia prova della sua coesione interna in un libero confronto tra gli schieramenti secondo i tempi già contingentati in Conferenza dei Capigruppo, anche per chiudere dignitosamente il travagliato iter parlamentare del provvedimento sulle intercettazioni. L'eventuale apposizione della questione di fiducia, tanto più alla luce delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, che, pur essendo insoddisfatto del testo, lo considera non più modificabile, costituirebbe una lesione delle prerogative legislative del Parlamento. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE).
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Invita il Governo a non apporre la questione di fiducia sul provvedimento in esame e consentire all'Aula del Senato di confrontarsi nel merito, accettando di accogliere proposte correttive: in particolare, gli emendamenti presentati dai senatori del Gruppo Movimento per le Autonomie recepiscono le preoccupazioni espresse in sede di audizione dal procuratore nazionale antimafia Grasso sugli effetti che il testo in esame avrebbe nella lotta contro la criminalità organizzata. È purtroppo mancato su questi punti ogni spazio di interlocuzione con il Governo, fatta eccezione per il parziale accoglimento della proposta riguardante la ricusazione del pubblico ministero: se il testo non fosse ulteriormente modificato, l'MPA avrebbe difficoltà ad approvarlo; se il Governo ponesse la fiducia, l'MPA si troverebbe ad affrontare un serio problema politico, che risolverebbe comunque facendo prevalere le ragioni di coscienza e di coerenza politica.