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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 393 del 09/06/2010


Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn.
1611, 212, 547, 781e 932
e della questione di fiducia

LANNUTTI (IdV). Incurante della grave crisi economica in cui versa il Paese, il Governo accorda la priorità di azione ad un provvedimento che, in spregio al dettato costituzionale e alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, avrà come unico scopo quello di limitare indebitamente la libertà di informazione e di imbavagliare la stampa. Sono inoltre evidenti lo scopo punitivo nei confronti della magistratura, così come il chiaro intento di favorire comportamenti e interessi spesso illeciti e loschi. Sono pertanto pienamente condivisibili le numerose e dure critiche espresse nei confronti del provvedimento da parte di ampi strati della società, dalla Polizia, ai giornalisti, dalla magistratura alla stessa Direzione investigativa antimafia: di fronte ai pericoli insiti nel provvedimento, ha lanciato un monito al Governo italiano persino il sottosegretario al Dipartimento penale degli Stati Uniti. Conclude rimarcando la più netta contrarietà al provvedimento, il quale contiene disposizioni di così evidente illegittimità e inopportunità da poter essere paragonate alle cosiddette leggi speciali che, adottate durante il periodo fascista, hanno suscitato viva indignazione e ribellione all'interno della società. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

LUMIA (PD). Il provvedimento non si pone affatto a garanzia della riservatezza e della privacy delle comunicazioni, quanto piuttosto a tutela degli interessi delle classi dirigenti, di talune oligarchie e di una parte ristretta del sistema politico italiano, con ciò costituendo un vulnus alla Carta costituzionale e alla stessa democrazia e avvallando sempre più la visione del potere come fonte di impunità e di privilegi. Assai negative saranno altresì le ricadute in termini di sicurezza, dal momento che la disciplina apprestata rischia di limitare l'attività delle Forze di polizia e della magistratura nel perseguimento dei reati e nell'individuazione dei responsabili. Nonostante alcune correzioni apportate, la lotta alla criminalità mafiosa verrà inevitabilmente ad essere indebolita, specie nel perseguimento dei cosiddetti reati di confine quali racket, usura e riciclaggio: non è un caso che i principali operatori impegnati nel contrasto alla mafia abbiano espresso giudizi assai negativi sulla disciplina, la quale rischia di mettere in serio pericolo la possibilità di usare lo strumento delle intercettazioni in modo veloce e tale da poter prevenire i reati mafiosi. (Applausi della senatrice Negri).

MUGNAI (PdL). Il disegno di legge all'esame dell'Aula è ispirato da linee guida che contemperano l'esigenza condivisa dall'opinione pubblica di porre rimedio all'abuso da parte della magistratura dello strumento delle intercettazioni ed alla diffusione sui media di notizie riservate, con il rispetto del diritto all'informazione garantito dall'articolo 21 della Costituzione. Occorreva in particolare limitare un uso delle intercettazioni indiscriminato e molto oneroso per il bilancio del Ministero della giustizia e tutelare il diritto, anch'esso costituzionalmente sancito, alla riservatezza. Il testo in esame, pur con qualche inevitabile margine di imperfezione, va nel senso di frenare condotte pregiudizievoli e individua le necessarie sanzioni. Non può pertanto destare scandalo che si sia stabilito che la riservatezza sia tutelata fino alla chiusura delle indagini preliminari o che sia stata individuata una procedura più ponderata per l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni, indicando anche la platea, piuttosto ampia, di gravi reati che ne giustifichino l'adozione. Né risulta accettabile la vuota retorica sull'impegno nella lotta alla criminalità organizzata, specie quando le critiche vengono rivolte al Governo che su tale terreno più di ogni altro ha conseguito risultati ragguardevoli. Annuncia pertanto a nome del proprio Gruppo che sosterrà convintamente il provvedimento in sede di votazione della questione di fiducia. (Applausi dal Gruppo PdL).

SBARBATI (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE). Il disegno di legge in esame non tutela la privacy dei cittadini, ma pone dei limiti oggettivi all'attività degli organi inquirenti e alla libertà degli organi di stampa. È evidente che vi siano attualmente abusi nell'uso delle intercettazioni e che occorra modificare la legislazione esistente, per tutelare i cittadini onesti e tutti quei soggetti che nel rispetto della legge svolgono attività di rilevanza sociale dall'uso invasivo e indiscriminato delle intercettazioni; ma per fare questo non si deve necessariamente indebolire l'attività di contrasto all'illegalità che sta soffocando il Paese. E non sembra, del resto, pienamente titolato ad una simile operazione un Governo che neppure impone al suo interno le dimissioni a chi è sotto processo. L'esito normativo del lungo esame dei provvedimenti in materia è un testo intossicato dai problemi personali del Presidente del Consiglio e della cosiddetta cricca e dalle diatribe tra i cofondatori del Popolo della Libertà; una legge bavaglio che viola il diritto all'informazione dei cittadini e limita il giornalismo di inchiesta; una legge autoritaria e faziosa che incide pesantemente nella dura lotta che la magistratura e le Forze dell'ordine conducono a tutela dell'ordine e della legalità nel Paese. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE e PD. Congratulazioni).

ARMATO (PD). Con il provvedimento in esame si limitano irreparabilmente i poteri investigativi della magistratura e le attività di indagine delle Forze dell'ordine, si imbavaglia la stampa e si penalizza il diritto di cronaca, impedendo ai giornalisti di dare notizia dell'apertura di inchieste giudiziarie, comprese quelle riguardanti la criminalità organizzata, fino all'udienza preliminare, e di pubblicare le ordinanze emesse in materia di misure cautelari anche in assenza di segreto investigativo. Si viola così il diritto all'informazione garantito dall'articolo 21 della Costituzione, ma anche il principio di uguaglianza, data la distinzione posta in essere tra la categoria dei pubblicisti e quella dei giornalisti professionisti, e alcuni principi fondamentali di diritto internazionale. Per quanto riguarda la norma con cui si prevede la sospensione cautelare della professione del giornalista in ragione della sua iscrizione al registro degli indagati per violazione del divieto di pubblicazione, tale misura non solo viola con il principio della presunzione di innocenza, di cui all'articolo 27 della Costituzione, ma rischia di avere un effetto deterrente rispetto al giornalismo di cronaca, al pari della norma che estende la responsabilità di reato agli editori punendoli con pesanti sanzioni pecuniarie. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e della senatrice Sbarbati).

Presidenza del vice presidente NANIA

PARDI (IdV). Con il pretesto della salvaguardia della privacy, il Governo e la maggioranza si apprestano ad approvare una legge con cui si realizzeranno forme di omertà legalizzata per proteggere i politici coinvolti in reati di corruzione e avallarne l'impunibilità. Con l'inasprimento delle pene e delle sanzioni a carico dei giornalisti e l'estensione delle responsabilità di reato agli editori, sarà fortemente ristretto il diritto di cronaca e si condanneranno i cittadini alla disinformazione e all'ignoranza, mentre sarà possibile a pochi, a coloro che avranno accesso alle informazioni, farne uso a fini di ricatto. Vengono depotenziati gli strumenti investigativi in mano alla magistratura anche nella lotta alla mafia, dal momento che molte delle indagini per reati mafiosi scaturiscono da diverse ipotesi di reato per le quali il provvedimento limita l'uso delle intercettazioni. Si creano appositamente insostenibili lungaggini burocratiche per l'autorizzazione di intercettazioni, per scoraggiarne diffusamente il ricorso. Favorisce i rei anche la norma che solleva i magistrati dalle inchieste se risultano iscritti nel registro degli indagati anche sulla base di una semplice denuncia. Dinanzi alla caparbietà del Governo e della maggioranza nel voler impedire ai cittadini italiani l'accesso all'informazione, dichiara che il suo Gruppo ricorrerà alla creazione di un sito web estero per pubblicare notizie che non è consentito diffondere in Italia e attuerà forme estreme di disobbedienza civile anche riferendo nelle Aule parlamentari i contenuti di intercettazioni coperte da segreto istruttorio affinché siano formalmente pubblicati nei Resoconti stenografico delle sedute. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).

PORETTI (PD). La procedura seguita dalla maggioranza e dal Governo durante l'esame del provvedimento si è dimostrata incoerente, così come insensate sono anche molte delle norme contenute nel disegno di legge che, anziché rispondere all'esigenza di tutelare la privacy dell'indagato prima del rinvio a giudizio, creano pesanti vulnus al diritto di informazione dei cittadini. In particolare, il comma 26 dell'articolo unico del disegno di legge con cui si limita la ripresa audiovisiva della fase dibattimentale dei processi, sottoponendo la decisione al presidente della Corte d'appello, viola il principio sancito dal codice penale, secondo cui ogni udienza è pubblica, pena la sua nullità. Si priva il cittadino della possibilità di addentrarsi nei meccanismi della giustizia per comprenderne il reale funzionamento, come testimonia l'attività meritoria di Radio Radicale che dal 1975 realizza la trasmissione integrale di processi che hanno segnato indelebilmente la storia del Paese. Sottolinea la scarsissima presenza in Aula di senatori, sia di maggioranza che di opposizione, e l'assenza del Governo in sede di discussione sulla questione di fiducia. (Applausi della senatrice Fontana).

MARITATI (PD). La maggioranza ed il Governo dimostrano ancora una volta il loro scarso interesse per il buon andamento della macchina giudiziaria con un provvedimento che, dietro il pretesto di soddisfare la pur innegabile esigenza di evitare l'uso scorretto dello strumento delle intercettazioni, nasconde l'obiettivo reale di tacitare la magistratura e la stampa, già bersagli designati nel programma della loggia massonica P2. Se alla base del provvedimento vi fosse stato un intento genuino di tutelare la privacy, non si sarebbero respinti i ritocchi proposti dalla opposizione che andavano nella direzione di meglio definire gli ambiti di ricorso all'attività captativa. Pretestuosi appaiono anche i richiami all'onerosità dello strumento dell'intercettazione, cui si sarebbe potuto ovviare accogliendo l'ipotesi di un blocco delle tariffe per il servizio. Con le norme in materia di astensione obbligatoria del giudice e del pubblico ministero per le dichiarazioni rilasciate sul procedimento o per la sola iscrizione nel registro degli indagati a seguito di una denuncia di rivelazione di segreto d'ufficio ancora da verificare vengono elusi i più elementari principi del garantismo e si offre una pericolosa arma ai criminali per intralciare la giustizia. Incoerenti ed inadeguate appaiono anche le norme che equiparano le intercettazioni ambientali all'acquisizione dei tabulati telefonici, strumenti di ben diversa invasività, nonché quelle che affidano ad un tribunale collegiale la competenza ad autorizzare le intercettazioni. Inaccettabili sono poi le particolari guarentigie previste per gli appartenenti ai Servizi segreti, che impediranno di far luce su eventuali devianze. Si tratta nel complesso di norme pericolose che peraltro vengono sottratte ad un reale confronto parlamentare con l'apposizione della fiducia che evidentemente era stata già da tempo decisa dal Governo. (Applausi della senatrice Fontana).

DE LUCA (PD). L'apposizione della fiducia impedisce un corretto confronto parlamentare su un provvedimento ampiamente antidemocratico, contro il quale si sono sollevati ampi settori della società civile e le cui norme sembrano pensate per intralciare i magistrati e tacitare la stampa, privando i cittadini del diritto all'informazione come strumento di giudizio sull'operato della classe politica. Sono ovviamente condivisibili gli obiettivi di fermare l'uso distorto delle intercettazioni, di tutelare la privacy ed il segreto istruttorio, ma quella in esame è una legge che imponendo stringenti limiti temporali ed economici per l'utilizzo di tale prezioso strumento investigativo, finisce per tutelare soltanto la privacy dei criminali. Un colpo particolarmente grave viene inferto così alle indagini sui reati dell'ecomafia, svelati in passato proprio grazie alla intercettazione dei colloqui tra capi ed affiliati, che avevano fatto luce su una vera e propria mattanza ambientale, soprattutto relativamente al traffico dei rifiuti tossici. (Applausi dal Gruppo PD).

BUGNANO (IdV). L'assenza in Aula della maggioranza e del Governo durante la discussione sulla questione di fiducia rende impossibile il promesso confronto sul provvedimento, svuota di significato gli interventi dei senatori presenti, fra i quali quasi tutti quelli del Gruppo IdV e dice molto della considerazione in cui sono tenuti dalla compagine di Governo l'opposizione ed il Paese. Con questo provvedimento si compie un vero e proprio atto di tirannide, depotenziando il fondamentale strumento investigativo delle intercettazioni e minando le basi dello Stato di diritto, che sono il controllo sociale attraverso l'informazione e il controllo di legalità attraverso la magistratura indipendente. Si genera un conflitto fra principi costituzionali, sacrificando al diritto alla privacy il diritto alla libertà di pensiero, il principio della certezza del diritto e quello dell'obbligatorietà dell'azione penale, nonché i diritti delle vittime dei reati. La norma sulla sospensione del pubblico ministero nuocerà gravemente a processi delicati, mentre irragionevole appare la cancellazione della norma voluta da Giovanni Falcone, che prevede un percorso agevolato per l'autorizzazione delle intercettazioni nelle indagini di delitti di criminalità organizzata. Contro questa normativa, che se approvata renderà impossibile la prosecuzione di grandi processi come quelli Cirio e Parmalat, si stanno mobilitando anche le associazioni dei consumatori, che preannunciano interventi politici, legali e referendari cui il Gruppo IdV darà incondizionato appoggio. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Maritati. Congratulazioni).

DIVINA (LNP). Il provvedimento in esame si limita a riaffermare principi sanciti nell'ordinamento e perfettamente riconducibili all'ortodossia dottrinaria, fra i quali il divieto di pubblicazione degli atti fino alla conclusione delle indagini o il divieto di pubblicazione di nomi di persone estranee ai fatti oggetto di indagine, introducendo strumenti deterrenti più efficaci che scoraggino le condotte improprie di magistrati e giornalisti, senza per questo inficiare il diritto di cronaca. La maggioranza ed il Governo, accusate di atteggiamenti tirannici, hanno semmai al contrario peccato in permissivismo, non ponendo argini sufficienti alle inaccettabili condotte, spinte fino all'offesa personale, tenute dall'opposizione in Commissione ed in Aula. Quello praticato dalla minoranza non è ostruzionismo, ma è un comportamento ambiguo di boicottaggio di norme peraltro identiche a quelle che lo stesso centrosinistra aveva approvato nella scorsa legislatura. L'opposizione ha così mancato ogni occasione di incidere positivamente sul testo, cercando solo lo scontro frontale con la maggioranza per lucrare visibilità sui media. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze, rinvia il seguito della discussione sulla questione di fiducia alla seduta antimeridiana di domani.

BELISARIO (IdV). Annuncia che i senatori dell'Italia dei Valori, in difesa della Costituzione e della dignità del Parlamento, occuperanno l'Aula e tenteranno di impedire l'approvazione di un provvedimento che offende la libertà. (Applausi dal Gruppo IdV. I senatori del Gruppo espongono bandiere italiane, diffondendo, tramite telefoni cellulari, le note dell'inno di Mameli).