Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 1611, 212, 547, 781e 932
GASPARRI (PdL). Il disegno di legge, approdato all'esame dell'Assemblea del Senato dopo due anni di approfondito esame presso le Commissioni giustizia di entrambi i rami del Parlamento e dopo una nutrita serie di audizioni che hanno permesso di recepire le esigenze più avvertite dalla società civile, dalla magistratura e dalla stampa, rappresenta un traguardo che per anni Governi di diverso segno politico hanno tentato di conseguire per disciplinare il settore delle intercettazioni in Italia. La maggioranza ha acconsentito a differire più volte, secondo la volontà della Presidenza del Senato, la calendarizzazione in Aula del disegno di legge, garantendo il confronto in Commissione giustizia per oltre 40 sedute, durante le quali l'opposizione, che pure ha fatto ricorso a metodi ostruzionistici, ha visto accolte numerose sue proposte. Per quanto concerne le ultime modifiche apportate al provvedimento, ferme restando le prerogative costituzionalmente garantite ai parlamentari, è sacrosanto anche il diritto delle formazioni politiche interne alla maggioranza di individuare un accordo su alcuni delicati punti del provvedimento anche fuori dalle Aule parlamentari. Auspica quindi che si giunga rapidamente all'approvazione del provvedimento. (Applausi dal Gruppo PdL e LNP).
PRESIDENTE. A fronte dei rilievi regolamentari del senatore Legnini, rileva che il provvedimento in esame è composto di un unico articolo e per questo la Presidenza ha ritenuto di disporre il rinvio in Commissione dei soli emendamenti. La Presidenza è ricorsa per due volte (la seconda delle quali autonomamente, prima ancora della richiesta da parte delle opposizioni) all'istituto del rinvio in Commissione, poco utilizzato in passato, proprio al fine di assicurare un adeguato confronto su proposte di rilevante portata innovativa. Il rinvio della discussione del testo alla seduta pomeridiana di oggi poneva implicitamente l'orario d'inizio della seduta di Assemblea come termine per i lavori della Commissione. Ritiene comunque opportuno che la Giunta per il Regolamento definisca in modo più dettagliato le modalità e la tempistica di utilizzo dell'istituto del rinvio in Commissione ai sensi dell'articolo 100, comma 11.
VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. A nome del Governo, pone la questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento 1.1000, interamente sostituivo del testo dell'articolo unico del disegno di legge n. 1611. (Vivaci commenti e applausi ironici dai Gruppi PD e IdV).
FINOCCHIARO (PD). Chiede al Ministro quando è stato autorizzato dal Consiglio dei Ministri a porre la questione di fiducia.
VITO, ministro per i rapporti con il Parlamento. L'autorizzazione all'apposizione della questione di fiducia è stata data dal Consiglio dei ministri il 29 maggio. (Vivaci commenti dai Gruppi PD e IdV).
PRESIDENTE. Conformemente alla prassi, sospende la seduta e convoca la Conferenza dei Capigruppo.
La seduta, sospesa alle ore 16,10, è ripresa alle ore 17,05.
Presidenza della vice presidente MAURO