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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 391 del 31/05/2010


PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al termine di questi interventi intendo manifestare la mia opinione e la mia decisione. Abbiamo di fronte due ordini di problemi: un primo attiene alla richiesta o - per dir meglio - all'osservazione dell'opposizione in Conferenza dei Capigruppo, che nella scorsa settimana, essendo stato preannunziate modifiche che avrebbero innovato il testo in alcuni punti, ha manifestato l'esigenza che il testo potesse tornare in Commissione, viste le innovazioni.

In quell'occasione il Presidente si è riservato di avvalersi del comma 11 dell'articolo 100 del Regolamento, che attribuisce una facoltà alla Presidenza sulla quale questa Presidenza si è riservata di pronunziarsi durante l'andamento dei lavori di questo disegno di legge, riserva che si impegna a sciogliere immediatamente dopo l'incardinamento della discussione del disegno di legge, perché stiamo discutendo, ma ancora il disegno di legge non è nemmeno incardinato.

Altro tema posto dalla presidente Finocchiaro è quello del ritorno in Commissione dell'intero testo di legge. Ricordo ai colleghi che non vi è potere in merito della Presidenza: è una scelta politica che non riconducibile alle decisioni della Presidenza. La Presidenza deve infatti attenersi al Regolamento e, sulla richiesta della presidente Finocchiaro del ritorno in Commissione dell'intero provvedimento, lei mi insegna, è chiamata a pronunziarsi l'Aula in occasione delle questioni pregiudiziali.

Intendo quindi procedere secondo l'ordine dei lavori, con la relazione, l'incardinamento della discussione del disegno di legge e l'esame delle questioni pregiudiziali, mantenendo fermo quanto detto all'inizio della seduta, nel senso che mi riservo di pronunziarmi, al momento opportuno, sull'esercizio della facoltà che mi dà il Regolamento. Immediatamente dopo il voto sulle questioni pregiudiziali, la Presidenza del Senato assume impegno formale da questo scranno di pronunziarsi sull'esercizio della facoltà prevista dal comma 11 dell'articolo 100, perché ha dato la parola e intende mantenerla. Non so ancora quale sarà la pronunzia, ma io mi pronuncerò: di questo posso assicurare formalmente l'opposizione, perché la parola intendo mantenerla.