Sull'ordine dei lavori
ZANDA (PD). A nome del Gruppo del Partito democratico, chiede alla Presidenza di valutare la possibilità che il disegno di legge n. 1611 sia rinviato all'esame della Commissione giustizia, ai sensi dell'articolo 100, comma 11, del Regolamento del Senato, avendo appreso che la maggioranza ha presentato all'esame dell'Aula alcuni emendamenti che apportano al testo approvato dalla Commissione modifiche rilevanti, sulle quali è necessario consentire un maggiore approfondimento e il doveroso confronto con l'opposizione. (Applausi dal Gruppo PD).
CASSON (PD). L'emendamento 1.710, presentato dalla maggioranza in Aula, ampliando ulteriormente l'ambito di applicabilità delle norme transitorie del provvedimento, se approvato avrebbe pesanti ripercussioni sul sistema della giustizia e sull'utilizzo delle intercettazioni in ambito processuale. Al fine di valutare più attentamente questo emendamento, assieme alle altre modifiche presentate solo in Aula dalla maggioranza e che investono norme cruciali in materia di intercettazioni e pubblicazione degli atti di indagine, si associa alla richiesta avanzata dal senatore Zanda per un rinvio presso le Commissioni affari costituzionali e giustizia del provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. La Presidenza si è già impegnata in Conferenza dei Capigruppo, a pronunziarsi su eventuali richieste di rinvio in Commissione del testo in relazione alla rilevanza delle proposte di modifica preannunciate dalla maggioranza. Tutto ciò, però, potrà avvenire dopo l'avvio della discussione in Aula del provvedimento, cui ancora non si è dato corso.
BELISARIO (IdV). Sottolinea l'importanza di rispettare il procedimento di esame in sede referente sulle proposte di modifica avanzate dalla maggioranza in vista della discussione in Aula, che modificano radicalmente il testo esaminato dalla Commissione giustizia. Poiché il provvedimento ha effettui nefasti per la libertà di informazione e per l'attività degli organi investigativi e della magistratura, chiede alla Presidenza di disporre la ripresa diretta televisiva da parte della RAI dell'intera trattazione del disegno di legge, per consentire all'opinione pubblica di essere compiutamente informata su quanto il Senato sta discutendo. (Applausi dal Gruppo IdV).
PRESIDENTE. Come da prassi consolidata, la Presidenza non mancherà di accogliere la richiesta di ripresa diretta televisiva per le dichiarazioni di voto finali. Il servizio pubblico radiotelevisivo, del resto, non potrebbe coprire l'intera discussione del provvedimento.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE). L'esame in Commissione ha subito un'accelerazione perché la maggioranza aveva lasciato intendere la possibilità di approfondire con l'opposizione alcune problematiche del testo discusso in Commissione. Ora invece, la maggioranza si presenta con numerose proposte di modifica notificate in vista dell'esame in Aula, alcune delle quali di particolare rilevanza, come quella che amplia l'ambito di operatività delle norme transitorie, che meritano un approfondimento in sede referente. Sarebbe peraltro opportuno evitare inutili sprechi di tempo discutendo l'esame di pregiudiziali di costituzionalità riferite ad un testo che la maggioranza intende modificare radicalmente.
PRESIDENTE. La proposta di estendere l'ambito di operatività delle norme transitorie non è contenuta in un emendamento presentato dalla maggioranza in Aula, ma è stata già approvata in Commissione.
BRICOLO (LNP). Il provvedimento è giunto all'esame dell'Aula dopo un lungo e ponderato iter di esame, sia alla Camera che in Commissione al Senato, che ha permesso di recepire anche molte delle osservazioni formulate dalle opposizioni. Pur rimettendosi alla decisione che assumerà la Presidenza, auspica che si dia avvio alla discussione del provvedimento che è il frutto del ragionevole bilanciamento di molteplici esigenze: la garanzia della libertà di stampa, la salvaguardia dei poteri di indagine della magistratura e la tutela della privacy dei cittadini. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
FINOCCHIARO (PD). E' singolare che la maggioranza richiami la necessità di accelerare l'iter del provvedimento dopo il tempo perso in Commissione per discutere e votare emendamenti della maggioranza sostenuti dal Governo che ora la stessa maggioranza e il Governo sconfessano con proposte completamente diverse. La richiesta di rinvio in Commissione avanzata dal senatore Zanda non è assimilabile a quella individuata dall'articolo 100, comma 11, del Regolamento, che pure è evidentemente applicabile alle rilevanti novità proposte dalla maggioranza e che potrà essere discussa al momento dell'esame delle questioni incidentali: si tratta invece della richiesta politica di reinvestire il Senato della responsabilità di trovare elementi di convergenza su una materia delicatissima, fonte di divisioni e distinguo anche all'interno del centrodestra, sulla quale finora il Governo ha assunto posizioni tra loro contraddittorie, chiedendo la fiducia alla Camera su un testo che poi ha sconfessato in Commissione in Senato, per ora assecondare ulteriori ipotesi di modifica. (Applausi dal Gruppo PD).
GASPARRI (PdL). Il provvedimento in esame è stato oggetto di un lungo ed articolato iter di esame presso la Camera ed in ben 38 sedute della Commissione giustizia del Senato. La maggioranza ha accolto l'invito più volte espresso dal Presidente del Senato in Conferenza dei Capigruppo di rinviare la calendarizzazione del provvedimento per cercare ampie convergenze sulla materia. Oggi, gli emendamenti presentati dalla maggioranza in Aula, pur intervenendo su alcuni aspetti qualificanti del provvedimento, rappresentano l'esito di un naturale ripensamento che tiene conto anche delle riflessioni maturate in Commissione e sono stati resi noti per tempo alle opposizioni che hanno presentato subemendamenti. Peraltro alcune proposte tornano al testo licenziato dalla Camera. Le critiche avanzate dal Gruppo del Partito Democratico appaiono quindi pretestuose e non giustificano la richiesta di rinvio in Commissione a due anni dall'inizio dell'esame parlamentare dei disegni di legge sulla disciplina delle intercettazioni. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Come annunciato in Conferenza dei Capigruppo, la Presidenza si avvarrà della facoltà conferitagli ai sensi dell'articolo 100, comma 11, del Regolamento in sede di esame del disegno di legge n. 1611. Anche una eventuale deliberazione dell'Assemblea in ordine alla richiesta di rinvio dell'intero provvedimento potrà avvenire dopo il suo incardinamento, con l'esame delle questioni incidentali.
DELLA MONICA (PD). Contrariamente a quanto sostenuto dal Presidente, anche la disciplina transitoria è oggetto di un emendamento presentato dopo la conclusione dell'esame in Commissione, l'1.710, la cui eventuale approvazione metterebbe a rischio centinaia di processi. Peraltro, trattandosi di uno degli ultimi emendamenti del fascicolo, si discuterebbe per la prima volta di una norma chiave ad esame del testo praticamente concluso. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. La Presidenza prende atto della delicatezza del tema, e se ne farà carico.