GARAVAGLIA Mariapia, ARMATO, PINOTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
la manovra finanziaria di bilancio sta suscitando grande attenzione per verificarne il grado di equità sociale;
il Presidente del Consiglio dei ministri afferma che non saranno i cittadini ma lo Stato a subire i maggiori sacrifici;
nel corso di questa legislatura il numero di Sottosegretari e Ministri è progressivamente aumentato e, progressivamente, sono aumentate anche le spese connesse a tali cariche;
per prassi, a quanto risulta agli interroganti, ogni Ministro, Sottosegretario, Dirigente generale arreda e struttura i propri uffici secondo criteri differenziati per livello di funzioni,
si chiede di sapere:
se al Governo risulti che, anche recentemente, per il "decoro" di alcune sedi ministeriali, siano state spese notevoli risorse economiche, finanche per l'installazione di docce con idromassaggio;
se ciò dovesse corrispondere al vero, quali siano le valutazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in merito, e se non ritenga che "investire" i soldi pubblici in tali spese non sia in contrasto con i grandi sacrifici che lo stesso Governo chiede ai cittadini;
se non ritenga, infine, opportuno intervenire con la massima urgenza per modificare tale prassi e impedire il verificarsi di altre situazioni analoghe.
(3-01353)
VITALI, GHEDINI, SANGALLI, NEROZZI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali - Premesso che:
è stato annunciato che i provvedimenti relativi alla manovra economica 2011-2012 prevedono la soppressione dell'Ente teatrale italiano (ETI), che ha in corso da tempo un progetto di dismissione della gestione diretta dei teatri Duse di Bologna, della Pergola di Firenze e Quirino di Roma;
tale progetto era basato su un passaggio alla gestione locale attraverso un accompagnamento economico da parte dell'ETI, come risulta dal confronto in atto, per quanto riguarda il teatro Duse di Bologna, con la Regione e il Comune e la Provincia di Bologna, le fondazioni bancarie e operatori teatrali locali;
la soppressione dell'ETI e dei relativi finanziamenti fa venir meno i presupposti del progetto che si stava discutendo per il teatro Duse e mette in discussione la sopravvivenza delle sale storiche da esso gestite, non consentendo di prevedere quale collocazione futura potranno avere i suoi 28 dipendenti pubblici e i 144 dipendenti con contratto di natura privatistica;
la manovra comporterebbe inoltre, sulla base delle informazioni finora disponibili, l'azzeramento dei contributi statali a quattro enti culturali bolognesi: l'Accademia filarmonica e l'Accademia delle scienze, che sono all'origine, rispettivamente, della Scuola musicale bolognese e dell'Università moderna, hanno secoli di storia e svolgono tuttora un'attività essenziale; la fondazione di ricerca istituto Carlo Cattaneo e la fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII, istituzioni culturali di riconosciuto valore internazionale, che svolgono funzioni preziose e insostituibili,
si chiede di sapere che cosa intenda fare il Governo per scongiurare un danno irreparabile ai teatri di prosa e alle più importanti istituzioni culturali del nostro Paese, quale quello che si produrrebbe se i tagli annunciati nella manovra economica non venissero radicalmente modificati.
(3-01356)
RUSCONI, GARAVAGLIA Mariapia, CERUTI, GALPERTI, PERTOLDI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
il bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011 assegna al programma 1.9 (istituzioni scolastiche non statali) 406 milioni di euro per l'anno 2010 e 312 milioni di euro per l'anno 2011, riducendo i fondi per tale settore di 128 milioni di euro per l'anno 2010 e di 222 milioni di euro per l'anno 2011 e mettendo a rischio su tutto il territorio nazionale la sopravvivenza di scuole la cui funzione pubblica è evidente - e riconosciuta dalla legge 10 marzo 2000, n. 62 ("Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione") - considerato che queste scuole accolgono 530.000 bambini su 1.600.000 nella scuola dell'infanzia (in tanti piccoli comuni le uniche esistenti) e 200.000 bambini su 2.800.000 nella scuola primaria;
all'interrogazione 5-02631, presentata dall'on. Toccafondi, in data 11 marzo 2010 è stato risposto che: "Analogamente, la legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010), ha previsto all'articolo 2, comma 250, che le disponibilità del fondo di cui all'articolo 7-quinques, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5 convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, siano destinate alle finalità di cui all'elenco 1 della medesima legge finanziaria. Tra gli interventi ivi elencati figura anche il sostegno alle scuole non statali per un importo di 130 milioni di euro, che si aggiunge alle risorse finanziarie già previste per il 2010. L'assegnazione di tali risorse sarà disposta con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari. Il relativo schema è già stato trasmesso alle Camere il 4 marzo 2010";
considerato che:
in data 8 ottobre 2009 è stata presentata un'interrogazione a risposta orale (3-00704), a prima firma dell'on. Vietti, concernente iniziative volte a ripristinare fondi per le scuole paritarie. Il sottosegretario Guido Viceconte ha risposto: "In data 4 marzo 2010, lo schema del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è stato trasmesso alle Camere per il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Il prescritto parere è stato acquisito ed è ora in corso l'ulteriore iter del provvedimento. (...) il 10 marzo scorso questo Ministero ha richiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri l'assegnazione della suddetta somma di 130 milioni di euro per il sostegno alle scuole non statali e si è in attesa della consequenziale variazione del bilancio per l'anno 2010";
ad oggi le Direzioni scolastiche regionali non hanno notizie certe rispetto all'avvenuto ripristino dei fondi per l'anno 2010;
considerato che in numerosi comuni le scuole paritarie dell'infanzia rappresentano l'unica opportunità educativa e didattica esistente e collaborano fattivamente con gli enti locali,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per l'immediata assegnazione dei fondi alle Direzioni scolastiche regionali, quindi alle scuole, al fine di consentire la necessaria tranquillità alle famiglie e agli insegnanti per la fine del corrente anno scolastico e per l'inizio del nuovo;
se corrisponda al vero il rischio che tali fondi possano essere "sacrificati" per far fronte alle disposizioni previste dalla manovra finanziaria che verrà prossimamente esaminata dal Parlamento.
(3-01357)