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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 391 del 31/05/2010


Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

SANNA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il 5 maggio 2010, una frana, causata dal cedimento di materiale di contenimento dovuto alla piena di un torrente, ha provocato, per alcuni chilometri, il blocco totale della viabilità sulla carreggiata della strada statale (SS) 126, di competenza Anas, unico collegamento diretto tra il Comune di Fluminimaggiore e quello di Iglesias, e di qui alla strada statale 130 Iglesiente che conduce all'aeroporto di Elmas e a Cagliari;

il muraglione di contenimento della carreggiata è così scivolato sino al rio Antas, lasciando sospesa nel vuoto sia una parte dello strato di asfalto sia il guardrail nel tratto di strada in prossimità del chilometro 57;

a seguito di tali accadimenti, Anas ha emesso un'ordinanza per l'interruzione del transito sulla strada statale suddetta, con conseguente deviazione della circolazione sulla provinciale 83 (Buggerru-Nebida);

tale deviazione, oltre a comportare per gli utenti un allungamento di oltre 30 chilometri del tragitto da percorrere - quasi un'ora di viaggio su mezzo pubblico sulla litoranea Buggerru-Nebida - cagionando così notevoli ripercussioni sulla mobilità dei cittadini del Comune di Fluminimaggiore, non risulta neppure eccellere in termini di sicurezza, a causa del fenomeno degli smottamenti dovuti ai lavori minerari nel sottosuolo. Il problema della sicurezza peggiora poi, a causa dell'eccesso di traffico di questi giorni, nei tratti ove la carreggiata è particolarmente stretta;

la SS 126 è inoltre la statale che normalmente percorrono centinaia di studenti per recarsi alle scuole superiori e, dopo la frana occorsa, il loro tempo di permanenza in autobus, tra andata e ritorno, è aumentato di circa un'ora al giorno;

sin dal momento dell'evento franoso le autorità locali hanno provveduto a sollecitare il Prefetto della Provincia di Cagliari, per l'esecuzione degli interventi necessari al fine di ripristinare l'ordinario utilizzo dell'arteria e consentire al Comune di Fluminimaggiore di uscire dalla condizione di isolamento forzato nella quale è ormai costretto da giorni;

conseguentemente, il Prefetto di Cagliari ha provveduto a convocare i responsabili di Anas e della Protezione civile al fine di trovare la soluzione più idonea in tempi rapidi;

i tecnici Anas hanno quindi effettuato un sopralluogo per vagliare la possibilità di riaprire al traffico almeno una corsia, da destinare, con un semaforo, al traffico alternato dei mezzi leggeri;

successivamente a tali ispezioni, Anas ha bandito l'appalto per la realizzazione di tali lavori per il ripristino della normale circolazione, aggiudicato alla Impresa edile Angius Roberto Angelo di Sassari;

l'iniziale ritardo con il quale i lavori, oggi in fase di avvio, hanno avuto inizio, ha comportato numerose proteste da parte dei cittadini del Comune di Fluminimaggiore;

i lavori, in ultimo, seguiranno l'iter previsto per l'ordinaria procedura di manutenzione del manto stradale e di rimozione dello sversamento dei materiali di contenimento dovuti al cedimento del muraglione indicato, senza quindi osservare le procedure d'urgenza del caso, in considerazione del necessario rapido rientro dalla situazione emergenziale in cui versa il Comune di Fluminimaggiore,

si chiede di sapere:

se il Governo, attraverso iniziative di competenza, intenda intervenire, con quali mezzi e in quali tempi, per assicurare nuovamente, e in modo celere, l'ordinaria viabilità sulla SS 126, unico collegamento tra il Comune di Fluminimaggiore e quello di Iglesias;

se, considerato lo stato di emergenza, il Governo intenda intervenire al fine di garantire la procedura d'urgenza per il completamento dei lavori suddetti, al fine di assicurare la circolazione dei veicoli, il ripristino dei collegamenti con il Comune di Fluminimaggiore e, altresì, la ripresa delle attività turistiche e agricole al momento bloccate.

(4-03255)

DELLA SETA - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

l'acquisto di un rudere all'interno di un grande parco pubblico per farne una bella villa privata è, a quanto si legge nell'articolo di Maria Elena Vicenzi pubblicato sul quotidiano "La Repubblica" il 27 maggio 2010, quanto sta accadendo a Roma, in prossimità del Parco Rabin, area verde nel cuore del quartiere Parioli, estrema appendice di Villa Ada a pochi passi dall'università Luiss Guido Carli e dal comando generale dell'Arma dei carabinieri;

il Parco Rabin è un giardino pubblico frequentato dai residenti della zona, in particolare da genitori con i loro bambini; il rudere in ristrutturazione è proprio al confine con l'area gioco per i più piccoli;

«i lavori sono ancora in corso e non si sa quale sia la destinazione d'uso finale. Una cosa è certa, come spiega il cartello: la proprietà. Che è di Luisa Todini, imprenditrice romana», già parlamentare di Forza Italia e «fino a qualche giorno fa (...) in lizza» per diventare Ministro dello sviluppo economico;

il rudere di proprietà di Luisa Todini è circondato da un giardino in parte annesso alla proprietà dell'immobile e in parte ricadente nel perimetro di Villa Ada, dunque di proprietà pubblica. Questa parte del giardino è data in concessione al proprietario del rudere;

per agevolare i lavori di ristrutturazione del rudere, è stata creata una strada d'accesso per gli autocarri dell'impresa che esegue la ristrutturazione stessa. La strada collega via Panama a via del Canneto e, quindi, a viale Romania, e per realizzarla sono stati divelti i paletti che delimitano la pista ciclabile e quelli delle indicazioni stradali. «A questo varco è già stato attribuito un numero civico, 29A, scritto con il pennello», in corrispondenza del quale s'interrompe il percorso della pista ciclabile;

i disagi arrecati dal cantiere ai frequentatori del parco hanno indotto alcuni di loro ad affiggere, in prossimità dell'area recintata per i lavori un cartello con scritto "Divieto di accesso e sosta", firmato dall'Associazione amici del Parco Rabin,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'esistenza di tali lavori e se non ritenga necessario attivarsi per accertare se, nell'autorizzare interventi di così radicale ristrutturazione della proprietà della signora Luisa Todini, siano stati rispettati tutti i vincoli previsti dalla normativa vigente, compresi quelli riguardanti la porzione di Villa Ada data in concessione ai proprietari dell'immobile.

(4-03256)

GRAMAZIO - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

da più giorni circola nei corridoi dell'Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma la notizia di una prossima convocazione dei Direttori di Dipartimento per comunicare la nomina di un nuovo primario ai sensi dell'articolo 15-septiesdel decreto legislativo n. 502 del 1992;

considerato che:

il Direttore generale dell'Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, dottor Luigi D'Elia, ha nominato:

con riferimento alla delibera n. 528/DG del 20 aprile 2010 e previa stipula di apposito contratto, il dottor Gabriele Galluccio Responsabile dell'Unità operativa semplice (UOS) Gruppo Operatorio IB;

con riferimento alla delibera n. 667/DG dell'11 maggio 2010 e previa stipula di apposito contratto, il dottor Maurizio Rossi Responsabile del Gruppo operativo interdisciplinare (GOI) per i trapianti di organi e di tessuti;

con riferimento alla delibera n. 715/DG del 14 maggio 2010 e previa stipula di apposito contratto, il dottor Luigi Pisano Responsabile del GOI per l'emergenza in traumatologia;

con riferimento alla delibera n. 717/DG del 19 maggio 2010 e previa stipula di apposito contratto, il dottor Roberto Ferrantelli Responsabile della posizione organizzativa "Gestione del Servizio Assicurativo";

con riferimento alla delibera n. 719/DG del 19 maggio 2010 e previa stipula di apposito contratto, il dottor Alfredo Ascani Dirigente Responsabile dell'UOS Monitoraggio Protesi e kit personalizzati;

con riferimento alla delibera n. 720/DG del 19 maggio 2010 e previa stipula di apposito contratto, la dottoressa Agata Santina Palumbo Dirigente Responsabile dell'UOS Vigilanza e appropriatezza d'uso dei dispositivi medici;

con riferimento alla delibera n. 745/DG del 21 maggio 2010 e previa stipula di apposito contratto, il dottor Massimo Sposato Responsabile del GOI per il trattamento del dolore acuto postchirurgico e da travaglio del parto,

si chiede di sapere:

se, a quanto risulta ai Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, quanto riportato in premessa corrisponda a verità, e, in caso affermativo, se non valutino che la nomina di un nuovo primario, unitamente alle nomine di seguito elencate, possano, specie in questi giorni, comportare un ulteriore pesante aggravio della spesa per il Servizio sanitario regionale;

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei motivi per i quali il Direttore Generale dell'Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata, dottor Luigi D'Elia, intenderebbe sostituire un primario andato in quiescenza, così come continuare a deliberare nuovi incarichi, senza rispondere all'invito della Regione Lazio di non procedere a nuove nomine in attesa del riordino del Servizio sanitario regionale stesso.

(4-03257)

PINOTTI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

più volte il Governo ha annunciato lo sblocco di risorse economiche e commesse per garantire i carichi di lavoro dei cantieri del Gruppo Fincantieri;

tali decisioni sono quanto mai urgenti anche a fronte delle difficoltà dovute alla grave crisi internazionale, in virtù della quale si sono contratte, in particolare nel settore crocieristico, le ordinazioni;

nella sede di progettazione di Genova dall'inizio di maggio è scattata la cassa integrazione, che coinvolge, ad oggi, a rotazione, 40 tra ingegneri, tecnici ed impiegati;

il perdurare e il rischio di estendere le ore di cassa integrazione avrebbero immediate conseguenze sulle attività dei cantieri, in particolare quelli dedicati alla produzione militare di Riva e del Muggiano;

nel recente cosiddetto «decreto incentivi» sono stati previsti 50 milioni di euro a sostegno di settori innovativi, tra cui è indicato anche il finanziamento al prototipo di nave multiuso per la Marina e la Protezione civile;

è prevista l'adozione di un decreto interministeriale per l'uso delle risorse a disposizione, al fine di stabilire le priorità tra i diversi settori interessati,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di considerare prioritario il finanziamento del prototipo di nave multiuso, ai fini di salvaguardare l'occupazione e la prospettiva futura del Centro di progettazione di Genova e dei cantieri interessati.

(4-03258)

GENTILE, COMPAGNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che;

l'autostrada Salerno-Reggio Calabria è interessata, ormai da diversi anni, dai lavori di ristrutturazione;

secondo quanto dichiarato più volte dai vertici dell'ANAS i lavori succitati saranno completati entro il 2013;

nella realtà, nonostante l'impegno del commissario Ciucci, gran parte del mosaico autostradale risulta fermo, con lavori interrotti che non inducono a ritenere che la data di scadenza sarà rispettata;

la gestione della manutenzione da parte dell'ANAS è scadente o addirittura inesistente, atteso che, per larghi tratti del complesso autostradale, si assiste ad interruzioni dovute a fattori che richiederebbero interventi tempestivi;

non si conoscono gli interventi relativi alla messa in sicurezza dell'intero tratto autostradale programmati dall'ANAS;

bastano incidenti nemmeno tanto gravi a determinare la chiusura, per intere giornate, di lunghi tratti dell'autostrada, con ripercussioni notevoli sull'economia calabrese (già di per sé fragile) e sulla mobilità dei lavoratori e delle popolazioni interessate;

mancano interventi programmati di manutenzione straordinaria ed ordinaria che rispondano ai bisogni delle popolazioni interessate;

l'ANAS sfugge a qualsiasi prospettiva di dialogo e di confronto con le istituzioni;

sembrerebbe, a quanto risulta agli interroganti, che l'ANAS proceda ad assunzioni, previo semplice colloquio, di parenti di primissimo grado di importanti Presidenti delle Province calabresi, forse al fine di prevenire conflittualità rese inevitabili dalla sua inoperosità;

il Sud continua ad essere fortemente penalizzato da una gestione del tratto autostradale insufficiente e refrattaria ai bisogni delle regioni, che dovrebbero, invece, essere tutelate adeguatamente come quelle del resto del Paese,

si chiede di sapere:

per quali motivi siano stati interrotti, per tanto tempo, lunghi tratti dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria;

quali siano stati i costi degli interventi realizzati dall'ANAS;

quali siano i nomi degli assunti negli ultimi sei mesi, con mansioni e necessità di servizio;

quale sia lo stato di avanzamento dei lavori per la ristrutturazione del completo tratto dell'autostrada;

quali siano gli interventi programmati per la sicurezza, con le relative gare d'appalto, nonché gli interventi programmati per la prossima emergenza estiva.

(4-03259)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

nella prima quindicina di maggio una frana ha bloccato una strada di collegamento percorsa prevalentemente dai pendolari e residenti nei ridenti comuni a cavallo tra il Lazio e l'Umbria, la strada di Ramici, che collega i comuni di Alviano Scalo ed Attigliano (Terni);

il blocco dell'arteria, che attraversa i comuni di Alviano, Lugnano in Teverina, Attigliano e di Graffignano (Viterbo), frequentata da molti pendolari che dai comuni umbri prendono il treno ad Attigliano di buon'ora per andare al lavoro prevalentemente a Roma ed in altri grandi centri e fare ritorno nelle ore serali nelle loro abitazioni, ha creato notevoli disagi, per l'obbligo di percorsi alternativi più lunghi di parecchi chilometri;

considerato che:

secondo un recente rapporto di Legambiente, in Italia il territorio è quasi totalmente a rischio idrogeologico: ben 5.581 comuni, pari al 70 per cento del totale, sono a potenziale rischio elevato. Il 100 per cento del territorio di Calabria, Umbria e Valle d'Aosta è in questa situazione, mentre nelle Marche riguarda il 99 per cento e in Toscana il 98 per cento». Tale situazione italiana delineata dal rapporto "Ambiente Italia 2010" di Legambiente, addebita rischi ulteriori all'eccessiva antropizzazione delle aree di esondazione naturale dei corsi d'acqua e dei versanti franosi ed instabili;

bisognerebbe aggiornare le mappe dell'Italia delle frane per rappresentare la situazione attuale di rischio delle aree più vulnerabili, aumentata a causa di deforestazioni, mancata manutenzione delle reti idrografiche, costruzioni incontrollate e piogge di tipo tropicale prodotte dai mutamenti climatici, ed introdurre urgenti misure di prevenzione per riclassificare le aree a rischio di frane molto elevato,

si chiede di sapere:

se il Governo abbia affidato alle Province l'esecuzione della mappatura delle zone a rischio in Italia, ed in particolare in Umbria ed alto Lazio, alle Province di Terni e Viterbo;

se una volta elaborate le nuove mappe del rischio elevato, siano stati avviati sistemi di previsione e monitoraggio meteorologico per attivare, in caso di piogge intense, un sistema di allerta rapida per tutelare la popolazione;

se non si ritenga urgente un intervento organico del Governo teso a prevenire il rischio e mitigarne le conseguenze, anche come diretta conseguenza dei mutamenti climatici e le piogge tropicali che si registrano spesso anche in Italia, rendendo più vulnerabili e ad altissimo rischio alcune zone come l'alto Tevere e la zona segnalata con frane rovinose, già ad altissimo rischio di smottamenti;

quali misure urgenti il Governo intenda intraprendere per realizzare organiche attività di prevenzione e per riattivare la viabilità, anche ad una sola corsia ed a senso alternato nella strada di Ramici che collega Alviano Scalo ad Attigliano, posto che, ad oltre tre settimane dall'evento franoso, non risulta all'interrogante che sia iniziato alcun lavoro di ripristino della viabilità nel territorio interessato dalla frana.

(4-03260)

D'ALIA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

per la dichiarazione delle unità immobiliari urbane al Catasto è previsto l'utilizzo della procedura Docfa (documenti catasto fabbricati);

la procedura in questione consiste in un programma informatico realizzato dall'Agenzia del territorio, utilizzato dai professionisti per le denunce di accatastamento e di variazione dei fabbricati;

il programma in questione procede in modo automatico al classamento dell'unità immobiliare interessata, sulla base dei dati immessi dal professionista;

né i professionisti incaricati né, tantomeno, i proprietari delle unità immobiliari sono in condizione di conoscere i criteri con i quali il programma Docfa elabora i dati immessi nello stesso, traducendoli nel classamento proposto,

si chiede di sapere se, al fine di garantire la necessaria trasparenza delle procedure catastali, non si ritenga opportuno disporre che l'Agenzia del territorio renda noti i criteri attraverso i quali la procedura Docfa elabora i dati immessi nel programma, pervenendo al classamento delle unità immobiliari.

(4-03261)

CAMBER - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e degli affari esteri - Premesso che:

a quanto risulta all'interrogante l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen, il 21 dicembre 2007, ha generato alcune ricadute negative per le attività economiche delle province di Trieste e Gorizia in diversi settori: fra questi, l'accentuarsi della crisi in cui si trovano le rivendite di tabacchi che già prima dell'adesione all'Unione europea della Slovenia subivano una certa concorrenza per i prezzi più bassi dei tabacchi vigenti oltre confine;

secondo i rappresentanti della categoria, mentre dieci anni fa si vendevano a Trieste un milione di chili di tabacchi all'anno, nel 2009 sono stati venduti 220.000 chili; tra gennaio e marzo 2010 le vendite di sigarette sono calate di un ulteriore 15 per cento e oggi una rivendita triestina vende in media 10-12 chili di sigarette alla settimana, mentre i tabaccai più lontani dai confini vendono 40-45 chili alla settimana;

tale drastica diminuzione sta mettendo a rischio la sopravvivenza di decine di rivendite nelle due province suddette ed i relativi posti di lavoro: in provincia di Trieste, su 250 rivendite autorizzate, circa 40 hanno già chiuso sotto i colpi di questa particolare crisi; si tratta in prevalenza di attività a conduzione familiare, e anche chi fino a qualche anno fa aveva due o tre dipendenti, oggi ne mantiene a stento uno soltanto;

la perdita erariale contingente ammonta a circa 70 milioni di euro all'anno;

l'Unione europea ha concesso tre anni di tempo alla Slovenia per adeguarsi alle direttive tese all'armonizzazione delle accise nei Paesi confinari;

nel frattempo i tabaccai delle province di Trieste e Gorizia auspicano l'adozione di provvedimenti che garantiscano la giusta competitività tra gli operatori italiani e quelli sloveni;

le rivendite slovene incentivano l'afflusso di clientela italiana anche attraverso la pubblicità in territorio italiano che invita a comprare tabacchi in Slovenia,

si chiede di sapere:

quali iniziative possano essere urgentemente assunte, in sede sia nazionale che comunitaria, per tutelare le rivendite di tabacchi delle province di Trieste e Gorizia fino al momento in cui la Slovenia adeguerà le proprie accise a quelle comunitarie: considerando in particolare la qualità della materia prima utilizzata per le sigarette, posto che in Italia essa deve sottostare a norme e certificazioni molto severe mentre all'estero i controlli potrebbero non essere altrettanto rigidi;

quali provvedimenti possano essere adottati nei confronti del tipo di pubblicità adottata dalle aziende slovene che invitano ad acquistare tabacchi sloveni senza evidenziare la differenza di garanzia che i prodotti stessi offrono rispetto a quelli italiani.

(4-03262)