Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 381 del 18/05/2010


Informativa del Ministro della difesa sull'attentato al contingente militare italiano in Afghanistan e conseguente discussione

LA RUSSA, ministro della difesa. A nome del Governo esprime profondo cordoglio e commossa partecipazione al dolore delle famiglie dei soldati italiani uccisi, Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio, e feriti nell'attentato avvenuto ieri mattina nella provincia di Herat al passaggio di un convoglio di rifornimento di uomini e mezzi. Il caporale Cristina Buonacucina, che ha riportato le lesioni più gravi ma non è in pericolo di vita, è stata trasferita nell'ospedale americano di Ramstein in Germania per essere sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Il caporalmaggiore Gianfranco Scirè, ferito in modo più leggero, è rientrato in Italia in mattinata. L'attentato di Herat non era specificatamente diretto contro i soldati italiani, ma si inquadra in una risposta degli insorgenti contro l'intero contingente internazionale per cercare di contrastare la realizzazione del piano Mc Chrystal, che prevede un maggior controllo del territorio, un'intensificazione dell'opera di ricostruzione e un'attività di promozione della cultura dei diritti per conquistare le menti e i cuori dei civili afgani. Gli attacchi terroristici, che si sono intensificati dopo la pausa invernale, mirano a fiaccare il morale del contingente internazionale, ma soprattutto a scuotere l'opinione pubblica europea. Ogni indecisione può essere letta come un segno di debolezza: il ritiro del contingente italiano costituirebbe quindi una vittoria per i terroristi. Entro il 2013 il controllo militare del territorio e la lotta alla criminalità e al traffico di droga passeranno sotto il controllo del legittimo Governo afgano: fino a quella data l'Italia ha il dovere di sostenere una strategia che è volta a stabilizzare la regione. La partecipazione italiana alla missione ISAF, che è stata recentemente rifinanziata con un voto unanime del Parlamento, non è quindi in discussione: della sua importanza sono consapevoli gli stessi soldati che vi partecipano con impegno e dedizione, apprezzati per la loro competenza e professionalità. Compito del Governo è quello di garantire ai contingenti impegnati all'estero, che rappresentano un motivo di orgoglio per il Paese, strumenti di protezione adeguati e dotazioni di sicurezza sempre più efficaci. (Prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP, UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE e PD).

PEDICA (IdV). Nell'esprimere gratitudine e vicinanza ai militari italiani impegnati nelle missioni internazionali, rileva la necessità di avviare una riflessione politica sul senso e sul futuro delle missioni militari all'estero, alcune delle quali, come quella in Afghanistan, si svolgono palesemente in un contesto di guerra e potrebbero configurare una violazione dell'articolo 11 della Costituzione. Affinché il sacrificio dei militari italiani non sia inutile, è necessario ed auspicabile che da tale riflessione abbia origine un mutamento di paradigma della politica estera del Governo, finalizzato a trasformare progressivamente l'impegno militare in Afghanistan in una missione civile, attraverso una seria exit strategy ed un aumento degli stanziamenti sul fronte della cooperazione allo sviluppo. (Applausi dal Gruppo IdV. Proteste dal Gruppo PdL e dai banchi del Governo). Allega il testo dell'intervento ai resoconti della seduta (v. Allegato B).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE). Si associa al cordoglio espresso dal ministro La Russa per la scomparsa dei due militari italiani e agli auguri di pronta guarigione nei confronti degli altri due militari feriti. Il modo migliore per esprimere solidarietà nei confronti dei militari impegnati in Afghanistan è ribadire con forza l'opportunità e l'importanza della partecipazione italiana alla missione ISAF, volta a stabilizzare il Paese e a migliorare le condizioni di vita della popolazione, ed impegnarsi concretamente per aumentare la sicurezza e l'efficienza con cui i militari stessi operano. Annuncia pertanto il pieno sostegno all'impegno del Governo in tale difficile scenario, nella convinzione che un eventuale disimpegno militare sarebbe interpretato come un successo da parte di coloro che muovono gli attacchi contro il contingente internazionale. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE e PdL e dai banchi del Governo).

TORRI (LNP). Nell'esprimere cordoglio alle famiglie delle vittime ed auguri di pronta guarigione ai feriti, rinnova il pieno sostegno della Lega Nord a tutti i militari italiani impegnati in missione all'estero, in particolare a coloro che operano nel difficile contesto afgano. La Lega Nord conferma il proprio appoggio agli impegni assunti dal Governo nell'ambito della partecipazione italiana alla missione ISAF, volta a sradicare il terrorismo internazionale e a restituire un futuro di speranza al popolo afgano, anche attraverso la ricostruzione delle infrastrutture civili. Un ritiro del contingente internazionale al momento è del tutto inopportuno e rappresenterebbe una fuga dagli esiti imprevedibili; ci sarà tempo e modo per discutere, insieme agli alleati, sul futuro della missione. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e dei senatori Marini e Burgaretta Aparo).

DEL VECCHIO (PD). Il Partito Democratico esprime cordoglio e vicinanza alle famiglie dei caduti ed augura una pronta guarigione ai feriti; ancora una volta i militari italiani hanno mostrato la dedizione con cui assolvono ai difficili compiti cui sono chiamati. È necessario tuttavia svolgere una riflessione serena ed oggettiva sul ruolo della missione internazionale in Afghanistan, la quale, dal 2002 ad oggi, ha contribuito al raggiungimento di importanti traguardi sul fronte della ricostruzione delle istituzioni democratiche e delle infrastrutture materiali. Se da un lato appare impensabile, al momento, l'idea di un ritiro del contingente militare, che farebbe ritornare il Paese nelle stesse condizioni da cui si voleva trarlo, sarebbe dall'altro auspicabile ed opportuno un ripensamento di tale missione sulla base delle innovazioni strategiche indicate dal Presidente degli Stati Uniti Obama, basate sulla necessità di evitare le vittime civili, su una maggiore attenzione alla ricostruzione e alla riconciliazione interna del Paese e su una progressiva cessione di responsabilità all'esercito afgano. Su questi fronti l'Italia può e deve fornire un importante contributo, continuando ad operare con equilibrio e professionalità. (Applausi dai Gruppi PD e PdL e del senatore Burgaretta Aparo). Allega il testo dell'intervento ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).

CANTONI (PdL). Il ministro La Russa ha evidenziato con chiarezza qual è la missione dei soldati che onorano l'Italia negli scenari internazionali. A seguito del drammatico evento che ha colpito il contingente militare ad Herat non bisogna pensare di porre fine alla missione in Afghanistan facendo rientrare i militari, perché anche solo ridimensionando, qualitativamente o quantitativamente, l'impegno italiano in quel territorio si rischia di rendere vani gli sforzi fin qui compiuti. Bisogna invece onorare gli impegni presi con la comunità internazionale in Afghanistan, dove l'Italia è presente per migliorare le condizioni di vita della popolazione, per contribuire ai processi di democratizzazione del Paese, ma anche per permettere la stabilizzazione di una vasta area dell'Asia. Per tutte queste ragioni ritirarsi oggi sarebbe insensato. L'Italia è orgogliosa dell'impegno dei suoi militari ed il Gruppo Il Popolo della Libertà, onorando il coraggio dei soldati italiani caduti, esprime cordoglio e vicinanza alle Forze armate. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP, UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE e PD).