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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 381 del 18/05/2010


ARMATO, ANDRIA, CARLONI, CHIAROMONTE, DE LUCA, INCOSTANTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute - Premesso che:

si è conclusa in tragedia la protesta estrema di una infermiera in servizio all'ospedale San Paolo a Fuorigrotta di Napoli: Mariarca Terracciano, 45 anni e madre di due figli, dal 30 aprile aveva deciso di togliersi 150 milligrammi di sangue al giorno e di fare lo sciopero della fame per protestare contro il mancato pagamento dello stipendio a seguito del congelamento dei conti della Asl Napoli 1;

da un'inchiesta condotta dal quotidiano "il Mattino" risulta che l'ospedale San Paolo, come tutta la Asl, non ha pagato gli stipendi (come si legge in un articolo intitolato "A rischio il pagamento degli stipendi ai 9mila dipendenti dell'Asl Napoli 1"). Qualche giorno prima il tribunale di Napoli, accogliendo il ricorso dei creditori, aveva pignorato i conti della Asl per costringerla a saldare i debiti. Mancano 68 milioni di euro per pagare i 10.000 dipendenti. In tutta la città i lavoratori organizzano la protesta che si spinge a forme estreme, c'è chi marcia in corteo, chi sale sul tetto;

lo scorso mese di aprile 2010 le spettanze - che ammontano a 67,3 milioni di euro - non erano state pagate il giorno stabilito e ciò ha scatenato proteste e tensioni, risolte solo con un'anticipazione di credito da parte della Regione;

così il 3 maggio Mariarca Terracciano ha percepito lo stipendio e sospeso i prelievi, ma il suo fisico non ha retto: lunedì, 10 maggio, mentre, come sempre, lavorava nel reparto maternità, Mariarca Terracciano è svenuta in corsia e dopo tre giorni in rianimazione, nella giornata del 13 maggio, è morta;

dalla citata inchiesta emerge che la donna venerdì 30 aprile, alle ore 10, partecipa all'occupazione della direzione sanitaria del San Paolo, pronunciando dure parole "La situazione è grave: non basta più bloccare le strade e salire sui tetti (…) Giocano sulla nostra pelle";

la donna parla ai cronisti de "il Mattino" restando stesa su una barella mentre la siringa si riempie di sangue e dichiara «Sono una dipendente dell'ospedale San Paolo e ho deciso di salassarmi ogni giorno fino a quando non verrà accreditato il mio stipendio. Può sembrare un atto quasi di pazzia, ma vuole dimostrare che stanno giocando sulla pelle e sulla salute di noi tutti». La donna preoccupata per il mutuo da pagare e per il futuro dei figli aveva dichiarato anche che «Lo stipendio è un diritto». Il filmato viene rilanciato anche sul sito Internet di "You tube" e il 2 maggio scorso la protesta della donna fa il giro del web;

la morte di Mariarca è stata attribuita ad un malore improvviso, infatti sul certificato di morte c'è scritto «decesso per arresto cardio-circolatorio», ma lo stress, la rabbia, la disperazione, secondo amici e colleghi della donna, hanno condizionato gli ultimi giorni di vita di Mariarca e forse non sono estranee alla sua morte;

Mariarca, che da anni lavorava come infermiera, ha deciso, nel disperato tentativo di farsi ascoltare, di ricorrere ad un gesto estremo, dettato dalla rabbia, ma anche dalla preoccupazione per il futuro suo, dei suoi figli e della sua famiglia. Dalle dichiarazioni rese a "il Mattino" da Michele Calabrese, marito della donna, la situazione economica della famiglia nell'ultimo periodo era molto difficile, essendo lui un libero professionista, lo stipendio di Mariarca rappresentava l'unica certezza per far fronte ai loro impegni, in particolare al mutuo che avevano contratto per l'acquisto della casa a Giugliano, dove si erano da poco trasferiti dalla periferia di Secondigliano per garantire a tutta la famiglia una vita più serena;

ma ad aprile si scopre il deficit nei conti della Asl e i soldi non arrivano. Per pagare il mutuo la famiglia di Mariarca ricorre a un prestito e l'infermiera comincia la sua protesta;

fortissime le reazioni al tragico epilogo della donna, vittima e al tempo stesso testimone di quel precariato che si allarga come un'ombra sulle vite dei lavoratori: l'infermiera si è battuta contro un'altra «malasanità», quella che lascia i propri impiegati senza soldi;

i colleghi del coordinamento infermieri della Campania decidono di esporre presso tutti i presidi ospedalieri un drappo nero in concomitanza con i funerali;

i sindacati si dicono pronti all'azione legale, in considerazione del fatto che la fattispecie potrebbe configurarsi come un caso di morte bianca (secondo Renato Rivelli, un esponente delle rappresentanze sindacali di base) «La morte di Mariarca oggi assume un valore simbolico» dichiara Massimo Rotondo, sindacalista della Cisl. La Uil Campania ha diramato un durissimo comunicato: «Mariarca, è l'esempio estremo della sfiducia, della paura e della solitudine in cui sono caduti i lavoratori della nostra regione»;

considerato che:

la drammatica e inquietante vicenda si configura come la cronaca di una morte annunciata;

tra una settimana il professor Raffaele Rosiello, anatomopatologo, consegnerà al direttore sanitario del San Paolo, Maurizio Di Mauro, i risultati del riscontro diagnostico eseguito su cuore e cervello di Mariarca per conoscere la causa del decesso, sul quale, per ora, la magistratura non avrebbe aperto inchieste giudiziarie,

si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza dei fatti riferiti in premessa e quali iniziative di competenza intenda adottare per far luce sull'episodio e accertare eventuali profili di responsabilità, anche in termini di culpa in vigilando da parte dei dirigenti della struttura sanitaria.

(4-03171)