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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 381 del 18/05/2010


DELLA SETA, FERRANTE - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2010 si è previsto per il 2010 la possibilità per i contribuenti di destinare una quota pari al 5 per mille dell'Irpef a finalità di interesse sociale. Associazioni ed enti pronti a rimpinguare le loro misere casse con l'adesione di cittadini seguaci delle loro attività;

l'Agenzia delle entrate ha disposto la presentazione delle richieste di ammissione al beneficio, entro il 7 maggio 2010, solo in forma telematica, nei modi e nelle forme previste dall'ufficio stesso. Per farlo vi è l'obbligo dell'abilitazione ai servizi telematici;

a tal proposito il sito on-line dell'Agenzia delle entrate: "Domanda 5 per mille 2010" sostiene di utilizzare una nuova tecnologia di distribuzione dei software basati su Java che consente all'utente di usufruire delle applicazioni direttamente dal web;

dal 23 aprile al 7 maggio ci sono 14 giorni, di cui solo 10 lavorativi. In questi 10 giorni, molti richiedenti hanno provato ad inoltrare la richiesta, ma il sistema non ha riconosciuto la password e il codice pin dell'anno precedente, così come constatato, e denunciato pubblicamente, dall'associazione "Contro tutte le mafie";

i contatti telefonici con l'agenzia (a pagamento) sono stati fortemente ostacolati dalla lunga lista d'attesa (fino a 70 contribuenti);

la richiesta del nuovo codice pin e password, sempre secondo la denuncia dell'associazione, è stata evasa dopo 12 giorni dall'istanza. Le comunicazioni dell'Agenzia delle entrate non hanno alcuna data, per cui è inutile contestare il ritardo, in assenza di alcuna prova dello stesso, né il servizio postale è in grado di fornirla, come conferma la circostanza che esso, interpellato sull'apposizione della data di ricezione, dichiara: "noi non mettiamo alcuna data". In questo modo gli enti pubblici fanno ricadere le colpe sui contribuenti, che non possono provare il disservizio;

comunque, seppure in palese ritardo, la richiesta del beneficio non si può inoltrare, in quanto avere il codice pin e la password non basta, perché nel momento in cui si attivino i servizi telematici, sul portale web dell'agenzia si avverte che bisogna rivolgersi ad un incaricato terzo abilitato (a pagamento);

il risultato ottenuto da questa nuova forma di burocrazia online è quello che a causa dei tempi ristretti e dei disservizi dell'Agenzia delle entrate non tutti hanno potuto accedere al beneficio;

analoghi disservizi, oramai prassi, si ripetono ogni anno e nessuno vi pone rimedio,

si chiede di conoscere:

se corrisponda al vero quanto denunciato pubblicamente dall'associazione "Contro tutte le mafie" e, qualora tale denuncia sia fondata, quali motivi impongano questi minimi termini e tutta questa burocrazia telematica per una semplice domanda;

se il Ministro in indirizzo non intenda immediatamente predisporre un numero verde (attivo ed efficiente) per l'assistenza ai contribuenti;

quali siano i motivi per i quali non vengono attestate le date sugli atti e sulle buste per provare l'invio e la ricezione postale delle comunicazioni fiscali;

se non ritenga opportuno prevedere, visti i cronici ritardi nell'attuazione di uno strumento fondamentale come il 5 per mille, modalità analoghe a quelle già ampiamente sperimentate nell'erogazione dell'8 per mille, realizzando un procedimento stabile e certo.

(4-03168)