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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 381 del 18/05/2010


Interpellanze

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia - Premesso che:

secondo indiscrezioni apparse su alcuni quotidiani (il "Corriere della Sera" ha pubblicato, domenica 9 maggio 2010, un'intervista a tutta pagina al Presidente della Commissione nazionale per la società e la borsa - Consob, senza sentire il dovere di porre domande scomode sulle deposizioni di Giampiero Fiorani rese al pubblico ministero di Milano Fusco nell'ambito del processo ai "Furbetti del quartierino") il Governo, con il pretesto della crisi finanziaria, starebbe per prorogare la nomina del presidente della Consob Cardia, il cui mandato dovrebbe scadere, improrogabilmente, il 30 giugno 2010;

i quotidiani economici riportano i desiderata del presidente della Consob asserendo che non è affatto detto che Lamberto Cardia lasci tale carica. Infatti, se, secondo la legge, la sua presidenza non è più rinnovabile (Cardia è presidente della Commissione da sette anni perché l'incarico è già stato prorogato di due anni nel 2008), sembra che sia allo studio la modalità per posticipare la scadenza;

la motivazione sembra essere la necessità di garantire continuità alla gestione dell'autorità di vigilanza in un momento delicato per i mercati finanziari;

il rinvio della scadenza del 30 giugno 2010 per Cardia troverebbe spazio nel decreto-legge che stanzia i fondi per la crisi della Grecia, approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì 7 maggio e assegnato alla 5ª Commissione permanente (Programmazione economica, bilancio) del Senato. Al riguardo, risulta singolare ad avviso dell'interpellante che a seguire detto provvedimento sia il Vice Ministro dell'economia e delle finanze Giuseppe Vegas, considerato secondo quanto si afferma in un articolo de "Il Sole-24 ore" del 14 maggio 2010, uno dei più accreditati pretendenti alla successione di Cardia. In tale articolo si asserisce inoltre che: "l'emendamento sarebbe presentato da parlamentari, non dal Governo. Un autorevole sostegno all'ipotesi verrebbe dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta, da sempre tra i più convinti sponsor di Cardia";

le problematiche che in questo momento sono all'esame del team guidato da Cardia sono, da un lato, le agenzie di rating e, dall'altro, una ventina di operatori finanziari italiani e stranieri che hanno operato sui titoli che hanno accusato lo scivolone maggiore in occasione della débâcle dei listini nella settimana conclusasi il 7 maggio;

nel frattempo si dovrà anche nominare il quarto commissario della Consob in sostituzione di Paolo di Benedetto, dimissionario dal 1° aprile 2010. Con tutta probabilità la nomina verrà fatta a giugno e sembra che il consenso generale si concentri sul nome di Giuseppina Fusco, romana, ex presidente e amministratore delegato di Sofid, società di intermediazione finanziaria del gruppo Eni. La nomina della Fusco (come si legge, fra l'altro, nel citato articolo de "Il Sole-24 ore") sarebbe sponsorizzata dallo stesso Cardia che vorrebbe rafforzarsi, con una persona di sua fiducia, all'interno del collegio. Il quarto commissario si affiancherà nell'incarico a Vittorio Conti, Michele Pezzinga e Luca Enriques;

anche "Il Sole-24 ore", il principale quotidiano finanziario italiano di proprietà di Confindustria, seppur con qualche distinguo di ordine deontologico, ha ipotizzato che il presidente della Consob Lamberto Cardia potrebbe essere confermato nel suo incarico per garantire continuità alla gestione dell'autorità di vigilanza in un momento delicato per i mercati finanziari;

la legge affida al Presidente del Consiglio dei ministri la designazione del Presidente della Consob: la candidatura viene sottoposta al Consiglio dei ministri e, successivamente, passa all'esame delle Commissioni parlamentari competenti. Ma anche questa volta, come nel 2008, potrebbe essere utilizzata una procedura anomala. Due anni fa, infatti, quando Cardia stava per completare il suo mandato quinquennale (non rinnovabile in quanto successivo ad un altro mandato quinquennale come commissario), il Parlamento, con una maggioranza bipartisan, approvò una proroga biennale motivandola con l'esigenza di uniformare a sette anni la durata del mandato dei Presidenti delle Autorità indipendenti;

su "Il Sole-24 ore" di sabato 8 maggio 2010, un sondaggio condotto tra gli operatori ha messo però in evidenza le attese di una discontinuità alla guida dell'Autorità;

come si legge nell'articolo pubblicato su "L'Espresso" dell'8 aprile 2010 «Sempre più spesso negli ultimi mesi, il presidente della Consob Lamberto Cardia ha scelto di non partecipare al voto o al dibattito in commissione su alcuni specifici argomenti all'ordine del giorno. Una decisione irrituale, con pochi precedenti, anzi forse nessuno, nella storia pluridecennale dell'Authority di controllo sui mercati finanziari, In sostanza, in più di un'occasione, Cardia ha annunciato agli altri quattro commissari che preferiva rinunciare a esprimere la propria opinione sul punto in discussione. Come si spiega un simile comportamento? Questioni gravi, questioni di famiglia. Perché l'avvocato Marco Cardia, figlio di Lamberto, intrattiene da tempo rapporti d'affari con società quotate in Borsa. Società, quindi, sottoposte alla sorveglianza della commissione che negli ultimi sette anni è stata presieduta da suo padre»;

l'articolo prosegue rilevando: «Nel frattempo Marco Cardia ha allargato il suo parco clienti. E tra le new entry non mancano le società presenti sul listino di Borsa oppure che collocano al pubblico prodotti finanziari. Risalgono a poco tempo fa, per esempio, i contatti con il gruppo Poste italiane che vende ai risparmiatori fondi comuni, obbligazioni e altri titoli. Mentre è emerso di recente che l'avvocato avrebbe avuto rapporti professionali con KR energy, un'azienda quotata che da tempo naviga in cattive acque. Da qui la decisione del padre-presidente: meglio astenersi per evitare che possa emergere il sospetto di un conflitto d'interessi tra la sua posizione e l'attività del figlio. Va segnalato, però, almeno un dato di fatto. Di volta in volta, Cardia senior si è chiamato fuori soltanto dopo che i rapporti d'affari del figlio-avvocato erano diventati di dominio pubblico grazie ad articoli di stampa. Ecco un paio di esempi. A febbraio del 2008 un'inchiesta de "L'espresso" rivela che il figlio del numero uno della Consob si occupa di legge 231 per conto della Premafin, holding quotata di Salvatore Ligresti, ed è uno dei professionisti di fiducia dell'Immobiliare Lombarda, un altra società del gruppo del finanziere-costruttore siciliano. Quest'ultimo, tramite società sotto il suo controllo, forniva casa (a Roma) e ufficio (a Milano) all'avvocato Cardia. Pochi giorni dopo queste rivelazioni, arriva la risposta del numero uno dell'Authority, affidata a una lettera al quotidiano "Il Sole 24 Ore" che aveva ripreso il caso. In pratica Cardia spiega che la Commissione si sarebbe occupata in sua assenza della vicenda in discussione in quei giorni, che riguardava l'Immobiliare Lombarda. Niente conflitto d'interessi, quindi. Solo che di lì a qualche mese l'argomento torna d'attualità. E questa volta al centro di tutto c'è la griffe Burani, marchio della moda controllato dall'omonima famiglia emiliana. Cardia junior si era messo in affari anche con loro. Una decisione doppiamente sfortunata.» Inoltre: «Prima Ligresti e Burani, ora le Poste. Sempre più spesso Cardia lascia le riunioni della Commissione: si parla di società legate al figlio»;

il citato articolo riferisce ancora che «Il 17 marzo scorso i Burani hanno fatto crack, travolti da oltre 500 milioni di debiti. Il tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato lo stato d'insolvenza della Mariella Burani Fashion group, la holding quotata in Borsa del gruppo. Lo stop dei giudici è arrivato dopo un'agonia durata almeno un paio di anni. Un'agonia scandita da manovre sui titoli e disperati tentativi di salvataggio». Proprio in quel periodo a dir poco travagliato, prima che il dissesto fosse evidente, nel marzo 2009, «un articolo de "L'espresso" rivela i rapporti tra l'avvocato Cardia e i Burani provocando la reazione del presidente della Consob, che non partecipa ai lavori della Commissione quando entra in ballo il gruppo emiliano»;

si legge ancora: «Cardia junior, classe 1963, è titolare di uno studio legale (uffici a Milano e Roma) specializzato nel diritto societario con un'attenzione particolare alla legge 231, quella che disciplina la responsabilità penale delle aziende. Durante le indagini su Gianpiero Fiorani e la sua Popolare di Lodi era già emerso che il figlio del presidente della Consob era a libro paga del banchiere finito in manette: 220 mila euro l'anno versati da Banca Eurosistemi, controllata dall'istituto lombardo. La vicenda è tornata d'attualità nei giorni scorsi con la deposizione di Giampiero Fiorani in aula nel processo in corso a Milano» davanti al pubblico ministero dottor Eugenio Fusco;

come richiamato nell'articolo, del «perché un banchiere d'assalto decide di pagare parcelle al figlio del presidente della Consob» dà risposta Gianpiero Fiorani «in tribunale, nei più recenti interrogatori sulla scalata all'Antonveneta, bloccata dai magistrati nel luglio 2005. Il pm Eugenio Fusco gli chiede se nel febbraio precedente sapesse già degli esposti alla Consob. L'imputato Fiorani risponde: "Si, il dottor Bisogni, nostro consulente per le procedure informali con la Consob, mi disse che il presidente voleva incontrarmi. Bisogni era socio di studio del figlio di Cardia, che era nostro consulente da due anni, a Roma, con un contratto importante: 250 mila euro all'anno. (...) Incontro Cardia padre alle 5.30 di sera, mi fa entrare dalla porta di servizio alla Consob di Milano e mi fa vedere esposti della Abn Amro, dicendo di aver già informato il governatore, che non me l'aveva detto (...) Cardia mi chiede di spiegare l'operazione. lo mi ero preparato: gli mostro i nostri affidamenti ai clienti, non le pratiche, ma l'elenco dei nominativi che avevano comprato azioni Antonveneta". Fiorani sa di parlare dei fidi poi incriminati: 545 milioni girati ai clienti alleati nella scalata. "Cardia mi dice: Prima o poi devo mandarle un'ispezione. lo rispondo: Presidente, aspettiamo almeno che finisca il patto, il 18 aprile. Perché poi il 18 aprile. scaduto il patto, abbiamo potuto liberare i clienti e acquistare formalmente le azioni. E quando la Consob ha fatto l'ispezione, questi affidamenti non c'erano più". A quel punto l'avvocato della Consob, parte civile, difende Cardia, che non è imputato: "Lei finora aveva sempre detto il contrario: Avevo rapporti molto formali con la Consob, a Cardia diedi solo notizie generiche. Ma Fiorani insiste: Formali con la Consob, ma con il presidente anche informali: quando volevo incontrarlo, chiedevo al figlio, che ha organizzato almeno due pranzi in via Veneto: io, lui e il figlio. E per gli affidamenti, il mio è un arricchimento: allora ero agli arresti, ora ho ricostruito tutto con agende e telefonate". Di certo il 10 maggio 2005 la Consob ha dichiarato illegale la scalata di Fiorani, dodici giorni dopo il primo blitz dei pm milanesi»;

l'associazione Adusbef ha presentato numerosi esposti denunce, specie alle Procure della Repubblica di Roma e di Milano, contro la gestione della Consob da parte di Cardia che non è mai riuscita a prevenire crack finanziari ed industriali che hanno rovinato milioni di risparmiatori truffati e lavoratori messi in mezzo ad una strada anche per omessa vigilanza. Davanti alla Procura di Roma pende un'indagine penale, pubblici ministeri Giorgio Orano ed Emanuele Di Salvo, giudice per le indagini preliminari Tommaso Picazio, proprio a carico di Cardia e soci, che a giudizio dell'interpellante va molto a rilento proprio per l'influenza che il presidente della Consob, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai servizi segreti e segretario del Consiglio dei ministri nel Governo Dini (17 gennaio 1995-17 maggio 1996), riesce ad esercitare in molteplici direzioni,

si chiede di sapere:

per quale ragione, a fronte di scandali finanziari ed industriali mai preventivamente rilevati dall'Autorità di borsa e dopo le numerose interrogazioni presentate sulla Consob e su Cardia (intento a difendere le consulenze familiari) sottoscritte dall'intero Gruppo Italia dei Valori al Senato, tutte rimaste senza risposta, il Governo non si sia attivato al fine di proporre lo scioglimento della Commissione in considerazione della censurabile gestione del presidente Cardia, che, secondo l'interpellante, faceva entrare dal retro Giampiero Fiorani ed addomesticava l'invio delle ispezioni favorendo la scalata ad Antonveneta ed il concretizzarsi di gravissimi reati societari scoperti solo grazie alle denunce delle associazioni ed all'egregio lavoro della magistratura;

se il Governo, che a parole afferma di combattere la corruzione e favorire la trasparenza, possa ancora pensare di prorogare per l'ennesima volta la carica di Cardia alla presidenza della Consob;

se, dopo la deposizione resa da Fiorani al pubblico ministero Fusco, che concretizza ipotesi di gravi reati, data l'obbligatorietà dell'azione penale, risulti l'iscrizione di Cardia nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Milano;

se risponda al vero che il figlio di Cardia, già consulente di numerose società quotate controllate dal padre, stia diventando consulente anche del gruppo Poste italiane dando luogo ad un gigantesco conflitto di interessi, e per quale ragione la Consob non si sia ancora dotata di un codice etico che obblighi i propri commissari a rendere pubblica una lista delle attività e degli incarichi di congiunti, familiari e parenti;

se, dopo che Paolo Di Benedetto si è dimesso con sei mesi di anticipo, per essere subito di seguito designato dal gruppo Caltagirone come consigliere di Acea, sia opportuno che il Governo pensi di rimpiazzarlo con Giuseppina Fusco, una manager del gruppo Eni, da pochi mesi in pensione, perché sponsorizzata dallo stesso Cardia, che vorrebbe rafforzarsi con una persona di sua fiducia all'interno del collegio, e se sia proponibile, per un'autorità di borsa indipendente, scegliere l'ex segretaria del consiglio di amministrazione dell'Eni e presidente della Sofid, società di intermediazione finanziaria del gruppo Eni, con un conflitto di interessi già potenzialmente incorporato, piuttosto che nominare personalità indipendenti attingendo al mondo accademico e alle università, anche straniere, dove lavorano eccellenze italiane, esperti di diritto societario ed economisti di primo ordine tali che possano garantire l'autonomia della Consob dalla longa manus della politica e dagli interessi delle imprese;

quali misure urgenti di competenza il Governo intenda attivare per assicurare alla Consob autonomia, legalità ed indipendenza, che dovrebbero caratterizzare detta autorità, e che ad avviso dell'interpellante la gestione del presidente Cardia non è riuscita a garantire.

(2-00214)

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

le società del gruppo Ferrovie dello Stato (la holding, Rete ferroviaria italiana, Trenitalia) e Mauro Moretti hanno citato in giudizio davanti al Tribunale di Milano "Chiare Lettere Editore" e il giornalista Claudio Gatti per ottenere il risarcimento dei danni provocati alla loro reputazione, onore ed immagine dal libro "Fuori orario", con la richiesta di 26 milioni di euro;

Ferrovie dello Stato (FS) sostiene che il libro pretende di dimostrare, fondandosi senza alcuna verifica su dichiarazioni rese anonimamente da ex dirigenti, che l'attuale management del gruppo, e in particolare la holding, gestisce, in modo dissennato e in violazione di norme, il servizio ferroviario;

considerato che

per quanto risulta all'interpellante, l'atto di accusa contro il libro-inchiesta sui disservizi nei treni è generico e senza riferimenti specifici visto che i temi trattati dal libro in questione, dalla puntualità all'igiene dei convogli fino alla manutenzione, sono in effetti sviluppati con il contributo di tanti ex dirigenti, ma non c'è una sola affermazione delle fonti anonime che non trovi conferme documentali;

le persone intervistate hanno voluto mantenere l'anonimato per paura della forte potenza di FS, la stessa che l'azienda usa per zittire i giornali;

la decisione della causa arriva a sei mesi dalla pubblicazione del libro, quando ormai le cronache non se ne occupano più, ma in coincidenza con l'imminente riconferma dell'incarico dell'amministratore delegato Mauro Moretti e l'arrivo di un nuovo presidente per il gruppo;

la richiesta di 26 milioni di euro nell'atto di citazione notificato a Gatti e all'editore appare all'interpellante alquanto spropositata;

secondo il rapporto 2010 sulla "Libertà di stampa nel mondo" redatto dalla Freedom House, l'Italia è diventato un Paese "parzialmente libero": settantaduesima nel mondo ed ultima tra gli Stati appartenenti all'area euro,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che, alla luce dei fatti esposti in premessa, la citazione in giudizio sia «un'arma impropria che viene utilizzata per mettere il silenziatore alle inchieste scomode», anche quando sono ben documentate;

quali iniziative intenda assumere, nelle opportune sedi normative, al fine di promuovere azioni concrete e iniziative finalizzate a difendere la libertà della stampa da ogni gioco di potere tutelando il diritto di ogni cittadino ad un'informazione libera e indipendente che lo metta a conoscenza dei fatti quando questi sono opportunamente provati;

se ritenga che la prassi dei grandi potentati di richiedere risarcimenti milionari ad editori e giornalisti scomodi che raccontano l'Italia ed i disagi patiti dai cittadini consumatori anche con la finalità di rimuovere i disservizi e spronare le aziende a migliorare la qualità dei servizi offerti all'utenza sia compatibile con l'art. 21 della Costituzione, che garantisce libertà di stampa, di espressione e di informazione.

(2-00215)

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia - Premesso che

i principali quotidiani (ad esempio "Libero") hanno pubblicato l'elenco degli altri nominativi presenti nella "lista Anemone", il documento sequestrato nel 2009, dalla Guardia di finanza, dal computer dell'imprenditore ritenuto al centro della "cricca" che gestiva gli appalti, relativamente agli anni che vanno dal 2004 al 2008:

«ANNO 2004- 1/04 Anemone Diego 2/04 Boncio - Terni 3/04 Pier Luisi - via Cernaia 4/04 Policlinico Umberto I° Lambrì uffici e libreria segreteria 5/04 via Bellotti Bon 2 via Giulia Bertolaso 6/04 via Barberini 38 impianto elevatori 7/04 Massa Orazio 8/04 Paolo Zini via Cassia - via Silla 77 9/04 ing. Rinaldi via Appia - via Aosta - via Nazionale 10/04 Di Mario via Franco Sacchetti - opere di falegn. 11/04 Barco lavori di pannellatura 12/04 Anemone Daniele 13/04 Anemone Dino - Bufalotta 14/04 Anemone Luciano 15/04 Monterotti Antonio 16/04 Ospedale Lazzaro Spallanzani via G. Folchi 17/04 Guardia di Finanza via dell' Olmata 1° piano 18/04 via delle Fornaci Rapisarda 19/04 Monteleone d' Orvieto 20/04 Montecastrilli 21/04 Marco Sapori mensolone 22/04 Bergamo fiume Adda opere idrauliche 23/04 Anemone Matilde 24/04 Forza Italia sede 25/04 Palazzo della Minerva 26/04 via dei Prefetti Luna Cortina d'Ampezzo 27/04 Ing. Pardolesi 28/04 via Bruxelles 29/04 [...] 30/04 via Due Macelli gen. Savino parquet cucina scala armadio 31/04 Abbazia Terni coro 32/04 Genova Micarelli 33/04 L' Aquila 34/04 [...] 35/04 Grossi Stefano 36/04 Emiliano cugino Dany 37/04 via Flaminia Vecchia 695 sig. Simeoni 38/04 Mircoli controsoffitti 39/04 P.Luisi libreria 40/04 Bergamo manutenzione rete irrigua e di colo consortile anni 2004-2005 41/04 via Salaria Rocco via Pacini 23 42/04 S.Marinella Carlos 43/04 [...] 44/04 Ministero del Tesoro via XX Settembre lavori di luc-econom. falegnameria 45/04 piazza Plebiscito 46/04 piazza Zama complesso demaniale servizi via Etruria 47/04 Ministero delle Politiche Agricole via XX Settembre e via Sallustiana 48/04 piazza Capponi ufficio 49/04 piazza Farnese ristrutturazione appartamento 50/04 via Archimede 14 Digiannantonio 51/04 via Cagliari 14 appartamento 52/04 Missionari Preziosissimo Sangue portantina S. Gaspare 53/04 Basili Mario - Roviano - via S. Crescenziano 54/04 Caianello controtelai 55/04 via Goito lavori di falegnameria vari 56/04 Parma 57/04 Recco finestre e lavoraz. varie falegnameria 58/04 Pingitore piazza Cola di Rienzo 59/04 via dei Coronari sig. Zanichelli 60/04 Mimmo D' Ippolito finestre 61/04 Carabinieri T.Quinto porte 62/04 Biagetti Antonello 63/04 Priger sig. Tony Nigro 64/04 Lupo porta Cavallo 65/04 Daniele Anemone barca 66/04 via Calabria porte 67/04 via Labicana GdF 68/04 Caricasolo tavolino 69/04 contessa [...] amica di Rita e Tony 70/04 GF carrelli via dell' Olmata 71/04 Casal del Marmo manutenzioni+impianto varie 72/04 Sergio cognato Tony sottolavello 73/04 Aiello via Appia 442 lavori vari di falegnameria 74/04 centro sportivo 75/04 sig. Fadda via Monteforato (trasloco) 76/04 [...] 77/04 via delle Milizie [...] 78/04 Boscagli 79/04 Pino Graziano 80/04 GF P. Galeno 81/04 via della Vite sig. Minio 82/04 Palazzo Grazioli 83/04 via del Fagutale Colle Oppio Scajola 84/04 103-03 - Cinecittà Istituto Luce (vedi anche rif) 85/04 via S. Agata de Goti 86/04 via della Conciliazione - via dei Corridori 87/04 sig. Lanza Villa Adriana (Tivoli) 88/04 Etica via Ortignano (cugina Dany) 89/04 Alida 90/04 via Aosta ing. Rinaldi 91/04 via Merulana + via Poliziano Pittorru 92/04 Protezione Civile via Vitorchiano n. 2 93/04 Viminale area capo Polizia 94/04 via Laurentina Stefano Forina 95/04 Casa dello Studente Universitario a Latina 96/04 via Civinini Manganelli 97/04 via Bobbio traversa via Appia Nuova 98/04 Mario (GF) 99/04 via Tommaso Campanella Fiori Goffredo 100/04 GF palazzina smalto p.za Marmellini 101/04 via dei Vascellari 47 102/04 via Fauro 103/04 via Ferratella soc. Europont»;

«ANNO 2005- 1/05 via di Portafurba 2/05 prof. Thau vicolo delle Campane 3/05 via della Mendola 145 Min. Mazzella/Silvestri 4/05 Viminale Desantis 5/05 p.za Grazioli Cavaliere Nicola 6/05 Arcilgai Loni via del Governo Vecchio 7/05 Protezione Civile via Vitorchiano 8/05 GF via XX Aprile stanza 122 9/05 Giovanni Giusti via G.Da Procida zona piazza Bo 10/05 Casa di S.Rita (Padre Domenico) 11/05 Bentivoglio Enrico 12/05 viale Giulio Cesare 15A sig. Leone G.Carlo 13/05 dott.ssa Iurato 14/05 Anemone Diego Bufalotta 15/05 via S.Angela Merici 16/05 via Monzambano Provv.to ing. Rinaldi 17/05 Palazzo Chigi imp. condizionamento sala stampa 18/05 ing. Desiderio p.za Zamagna 19/05 scuola di formazione Casal del Marmo 20/05 GF Fiumicino completamento 21/05 Colonnello Granada GF 22/05 Mons. Camaldo Università Cattolica S. Giovanni 23/05 via Licinio Calvo appartamento 24/05 Ministero Attività Produttive via Molise uff. Scajola 25/05 via Civinini int. 6 (De Gennaro) (capo PS) 26/05 Ancona duomo 27/05 Mancino via Arno corso Rinascimento via Adda 28/05 [...] - Madonna di Campiglio + Schio 29/05 Annarita La Corte (segretaria dott. Nibbi) 30/05 [...] Scalo S. Lorenzo 31/05 Fiammeri viale Kent 32/05 Gestecos salone d' onore GF XXI Aprile 33/05 Piazza della Libertà Palazzina Vargas 34/05 Via Marini mensa + cucina 35/05 L' Aquila G.Sasso 36/05 GF Fiumicino ascensore 37/05 S.Agostino ascensore 38/05 via Marotta (Ati) 39/05 Macelleria Dino 40/05 Arch. Malfatto 41/05 Claps Potenza via A.Da Denafro 42/05 [...] Lungotevere 43/05 Silvestrini bar 44/05 (08-03) Tor Vergata S.Maria Alcoque 45/05 Ministero Porta Pia nuovo ufficio Ab 46/05 Marziali - via S. Gennaro 56 Fidene 47/05 via Parboni (ministero del Tesoro e delle Finanze) 48/05 Villa Borghese - Polizia Villa Umberto 49/05 Facoltà Architettura Valle Giulia in via Gramsci 50/05 Don Carlo Ambrosio 51/05 Via Torlonia 10 - ufficio 52/05 Via Tomacelli (affitto amp) 53/05 Monorchio via Sistina 54/05 Sassari GF (Tecno-Cos) 55/05 Forleo via Foscari 121 56/05 Capena via della Firoetta capannone 57/05 familiari Rocco Ostia»;

«ANNO 2006- 1/06 Via dei Cartari 2/06 Blandini 3/06 G.Maria Aquiro Carpineto p.za Carpineto 4/06 Via S.De Saint Bon 5/06 Albano 6/06 Via Rusconi 7/06 GF Fiumicino (commessa con GF) 8/06 Avvocatura zona ragioneria archivio 9/06 Sassari carcere (Anemone srl) vedi Tcs nel 2005 10/06 Bel Poggio sig.ra Getile Samanta 11/06 Via Mondadori sig.ra Innocenti Bruna 12/06 Carlos via P. Cavalleggeri 13/06 Dell' Orso Davide 14/06 Via Carducci figlio Digennaro studio Traverso & Asso 15/06 Via Poggio Tulliano sig.ra Stillacci Lory 16/06 ing.Alesse 17/06 Palazzo Chigi parete falegnameria 18/06 Collina Fleming sig. Lillo Mauceri di Palazzo Chigi 19/06 S. Egidio via Nicola Fabrizi n.2 20/06 cugino Luciano Romolo Bel Poggio 21/06 Alessandro Graziani 22/06 Policlinico arredamento 23/06 Uffici Protezione Civile in via Ulpiano 24/06 Pietro De Amicis 25/06 Passetto Di Borgo 26/06 Avvocato Bruno via Sartorio n.97 27/06 [...] Suore Albania 28/06 Duesanio corso Vittorio Emanuele 29/06 Via 4 Fontane Prete 30/06 Via del Babbuino 31/06 Alpi srl 32/06 appartamento Euro Torrino 33/06 uff. via Flavia Edelweiss 34/06 via Spallanzani 24 ufficio 35/06 via Isonzo 36/06 manutenzioni piazza Zama»;

«ANNO 2007- 1/07 Via Flaminia 43 Lungarini 2/07 Fabiana via Menotti 24 3/07 Via della Ferratella 4/07 Via Liberiana 5/07 Economo Minerva 6/07 GF Fiumicino P.Galeria (dotazioni tecniche) 7/07 Keys Systems 8/07 Via Tiberio 9/07 GF Fiumicino P.Galeria (dotazioni di sicurezza) 10/07 Via Paolo Emilio 11/07 Ufficio Keys 12/07 Ferratella Keys 13/07 Discoteca Salaria 14/07 Caiazza Mauro Grottaferrata 15/07 Stallocca 16/07 Torrino 17/07 Palombara 18/07 Via Tiraboschi 19/07 Parlamentino 20/07 Via XX Settembre Presidenza del Consiglio 21/07 Via S. Angela Merici 22/07 Caiazza Mauro via Cherubino Malpeli 89 23/07 (Anm) Via Rusticucci Amm.ne del patrimonio sede 24/07 (Anm) Viminale 25/07 Via Appia Ing. Rinaldi 26/07 Società Sportiva Romana 27/07 Carcere Sassari Keys 28/07 Via Poggio Catino 13 sig.ra Nastasi 29/07 Bufalotta Matilde 30/07 Manutenzione e assistenza Keys 31/07 Ivan figlio di Antonietta 32/07 VV FF. Conegliano 33/07 M.Grazia Biondi-Alesse appartamento viale Beata Vergine del Carmelo 34/07 palazzina Vargas P.za della Libertà vedi 34-05 35/07 Via Nutri prof. Calvieri 36/07 Via Poggio Tulliano sig.ra Buffoni Bianca 37/07 (Anm) Basili Flavia via di Trasone 42 38/07 Via Latina Lorenzo 39/07 Piazza Zama capannone 28 40/07 (Amp) Galleria Sordi Colonna 41/07 (Keys) Via Vitorchiano implementazione 42/07 (Amp) Via Orticara 14 sig. Occhipinti Andrea 43/07 Ministero delle Finanze 44/07 Uffici via Salaria»;

«ANNO 2008- 1/08 (Keys) Manutenzione Palazzo Chigi 2/08( Keys) Implementazione via Vitorchiano integraz. 3/08 (Anm) Via Monti Paioli 9 - Boscagli 4/08 [...] - Foro Italico stadio tennis - piscine 5/08 (Rdm) Comune di Cerzeto - Cosenza 6/08 (Keys) Via Albania - Via Piccolomini De Santis 7/08 (Keys) Via Flavia ufficio (Medea) 8/08 Via Bruno Buozzi 107 figlia M.Pia Forleo 9/08 Della Giovampaola Mauro casa 10/08 (Keys) Implementazione via Vitorchiano integraz.»;

come riporta un articolo del quotidiano "la Repubblica" di Corrado Zunino, «il rapporto tra il provveditore Angelo Balducci e il costruttore Diego Anemone era di privilegio assoluto» con «422 milioni di euro di lavori pubblici ottenuti da Anemone in dieci anni, dal 1999 al 2008»;

in particolare, come si legge nell'articolo sopra citato, «nel 1999, la prima stagione presa in esame dalla Procura, il provveditore alle Opere pubbliche del Lazio Angelo Balducci offrì all'Impresa Anemone costruzioni srl il primo lavoro al ministero dei Lavori pubblici: un impegno (riportato alla moneta di oggi) da 846 mila euro, l'unico della stagione. Nel 2000, che pure è l'anno del Giubileo di Roma, non ci sono assegnazioni individuate dal Nucleo di polizia tributaria di Roma, ma le stazioni appaltanti per quel grande evento furono soprattutto il Governo e il Comune di Roma. Nel 2001 il "fatturato Balducci" del Gruppo Anemone sale a 12,6 milioni con l'assegnazione del secondo appalto per i Lavori pubblici e il primo di 17 per il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel 2002 i volumi concessi sono risibili, nel 2003 modesti e nel 2004 tornano a 24 milioni con quattro lavori vinti da Anemone sotto la supervisione di Balducci. Gli importi salgono nel 2006 a 44 milioni e nel 2008, con la messa a punto dell'attività emergenziale della Protezione civile, esplodono. Con le "strutture di missione" (G8, vertici Nato, carceri) insediate in via della Ferratella, il provveditore viene liberato dai lacciuoli degli appalti pubblici ordinari: grazie ai "grandi eventi" il governo può dargli la patente di commissario e affidargli totale discrezionalità nella scelta delle ditte da far lavorare. Il 2008 è un anno decisivo per comprendere la strategia di Anemone e la nuova libertà di movimento dell'ingegner Balducci. L'imprenditore edile di Grottaferrata in quella stagione prende 10 appalti decisivi: 320 milioni il loro valore, tre volte quello che aveva ottenuto nei precedenti 9 anni. La crescita accelerata si spiega con l'evoluzione degenerata della Protezione civile: 80 milioni più altri 21 più altri 48 arrivano dalla presidenza del Consiglio per opere per i 150 anni dell'Unità d'Italia e poi assegni da 58, 12,8 e 59 milioni vengono staccati per il G8 della Maddalena e i Mondiali di nuoto di Roma. Sovrintende sempre Balducci, le emergenze hanno liberato gli affari. Nel grande business del 2008 resta una vecchia opera ministeriale da 171 mila euro, ma i fatturati generosi, che consentiranno al Gruppo Anemone di diventare una delle prime imprese edili del paese, arrivano solo con la turboProtezione. La tesi degli investigatori è che Angelo Balducci abbia favorito da sempre Diego Anemone, abbia costruito un rapporto con lui basandosi - da provveditore delle Opere pubbliche del Lazio, poi da presidente del Consiglio superiore - su piccole commesse ministeriali. Quando Guido Bertolaso ha iniziato a prendere su di sé poteri senza controllo, il suo commissario operativo Balducci ha potuto liberare risorse pubbliche ingenti per il costruttore utile e fedele. Tra l'altro, delle 541 ordinanze firmate dal Governo Berlusconi in sette anni (Prodi ne licenziò 46 in due stagioni), solo il 22 per cento quantificava il valore dell'intervento. Il lavoro della Procura di Perugia per far emergere i volumi degli appalti, oggi, si sta rivelando complesso. Le nuove carte della Finanza sottolineano come in due occasioni, l'11 giugno 2001 e il 17 maggio 2006, Balducci ha assegnato un cantiere ad Anemone nel giorno in cui il governo in forza cadeva. È accaduto con l'Amato bis e poi con il Prodi bis. È come se, ragionano gli inquirenti, il funzionario pubblico temesse che con il cambio di esecutivo potesse variare la struttura operativa dei Lavori pubblici mettendo in discussione il "sistema di privilegio". Ma i Governi Berlusconi non hanno mai limitato il ruolo di Balducci, offrendogli anzi, con il varo della Superprotezione, un potere assoluto»;

il Procuratore Capo di Roma, Giovanni Ferrara, precisa agli organi di stampa «che la cosiddetta "lista Anemone", relativa ai soggetti che hanno usufruito di prestazioni da parte delle imprese riferibili all'imprenditore, non è mai stata trasmessa, comunicata o comunque portata a conoscenza della procura della Repubblica di Roma» (Ansa 14 maggio 2010 alle ore 13,21 dal titolo: Inchiesta G8: Procura Roma, Lista Anrmone a noi sconosciuta);

tuttavia, in un articolo pubblicato il 18 maggio 2010 dal quotidiano "La Repubblica" a firma di Francesco Viviano dal titolo: "La lista Anemone insabbiata - così sparì nel porto delle nebbie", occhiello "La Guardia di Finanza: fu consegnata al procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, adesso indagato a Perugia per abuso d'ufficio e corruzione", si può leggere tra l'altro:

«"Adesso basta, siamo stanchi di passare per insabbiatori, qualche mela marcia nel nostro Corpo c'è ma la stragrande maggioranza di noi rispetta il giuramento fatto allo Stato. Il libro mastro di Anemone, quella lista con i 412 nomi, era stato consegnato nel 2008 in Procura a Roma". Come dire: è lì che la lista si è fermata, riposta in qualche cassetto e dimenticata. E così, dal fitto riserbo della Guardia di finanza trapela un'accusa pesante, che sarà presto verificata dai pm di Perugia e Firenze, pronti a interrogare generali ed ufficiali delle Fiamme Gialle: ad insabbiare quell'elenco che ha provocato un vero e proprio terremoto politico-giudiziario, sarebbe stata la procura di Roma. Quell'elenco sarebbe stato consegnato nel 2008 al procuratore aggiunto della capitale, Achille Toro. Il magistrato si è dimesso dall'ordine giudiziario nel febbraio scorso dopo essere stato indagato con l'accusa di essere la talpa del gruppo di cui facevano parte i funzionari pubblici Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro Della Giovampaola e l'imprenditore Diego Anemone. È a lui, secondo quanto trapela dall'interno della Guardia di Finanza, che l'elenco fu consegnato. Le Fiamme Gialle lo avevano appena ritrovato tra il materiale sequestrato negli uffici di Anemone. Dentro, 412 nomi di vip che avrebbero ricevuto omaggi e favori, per ristrutturare case (anche se molti hanno dimostrato di avere pagato regolarmente) o addirittura per comprarle (vedi i 900mila euro girati da Anemone a Scajola per l'acquisto della casa con vista sul Colosseo). Solo che quell'elenco poi è sparito: i pm romani coordinati da Achille Toro, così hanno sostenuto in un recente interrogatorio a Perugia, non lo hanno mai visto. "Controllo operato il giorno 14 ottobre 2008 nei confronti delle imprese di Anemone Diego e del fratello Daniele" è scritto nel lungo rapporto dei Ros di Firenze che hanno indagato sui Grandi eventi, dal G8 ai Mondiali di nuoto alla Scuola dei marescialli di Firenze. Quel giorno, alle ore 10,33, annotano i carabinieri del Ros, Daniele Anemone informa il fratello Diego che si trovava alla Maddalena per seguire da vicino i lavori per il G8, che la Guardia di finanza era negli uffici romani del gruppo Anemone ed anche in quelli del commercialista Stefano Gazzani»;

secondo notizie di stampa sarebbero almeno 15 le rogatorie partite per il Lussemburgo, la Svizzera, il Belgio, la Francia, San Marino, e persino la Tunisia, perché proprio lì, nel Nord dell'Africa, secondo il racconto dell'ex autista di Angelo Balducci, Laid Ben Hidri Fathi, il suo datore di lavoro e i soci potrebbero aver investito, e molto;

quello che per i magistrati si presenta come il principale nodo da risolvere è riuscire a ottenere informazioni dalla Città del Vaticano, e in particolare dalla sua banca, lo Ior. I pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavernesi avrebbero già pronta una rogatoria per lo Stato oltretevere, perché ritengono che il deus di tutta questa operazione, ovvero Balducci, grazie ai buoni uffici ed alla carica di "Gentiluomo del Papa", possa aver trasferito proprio in quelle casseforti buona parte delle sue rendite. È stato lui stesso, infatti, a parlare di un conto corrente di sua proprietà allo Ior. Lo ha fatto con il pubblico ministero Henry John Woodcock, mentre questo indagava a Potenza su uno strano affare immobiliare che coinvolgeva massoni internazionali e servizi segreti;

secondo notizie di stampa, ed in particolare l'articolo del "Il Messaggero" del 17 maggio 2010, «Dalla ricostruzione fatta dal pm, i cui atti sono stati acquisiti dalla procura umbra, il ruolo di intermediario in questa vicenda venne assunto da monsignor Franco Camaldo, prelato d'onore di Sua Santità e cerimoniere pontificio, che divenne poi - sempre secondo l'accusa - il beneficiario di un pagamento di 380 mila euro che sarebbe stato "offerto" per coprire i debiti derivati dall'acquisto di una villa dove avrebbe dovuto avere sede un nuova loggia massonica. Un affare mai realizzato che sembra potersi ricollegare a un assegno dello stesso importo, che avrebbe avuto uguale finalità, che è stato individuato su un conto corrente della Deutsche bank, datato Merano e intestato a una società del posto;

sembra ormai "un fatto certo" che la Procura voglia puntare sulla banca vaticana, anche «perché buona parte dei lavori eseguiti per i Grandi eventi fanno riferimento a immobili e beni dello Stato pontificio. La risposta a una rogatoria è attesa anche per la posizione di don Evaldo Biasini, il quale potrebbe risultare prestanome e custode all'estero di altri conti.» (quest'ultimo è stato soprannominato "il prete bancomat") L'articolo prosegue inoltre: «Come si vogliono conoscere i movimenti di denari su eventuali banche estere del coordinatore del Pdl, Denis Verdini. Il suo nome compare nelle dieci pagine di rogatorie inviate dalle procure di Perugia e Firenze in Lussemburgo. Insieme con il parlamentare compaiono l'ex procuratore aggiunto della Capitale, Achille Toro, suo figlio Camillo, Fabio De Santis, Riccardo Fusi, Guido Cerruti e alcuni altri personaggi che farebbero parte della "cricca". Sono tanti i soldi che gli inquirenti stanno cercando di rintracciare nei 1.143 rapporti bancari. Di questi, 263 sono ricollegabili a Balducci, Anemone, e a loro amici e parenti. E almeno trenta sono quelli intestati alla segretaria del costruttore, Alida Lucci. L'ex provveditore ai lavori pubblici risulta intestatario di un conto presso il Bank Julius di Zurigo, grazie ai prestanome Roberto Di Mario e Maria Letizia Confronte. Mentre non si sa ancora molto di un conto a San Marino, riferibile alla famiglia dell'ex Commissario per i mondiali di nuoto, Claudio Rinaldi e a sua madre Mimma Giordani. Le autorità bancarie del Lussemburgo hanno già comunicato che Balducci e Rinaldi hanno chiuso due conti presso l'Unicredit Luxembourg Sa, grazie allo Scudo fiscale. Ne rimangono aperti due a nome "Cordusio Spa", intestati sempre a loro, il primo contenente 3 milioni di euro, e il secondo oltre due. A Rinaldi appartiene anche un conto svizzero all'Ubs. Inoltre, è stato segnalato un passaggio di titoli azionari dal conto dell'ex Commissario a quello di Balducci per oltre 900 mila euro. L'Unità di informazione finanziaria delegata ai rapporti con l'esterno ha segnalato anche altri versamenti "anomali" effettuati in contanti, a distanza di poche ore. Rinaldi, ad esempio, riceve 300 mila euro il 2 aprile del 2003. Il giorno dopo Balducci ne versa 738 mila in contanti sul suo conto. La coincidenza si ripete in più di una circostanza: il 25 marzo del 2003 a Balducci vengono accreditati 526 mila euro, e lo stesso giorno Rinaldi riceve sul suo conto 250 mila euro,

si chiede di sapere:

se la "lista Anemone", di cui si apprende l'esistenza solo ora, non abbia finalità di depistaggio creando ad arte confusione per nascondere altri misconosciuti obiettivi, e se gli autori dell'occultamento abbiano eseguito una ben definita strategia (che sarebbe opportuno svelare), concretizzando ipotesi di reato che occorre perseguire per scoprire verità nascoste;

se il Governo sia a conoscenza in base a quali certezze il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Roma dottor Giovanni Ferrara abbia smentito categoricamente le voci e gli articoli di stampa circa il possesso, diretto o indiretto da parte della Procura di Roma, della cosiddetta lista Anemone, e se tali affermazioni improvvide non abbiano avuto l'effetto di occultare e depistare ulteriormente gravissime responsabilità nella conduzione delle indagini sul G8, messe allo scoperto solo grazie all'egregio lavoro della Procura della Repubblica di Firenze;

se al Governo risultino le ragioni per cui venne revocata la delega ad indagare sugli affari del G8 e la cricca di "appaltopoli" al sostituto Procuratore della Procura di Roma dottoressa Assunta Cocomello e come mai un Procuratore Capo non si sia mai potuto mai accorgere dell'occultamento, per oltre 18 mesi, della stessa lista "Anemone", giacente nei cassetti del procuratore aggiunto Achille Toro, che, secondo notizie di stampa, doveva succedere allo stesso dottor Ferrara, e se tale condotta non abbia configurato il reato di favoreggiamento verso faccendieri, affaristi, imprenditori senza scrupoli, politicanti e uomini di Governo, che traevano vantaggi diretti ed indiretti dal sistema oscuro degli appalti;

se a quanto risulti tale occultamento della lista Anemone e il relativo disvelamento ad orologeria non si inseriscano in una lotta di potere tra gli alti vertici delle forze di polizia e delle istituzioni;

se il Governo non ritenga necessario che non vengano in alcun modo ostacolate le 15 rogatorie richieste dai magistrati di Perugia e partite per il Lussemburgo, la Svizzera, il Belgio, la Francia, San Marino, la Tunisia e lo Ior, la banca del Vaticano, per ottenere documentazione e tracciabilità bancaria, anche finalizzata a rintracciare i 1.143 rapporti bancari, dei quali 263 sono ricollegabili a Balducci, Anemone, a loro amici e parenti ed almeno 30 sono intestati alla segretaria del costruttore, Alida Lucci, mentre l'ex provveditore ai lavori pubblici risulta intestatario di un conto presso il Bank Julius di Zurigo, grazie ai prestanome Roberto Di Mario e Maria Letizia;

se risulti che la cosiddetta "cricca degli appalti", che sembra aver esportato i soldi all'estero tramite i normali canali bancari, si sia avvalsa del terzo scudo fiscale per ripulire i proventi di attività illecite, non abbia altresì trovato ausilio indiretto nelle larghe maglie dei controlli di vigilanza, e, infine, se sia a conoscenza di quante segnalazioni in merito all'attività di antiriciclaggio siano state effettuate da parte dell'apposita Unità di informazione antiriciclaggio (UIF) della Banca d'Italia preposta alle attività di prevenzione, e quanti rapporti siano stati effettuati da parte della stessa UIF alla magistratura penale, posto che, in alcuni casi più gravi e controversi, gli ispettori di via Nazionale riferiscono al Governatore della Banca d'Italia invece che all'autorità giudiziaria.

(2-00216)