CARLINO (IdV). La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia non ha ancora trovato piena applicazione in Italia: ad esempio non è stata messa a punto una riforma della giustizia minorile che preveda competenze esclusive in capo ad un unico organo specializzato, nonché una nuova disciplina della difesa d'ufficio e dell'ordinamento penitenziario. Inoltre la mancata definizione, da parte di Stato e Regioni, dei livelli essenziali delle prestazioni sociali produce il rischio di decisioni discrezionali e di sperequazioni nei servizi erogati. Sarebbe dunque necessario stipulare un'intesa sulle politiche per l'infanzia e introdurre un sistema di monitoraggio delle risorse stanziate dai vari livelli di governo. Nella precedente legislatura l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza aveva elaborato una bozza di piano, che mirava a favorire un patto intergenerazionale, a promuovere l'interculturalità, a consolidare la rete integrata dei servizi e la tutela dei diritti. Va sottolineato che il Governo in carica ha lasciato cadere quella bozza per motivazioni puramente ideologiche, che hanno indotto peraltro a confondere le politiche per l'infanzia con le politiche per la famiglia e a privilegiare il contrasto del disagio giovanile rispetto alla promozione dei diritti.