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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 365 del 22/04/2010


Informativa del Governo sul Piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e conseguente discussione

GIOVANARDI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Piano d'azione per l'infanzia è lo strumento di attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989: l'ultimo Piano adottato dall'Italia risale al 2004 ed appare quindi necessario redigerne uno più adeguato alle attuali necessità, che sia frutto del confronto tra le istituzione centrali dello Stato, le Regioni, gli enti locali, le formazioni sociali e tutti gli attori impegnati nella promozione del benessere dei bambini e dei ragazzi. Dopo un approfondito lavoro collegiale iniziato nell'autunno del 2007 sarà possibile presentare a breve all'Osservatorio nazionale sull'infanzia e l'adolescenza uno schema di Piano, che sarà poi portato all'esame del Consiglio dei Ministri, della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza e della Conferenza unificata, per poi essere definitivamente adottato con decreto del Presidente della Repubblica. Il Piano, che ha carattere programmatico e coinvolge tutti i livelli di Governo, non vuole essere un mero adempimento rituale, ma uno strumento innovativo, finalizzato a dare unitarietà e coerenza alle scelte e alle politiche per l'infanzia e l'adolescenza, identificando alcune direttrici prioritarie di intervento. Esso mira infatti a consolidare la rete integrata dei servizi all'infanzia e all'adolescenza e contrastare l'esclusione sociale, con particolare attenzione ai servizi educativi, al sostegno alla genitorialità ed ai minori disabili, all'affidamento familiare e alla prevenzione e cura dell'abuso e del maltrattamento; a rafforzare la tutela dei diritti, con la riforma del tribunale dei minori, l'istituzione di un garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e l'individuazione di linee guida per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile; a favorire la partecipazione e il protagonismo dei cittadini in crescita ed i rapporti intergenerazionali, in particolare migliorando i tempi di vita e di lavoro; a promuovere l'interculturalità e la convivenza plurietnica. Per quanto riguarda infine le modalità di finanziamento degli interventi previsti nel Piano, dichiara la disponibilità a destinare ad alcune delle azioni previste parte delle risorse del Fondo nazionale per le politiche della famiglia.