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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 365 del 22/04/2010


BALBONI - Al Ministro della giustizia - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

dall'unione del signor M. F. con la signora I. D. nasceva una figlia di nome C. cui si aggiungeva il primo figlio della citata signora, N.;

dopo la nascita di C. e l'arrivo in Italia di N., la citata signora aveva preso ad abusare di alcool e i servizi sociali avevano proposto ricorso al Tribunale per i minorenni di Bologna per la decadenza dalla potestà sui figli della madre, per l'affidamento del piccolo N. alla nonna materna e la separazione giudiziale con affidamento esclusivo di C. al papà;

a seguito di successive segnalazioni dei servizi sociali e dei Carabinieri, il Tribunale interveniva e affidava entrambi i bambini ai servizi sociali territoriali, mantenendoli collocati presso l'abitazione del padre di C., e sospendeva la madre dall'esercizio della potestà genitoriale;

in un primo tempo le operatrici dei servizi sociali proponevano l'allontanamento di entrambi i minori dalla casa del padre;

la famiglia, nonostante le difficoltà, continuava a cercare di offrire la massima collaborazione alle operatrici dei servizi sociali; in particolare il padre assumeva una persona che lo coadiuvasse nel proprio lavoro (gestione di un bar di proprietà) in modo da poter rincasare tutti i giorni alle 16.00 - ora di rientro dei bambini da scuola;

considerato che:

nel corso dell'ultima udienza, tenutasi lo scorso 28 gennaio 2010, venivano nuovamente sentite le citate operatrici le quali, cambiando radicalmente le conclusioni precedentemente espresse, davano atto del miglioramento della situazione familiare e concludevano, a quanto consta all'interrogante, asserendo che: "Allo stato attuale se le cose vanno avanti così, possono andare abbastanza bene" e sostenendo che: "la madre possa essere reintegrata nella potestà e revocata la sospensione";

ciò nonostante il Tribunale per i minorenni, con decreto provvisorio pronunciato in Camera di consiglio, disponeva che il servizio sociale già incaricato formulasse a tutela dei minori "un progetto che preveda: sostegno educativo, formativo, psicologico da attuarsi possibilmente mediante collocamento diurno o semiresidenziale presso una famiglia affidataria d'appoggio, con facoltà di modificare la collocazione, se opportuno, in residenziale; regolamentazione dei rapporti con la madre secondo opportunità; aggiornamento al Tribunale entro settembre 2010";

preso atto che:

il Tribunale, nell'adottare il citato provvedimento, a quanto consta all'interrogante non ha tenuto in alcun conto quanto riferito dalle operatrici né le dichiarazioni rese dalle persone escusse né la documentazione prodotta dalla difesa della famiglia dei minori;

il predetto Tribunale, altresì, ha pronunciato il citato disposto in assoluta assenza di qualunque problematica di maltrattamento, abuso, violenza, degrado ritenendo che il modo migliore per risolvere un comprensibile disagio dei bambini, dovuto probabilmente all'allontanamento dalla madre, fosse di allontanarli anche dagli altri familiari di riferimento,

l'interrogante chiede di sapere se risultino al Ministro in indirizzo i criteri in base ai quali il citato Tribunale per i minori è pervenuto al citato disposto e, in caso affermativo, se sia a conoscenza di decisioni analoghe assunte a livello nazionale.

(4-03052)