PARDI (IdV). Signora Presidente, onorevoli colleghi, è dall'inizio della legislatura che questa Aula è costantemente umiliata dalla necessità di occuparsi di fatti triviali, di processi triviali, per motivi abbietti, che riguardano il Presidente del Consiglio. Siamo inchiodati qui, mentre la società aspetterebbe da noi parole risolutive su problemi fondamentali, ad occuparci solo dei suoi processi e soprattutto del modo di farlo uscire dai processi. Che la legge sia incostituzionale e che contenga numerosi conflitti di interesse e che sia arruffata sotto il profilo stilistico lo ha già dimostrato ad abundantiam il mio collega Li Gotti, molto meglio di quanto potrei fare io: quindi, non sto nemmeno a ripetere cose di questo tipo.
Al giudice è sottratta la materia. Abbiamo una legge distorta e distorcente, ma l'aspetto fondamentale che voglio evidenziare in questa sede nei pochi minuti che mi spettano, e che è impossibile rinunciare a comparare ciò che noi siamo costretti a fare qui con i sinistri scricchiolii che vengono da certe zone della società fuori dall'Aula. Gli organi di stampa, anche insospettabili, hanno raccontato che solo l'altro giorno il Presidente del Consiglio si è permesso di minacciare il Presidente della Repubblica: in nome di che cosa? Io sono eletto dal popolo, tu no, quindi fai come voglio io: questa la logica terribile che esprimono tali leggi. Tutto si deve fare, tutto si deve operare e tutto si deve distorcere nella legge italiana perché lui è l'eletto dal popolo e quindi è sciolto dal vincolo delle leggi e supera ogni confine. Questo è assolutamente inaccettabile e già di per sé rappresenta una perfetta esemplificazione della distorsione cui si sottoporrà la Costituzione - ora c'è già l'anticipo - quando si oserà, se mai si oserà, stabilire che il vertice del potere politico deve essere eletto direttamente dal popolo.
Cosa ci aspetta? Ci aspetta subito l'atto di sopraffazione e di prepotenza di un individuo che, pensando di essere eletto direttamente dal popolo, si prende qualsiasi licenza. (Commenti dal Gruppo PdL). Berlusconi non è eletto direttamente dal popolo! Berlusconi è eletto da una legge infame e sbagliata che aveva l'artificio iconografico per cui il nome del Presidente era scritto nel tondo del simbolo. Quella non è elezione diretta da parte del popolo, e lui non si può permettere di dire queste cose. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Finocchiaro e Zanda).
La minaccia del Presidente del Consiglio al Presidente della Repubblica è un comportamento da perfetto energumeno istituzionale che rappresenta la perfezione e l'anomalia istituzionale che sarà studiata nei prossimi decenni, perché ciò che accade in questa Aula diventerà materia di studio per l'orrore istituzionale che è maturato dentro le Assemblee elettive. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Finocchiaro e Zanda).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Divina. Ne ha facoltà.