BELISARIO (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BELISARIO (IdV). Signor Presidente, devo sottoporle due riflessioni, una di natura politica e l'altra regolamentare.
In primo luogo, il Gruppo dell'Italia dei Valori prende atto delle sue dichiarazioni, che però rimangono dichiarazioni di peso del Presidente del Senato in presenza di un contingentamento dei tempi che rimane immutato. Allora non possiamo accedere alla provocazione del collega Quagliariello: state buoni, se potete, perché poi vedremo noi se vi daremo dei minuti in più per parlare. Qui ognuno interpreta il ruolo che l'elettorato gli ha dato. Sappiamo bene che i numeri sono della maggioranza, che dovrà alla fine votare il provvedimento. Però è altrettanto vero, incontestabile e costituzionalmente protetto il diritto dell'opposizione nelle Aule parlamentari (almeno questo ce lo dovete concedere, fino a quando le Camere continueranno ad avere il ruolo che hanno) a potersi esprimere compiutamente, a meno che per decreto-legge non vogliate far sparire anche questo. Pertanto, signor Presidente, insisto sulla certezza dei tempi.
La riflessione di ordine regolamentare, con richiamo all'articolo 92 del Regolamento, attiene ad una questione che, nonostante il Gruppo dell'Italia dei Valori l'abbia sollevata a lei formalmente, non ha avuto una risposta altrettanto formale, perché si continua con la prassi sui tempi per l'illustrazione delle questioni pregiudiziali e sospensive.
In questo caso particolare, abbiamo delle pregiudiziali di costituzionalità che riteniamo invalicabili e che hanno bisogno però di essere espresse in maniera compiuta, senza togliere il giusto tempo agli emendamenti che il mio Gruppo ha presentato, numerosi, ma abbastanza contenuti.
Abbiamo l'impressione che la prassi dell'uso del tempo che si è sviluppata in Aula non possa riguardare qualsiasi argomento, perché ci sono argomenti che possono giustamente avere dei tempi definiti e ve ne sono altri che, con orari particolari, col tempo che ci vuole, devono essere discussi fino in fondo. Una questione pregiudiziale di costituzionalità su questo provvedimento, che all'articolo 2 dice chiaramente che lo si approva in attesa della riforma costituzionale sulle prerogative del Presidente del Consiglio e dei Ministri, vivaddio, non può essere compressa in tempi che diventano veramente una camicia di forza.
Non vogliamo che il Parlamento sia ridotto a fare il passacarte. Riteniamo che su argomenti come questi ci sia la necessità di discutere, scontrarci, dividerci, votare, ma di farlo dando ad ognuno di noi la prerogativa di poter dire al Paese come la pensa in un'Aula che ha la sacralità che deve conservare nonostante le divisioni. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).