mentre il Governo italiano sceglie di ritornare dopo 20 anni all'energia nucleare, i grandi Paesi industrializzati, anche quelli che il nucleare non l'hanno mai abbandonato, incentrano le proprie politiche di innovazione energetica sul risparmio, sulle fonti rinnovabili, sulla ricerca, vedendo in tali opzioni le strade maestre per fronteggiare i problemi ambientali legati ai cambiamenti climatici e per rendere le proprie economie più moderne e competitive;
il Parlamento prima ha approvato, con il voto contrario del Partito democratico (Pd), il complesso di norme che consentono il ritorno al nucleare in Italia (la cosiddetta "legge sviluppo"), e successivamente, di nuovo con l'orientamento contrario del Pd, ha dato parere favorevole sullo schema di decreto legislativo, frutto di una delega contenuta nella citata legge sviluppo, che fissa i criteri per la localizzazione dei nuovi impianti nucleari e del deposito nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive;
solo dopo tre settimane dall'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri, avvenuta peraltro senza avere acquisito il parere della Conferenza Stato-Regioni, il suddetto decreto legislativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale;
secondo notizie riportate da vari quotidiani, e in particolare da "Quotidiano Energia", ad impedire finora la pubblicazione sarebbero state alcune divergenze o incomprensioni tra il Ministero della giustizia e quello dello sviluppo economico. Firmato dal Presidente della Repubblica il 15 febbraio 2010, ultimo giorno utile per esercitare la delega, - come si legge nel richiamato articolo - il provvedimento è stato infatti immediatamente trasmesso dal Quirinale al Ministero della giustizia per il vaglio finale del testo che precede il visto del Guardasigilli e quindi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. "Vaglio da cui sarebbero emersi alcuni errori materiali e incongruenze. Di qui il rinvio del decreto al Ministro dello sviluppo economico per le correzioni"; il testo corretto sarebbe poi stato ritrasmesso al Ministero della giustizia pubblicato infine sulla Gazzetta Ufficiale,
si chiede di conoscere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga che questa vicenda confermi quello che agli interroganti pare un alto grado di improvvisazione e approssimazione nell'ambito del programma nucleare varato dal Governo;
se la tardiva pubblicazione del suddetto decreto legislativo sulla Gazzetta Ufficialerispetto all'approvazione dello stesso da parte del Consiglio dei ministri, vada interpretata come un ripensamento sui contenuti e le procedure del programma di ritorno al nucleare.
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