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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 347 del 09/03/2010


DELLA SETA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

la "Israeli Apartheid Week", giunta alla sesta edizione, è una settimana internazionale di mobilitazione nelle università contro lo Stato d'Israele, presentato dai promotori come l'artefice di un sistema di segregazione razziale a danno della popolazione arabo-palestinese. L'evento è stato lanciato in Canada nel 2005 e nel 2010 ha raccolto 45 adesioni, soprattutto nei Paesi anglosassoni: si tiene in 10 università canadesi, 8 statunitensi, 5 britanniche, 5 sudafricane. L'Italia, con 3 adesioni, è alla pari con l'Olanda. Nessuna adesione in Spagna, Francia e Germania;

sono Pisa, Roma "La Sapienza" e Bologna le tre università italiane nelle quali si svolgono iniziative legate alla "Israeli Apartheid Week". Quest'anno l'evento, terminato domenica 7 marzo 2010, aveva per tema "Boicottaggio, disinvestimento, sanzioni": l'idea è di promuovere contro Israele misure punitive come quelle che colpirono a suo tempo il Sudafrica;

tali misure punitive, secondo gli organizzatori dell'evento, non dovrebbero riguardare solo i rapporti economici, ma estendersi anche al campo culturale e accademico;

l'equiparazione tra lo Stato d'Israele e il Sudafrica dell'apartheid va ben al di là della contestazione anche radicale nei confronti delle politiche dei Governi israeliani: mette in discussione il diritto stesso all'esistenza dello Stato d'Israele, fornendo supporto e alimento alla diffusione di sentimenti non solo anti-israeliani ma anche inevitabilmente anti-ebraici. Peraltro, va sottolineato che la "Israeli Apartheid Week", promossa da forze e persone vicine all'integralismo islamico, rimuove del tutto la circostanza - essa sì indiscutibile perché oggettiva - che Israele è l'unico Stato mediorientale dove sono garantite a tutti i cittadini libertà politiche, civili e religiose;

è del tutto legittimo che singole persone e singoli gruppi politici condividano e sostengano le iniziative e le finalità della "Israeli Apartheid Week". È invece inaccettabile che esse vengano avallate da istituzioni culturali pubbliche come le università di Roma, Bologna e Pisa, che hanno messo a disposizione dell'evento i loro spazi: diverse aule e addirittura, nel caso dell'università di Pisa, l'atrio della Facoltà di lettere dove è stata ospitata una mostra della "Settimana";

in particolare, è del tutto ingiustificabile che delle università pubbliche, pagate con i soldi degli italiani, offrano spazio e legittimità ad un'iniziativa che punta, tra l'altro, a boicottare ogni rapporto di scambio e di dialogo con gli atenei israeliani, e che con ogni evidenza rappresenta l'opposto dei valori di apertura culturale e libero confronto che le istituzioni universitarie pubbliche dovrebbero presidiare,

si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza di quest'iniziativa e se non ritenga impropria la partecipazione di tre importanti atenei pubblici italiani alle iniziative legate alla "Israeli Apartheid Week".

(4-02823)