in occasione della recente visita conoscitiva svolta al carcere di Capanne di Perugia dal Presidente della 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato, unitamente all'interrogante, sono risultate confermate e circostanziate, fra le altre, tre criticità importanti che rischiano di compromettere l'alto livello di efficienza e funzionalità della moderna struttura, assicurato ancora dalla direzione e dal personale preposto e pur oggettivamente constatato:
a) parti importanti della struttura, per quanto realizzata in tempi recenti, risultano danneggiate dal sensibile terremoto che nei mesi scorsi ha funestato la zona che si estende da alcuni territori della media valle del Tevere, soprattutto Marsciano, a parti del territorio di Perugia, sicché si è dovuto ricorrere ad armature di emergenza e dichiarazioni di inagibilità di ampi locali, con la conseguenza che questi risultano sottratti alle molteplici attività ritenute invece essenziali ad una corretta gestione e alle molte attività realizzabili dalla popolazione detenuta;
b) l'insufficienza quantitativa del personale di Polizia penitenziaria, già evidente e più volte lamentata, è diventata una vera emergenza con l'invio al carcere di cospicui flussi di detenuti provenienti da altre strutture detentive, di cui è risultato necessario lo sfollamento, tanto da spingere la direzione e le organizzazioni di categoria ad invocare, in attesa di una reale copertura dell'organico, almeno la destinazione a Perugia di un rinforzo di urgenza di qualche decina di unità;
c) il già realizzato centro clinico, tale da aver comportato rilevanti investimenti, è nella maggior parte inattivo, sia perché si è innestato un contenzioso tra stazione appaltante e impresa esecutrice che ha bloccato l'ultimazione, sia perché l'Azienda sanitaria locale perugina, dopo il trasferimento alla Regione e alle Aziende sanitarie locali dei compiti della sanità carceraria, non mostra intenzione di voler assumere effettivamente e concretamente la gestione del servizio ed il relativo onere; laddove il centro clinico potrebbe rappresentare un vanto di funzionalità per tutta l'Amministrazione, una risorsa straordinaria al servizio di tutti e quattro gli istituti detentivi dell'Umbria se non addirittura di altri extraregionali, una leva preziosa di risparmio di denaro pubblico, mezzi e personale, e invece langue nell'inattività, cui si accompagnano tristi segni di degrado del tutto ingiustificabili a fronte delle spese di impianto dedicatevi,
l'interrogante chiede di sapere:
quale sia la stima dei danni cagionati alle strutture del carcere di Capanne dai recenti terremoti, quali misure siano state adottate per fronteggiarli e in che tempi si conti di poter attuare gli interventi tecnicamente necessari a recuperare la piena agibilità dei locali compromessi;
se il Governo ritenga di poter essere in condizioni, pur nel noto e innegabile quadro di grande difficoltà nazionale accumulatosi negli anni a carico del sistema carcerario, di destinare in tempi ravvicinati almeno qualche decina di unità di Polizia penitenziaria in più al carcere di Capanne, allo scopo di fronteggiare intanto gli aspetti più eclatanti di un'emergenza che si è determinata anche per l'arrivo di molti detenuti in esito allo sfollamento di altri istituti insostenibilmente congestionati;
quali interventi siano stati adottati dal Governo e dai competenti dipartimenti e soprattutto quali si intenda adottare per ottenere che, senza ulteriori ritardi, la Regione Umbria e l'Azienda sanitaria locale di competenza assumano la gestione del centro clinico realizzato all'interno del carcere perugino, affinché siano completati prontamente i lavori, siano riparate le manifestazioni di degrado, sia garantita insomma la piena funzionalità di un centro tanto strategico, vuoi per il potenziamento qualitativo dell'intero complesso detentivo di Capanne, vuoi per il prezioso servizio che il centro stesso può mettere a disposizione dell'intera rete penitenziaria dell'Umbria e di altri territori.
(3-01211)