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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 346 del 04/03/2010


Informativa del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Bertolaso sul dissesto idrogeologico nonché sull'inquinamento del fiume Lambro e del bacino del Po e conseguente discussione

BERTOLASO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Comunica in premessa che la condanna della Corte di giustizia europea nei confronti dell'Italia per la vicenda relativa all'emergenza rifiuti in Campania nasce da una procedura è stata avviata il 1° marzo 2008, prima della sua assunzione della carica di commissario straordinario, e che l'emergenza rifiuti è stata ormai risolta; auspica pertanto che nei prossimi mesi possa essere sbloccata l'erogazione dei fondi comunitari che erano stati congelati a seguito dell'avvio della suddetta procedura. Passando ad affrontare il tema del dissesto idrogeologico, rileva anzitutto che gli ultimi due inverni sono stati i più piovosi degli ultimi trent'anni ed hanno prodotto il determinarsi di situazioni critiche in numerose Regioni. I casi più gravi si sono verificati in Sicilia e in Calabria, culminati nella tragedia di Giampilieri (Messina) e nei recenti episodi di San Fratello e di Caronia (Messina), dove si è verificato un ampio movimento franoso, e di Maierato (Vibo Valentia), dove un fenomeno geologico rarissimo ha provocato la liquefazione del terreno argilloso; complessivamente, è stato necessario evacuare oltre 4.000 persone. Sono sempre stati emanati in tempo utile sia l'allerta meteorologico, sia i bollettini di vigilanza idrogeologica; tutte le istituzioni e le organizzazioni coinvolte hanno cercato di gestire la situazione e di alleviare il disagio degli sfollati. La situazione di San Fratello è al momento la più critica e potrebbe richiedere la delocalizzazione di numerosi nuclei familiari, se non di interi quartieri. Tutti i territori colpiti, nei quali comunica di aver effettuato diversi sopralluoghi, sono oggetto di un monitoraggio capillare, che si avvale dei più moderni mezzi a disposizione; particolarmente danneggiato è risultato il sistema viario, con conseguenti disagi per la circolazione di persone e cose. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nella prima riunione utile ed ha stanziato 15 milioni di euro per ciascuna delle due Regioni al fine di effettuare gli interventi più urgenti. Il Ministero dell'ambiente sta lavorando con le autorità locali e con il Dipartimento della protezione civile al fine di definire un piano d'azione strategico per la messa in sicurezza di questi territori, utilizzando le risorse stanziate in finanziaria; è necessario garantire interventi mirati e puntuali sulle situazioni di maggior pericolo, onde evitare che si ripetano i fenomeni registrati negli ultimi anni. La vicenda dell'inquinamento dei fiumi Lambro e Po ha invece origine dalla fuoriuscita dolosa di 2.300 tonnellate di idrocarburi dalla ditta "Lombarda Petroli"; l'autorità giudiziaria sta già lavorando per accertare i fatti e le responsabilità. Nei primi due giorni l'emergenza è stata gestita dalle autorità locali, mentre il Dipartimento della protezione civile ha svolto una funzione di consulenza; dopodiché si è attivato il Dipartimento stesso, assumendo il ruolo di cabina di regia. Gli interventi si sono concentrati nella realizzazione di una barriera sul fiume Po in località Isola Serafini, che ha consentito di contenere la massa oleosa, e nell'impiego di diversi macchinari finalizzati all'aspirazione e al recupero della sostanza oleosa stessa. È stato inoltre disposto un sistema di monitoraggio e di controllo della qualità dell'acqua; l'insieme di tutti gli interventi ha evitato che la presenza di idrocarburi nei due fiumi superasse i livelli di soglia consentiti per l'utilizzazione dell'acqua ad uso potabile. La Protezione civile ha lavorato in collaborazione con le rappresentanze degli allevatori e dei pescatori e con le associazioni ambientaliste ed ha curato la vicenda anche dal punto di vista dell'informazione, onde evitare strumentalizzazioni che potessero danneggiare le attività economiche. La situazione al momento è sotto controllo ed è già partita la fase di gestione e di bonifica del territorio. Va rilevato, in conclusione, l'eccessivo numero di enti e di realtà amministrative che hanno competenze specifiche lungo l'asta del fiume Po; tale situazione, cui si dovrà porre rimedio, ha reso necessario l'intervento della Protezione civile come coordinatore unico.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sull'informativa del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

D'ALI' (PdL). Dopo essersi associato ai sentimenti espressi dal Presidente in memoria del sacrificio di Nicola Calipari, evidenzia che in occasione dell'emergenza connessa all'inquinamento del fiume Lambro il Dipartimento della protezione civile ha svolto un ruolo fondamentale nel coordinamento delle strutture presenti sul territorio e che gli enti locali hanno dimostrato grande senso di responsabilità. Al fine di prevenire in futuro analoghi incidenti, è necessario un aggiornamento della disciplina normativa in materia, in particolare con una semplificazione delle competenze delineate dalla direttiva Seveso, su cui la Commissione ambiente del Senato ha intenzione di lavorare in modo sollecito. Gli episodi di dissesto idrogeologico, che in Sicilia hanno coinvolto numerosi centri abitati e in Calabria hanno colpito rovinosamente le infrastrutture, riflettono la pericolosità e la fragilità dei territori coinvolti e necessitano di interventi immediati di protezione civile specie sulle infrastrutture e di finanziamenti statali e regionali adeguati. Anche in questo caso è opportuno un intervento normativo quadro per migliorare la prevenzione dei rischi idrogeologici e sismici e si rende necessaria una riflessione sui piani regolatori e sull'effettivo rispetto delle misure volte a garantire la sicurezza delle costruzioni. Chiede quindi di allegare il testo completo del suo intervento ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).

MAZZUCONI (PD). I gravi episodi in esame, connessi al dissesto idrogeologico del Mezzogiorno e al riversamento di una ingente quantità di idrocarburi nel fiume Lambro, riflettono in modo evidente la scarsa attenzione del Governo alla prevenzione delle emergenze ambientali e al contenimento dei rischi idrogeologici. In Sicilia erano infatti note situazioni di estrema pericolosità che non sono state affrontate in modo tempestivo, mentre in Calabria la gravità dei danneggiamenti alle infrastrutture è stata enormemente ampliata dalla mancata riparazione dei danni provocati dagli episodi alluvionali degli anni precedenti. Allo stesso modo è assolutamente necessario intervenire in modo celere per bonificare i siti inquinanti di interesse nazionale, al fine di scongiurare il ripetersi di episodi di massiccio inquinamento come quello che ha coinvolto il fiume Lambro. È criticabile la politica del Governo, che aumenta gli stanziamenti per le emergenze e diminuisce i fondi per la prevenzione del dissesto idrogeologico ed è necessario un confronto con il Ministro dell'ambiente, per sollecitare l'Esecutivo ad un'oculata opera di salvaguardia del territorio. (Applausi dal Gruppo PD). Allega ai Resoconti della seduta il testo dell'intervento (v. Allegato B).