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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 345 del 03/03/2010


PETERLINI (UDC-SVP-IS-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PETERLINI (UDC-SVP-IS-Aut). Signor Presidente, il testo del presente disegno di legge ci ha consentito di approdare a soluzioni condivisibili su diversi temi, anche per la disponibilità da parte della maggioranza e del Governo. Altri aspetti rimangono critici. Quella che stiamo affrontando oggi è una battaglia di civiltà - una civiltà che nel dibattito è sembrata quasi sparire - al fine di riconoscere finalmente a tutti quei lavoratori esposti ad attività faticose e usuranti un trattamento migliore e dunque poter accedere alla pensione in maniera anticipata, considerata la peculiarità dei lavori e il rischio per la salute di questi ultimi. Di fatto, ci troviamo di fronte ad un provvedimento che risale ormai al 2007.

Non siamo invece d'accordo sulla complessità del provvedimento, che contiene tematiche che avrebbero potuto essere trattate in altra sede e che è stato trasformato praticamente in una legge omnibus. Le deleghe richieste da parte del Governo rappresentano interventi a macchia di leopardo e sappiamo, che purtroppo dalla prima lettura, che risale a due anni fa, fino ad oggi, le problematiche del nostro Paese a livello di precariato non sono diminuite ma aumentate. L'occupazione è peggiorata gravemente, viviamo un momento di crisi; sarebbe pertanto urgente e necessario che le misure sugli ammortizzatori sociali fossero attuate con urgenza e non con questa dilatazione di termini che purtroppo abbiamo approvato nell'articolato.

Sono state approvate alcune proposte parlamentari che apprezziamo, quali il ripristino della gratuità per i processi sul lavoro e le norme per i Vigili del fuoco. In merito a queste ultime vorrei appellarmi al Governo affinché tenga conto della peculiarità della Provincia di Bolzano, che non dispone dei Vigili del fuoco nazionali, il cui servizio è gestito nell'ambito dell'autonomia regionale, in questo caso delegata alle Province autonome, e non vorrei che questi rimanessero fuori dalle provvidenze previste, che naturalmente esulano dalla nostra competenza.

Il lavoro che è stato svolto nei vari passaggi parlamentari ha migliorato in vari aspetti il disegno di legge, soprattutto per quanto riguarda la Commissione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive. Criticità rimangono all'articolo 4 che reca disposizioni in materia di sanzioni relative all'utilizzo di lavoro irregolare. Qui la situazione è analoga a quella del codice della strada: non si migliora la situazione solo inasprendo le sanzioni. La burocrazia va a danno delle piccole e medie imprese. Noi chiederemo mirati controlli dove è noto che esistono fenomeni di capolarato e lavoro clandestino (abbiamo visto il caso di Rosarno, dove molti sono stati zitti anche per anni). Pertanto, penso che misure chi controllo mirate siano meglio che un peso burocratico e sanzioni su tutte le aziende italiane, piccole e medie, che stanno soffrendo questo momento di crisi.

Sulla questione delle trattative sindacali forse si sarebbe dovuto discutere un po' di più. Sono d'accordo che non si debba abbassare il limite della protezione dei lavoratori, ma devo anche dire che se questo limite venisse garantito da una barra minima di contrattazione nazionale ciò non sarebbe male, anzi potrebbe fare molto bene se a ciò si aggiungesse, non in pejus ma in melius, una contrattazione anche a livello territoriale regionale. Faccio l'esempio, come esperienza di cui si potrebbe fare tesoro, dei nostri contratti collettivi territoriali, che abbiamo usato (l'ex ministro senatore Treu lo sa perché ci ha dato una mano) nell'ambito della previdenza complementare, dove siamo riusciti a costruire un modello veramente di avanguardia e anche di esempio a livello europeo.

Critiche sono state mosse all'articolo 5, da cui emerge una concezione negativa e lesiva della pubblica amministrazione, che risulterebbe incapace di assolvere a determinati obblighi di comunicazione in tempi certi; il ministro Brunetta ha ragione a dire che ci sono mele marce, ma ci sono anche tanti che si impegnano.

Abbiamo ritenuto fortemente discutibile l'articolo 7 recante modifiche alla disciplina sull'orario di lavoro, dal momento che introduce nell'ordinamento un principio potenzialmente pericoloso in materia di rappresentatività sindacale territoriale che, ammettendo ampie deroghe al contratto nazionale, potrebbe favorire la nascita di associazioni di comodo, pregiudizievoli dei diritti dei lavoratori, nonché il proliferare di dumping sociale.

Fortemente critici siamo per ciò che riguarda le tematiche contenute nell'articolo 10 relativo all'istruzione universitaria ad ordinamento speciale. Contestiamo in maniera radicale il metodo e il merito del provvedimento. Non si capisce per quale ragione in un provvedimento che riguarda il lavoro, in particolare i lavori usuranti, improvvisamente si inserisca una norma a riguardo. Le università devono essere messe nelle condizioni di parità, devono poter erogare servizi e sviluppare una ricerca ed una attività didattica degne di questo nome.

Per quanto riguarda l'articolo 20 avremmo gradito una valutazione più attenta, dal momento che la norma introdotta incide sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e pertanto necessita di una più attenta ponderazione.

In merito all'articolo 22, rileviamo l'eccessiva confusione e la disorganicità degli interventi da parte del Governo in materia previdenziale. Si è determinata una grande incertezza per i dipendenti pubblici sull'anzianità, anagrafica e contributiva, e sul loro collocamento a riposo su base volontaria o coatta. Quest'ultimo aspetto è grave in quanto la permanenza a servizio del lavoratore è fatta dipendere dall'incondizionata discrezionalità dell'amministrazione di appartenenza.

Manifestiamo invece apprezzamento per quanto introdotto nell'articolo 27 al fine di armonizzare il sistema di tutela previdenziale e assistenziale applicato al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al personale volontario del medesimo Corpo. Avevo già chiesto al sottosegretario Viespoli di fare attenzione a questo aspetto. Lo ripeto: nella regione Trentino-Alto Adige non esiste il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, ma il servizio è gestito a livello regionale con delega alle Province e con i volontari. Per questo spero che i lavoratori non siano esclusi dai provvedimenti previdenziali che esulano dalla nostra competenza.

In merito all' articolo 31, pur rilevando gravi elementi di criticità manifestiamo apprezzamento per quanto di positivo è stato introdotto nel corso dell' esame. Riteniamo che la conciliazione rappresenti un istituto tradizionalmente finalizzato alla deflazione del contenzioso e alla rapida ed efficace soluzione delle controversie e non potevano essere escluse da tale ruolo categorie importanti, come quella dei consulenti del lavoro. Rileviamo ancora un insufficiente sforzo da parte del Governo e della maggioranza a migliorare il testo secondo alcune indicazione che avevamo puntualmente portato avanti.

In merito agli articoli relativi ai tempi per il varo dei decreti delegati sulla riforma degli ammortizzatori sociali, i servizi per l'impiego e gli incentivi all'occupazione avremmo preferito una riduzione dei tempi, perché giudichiamo urgente intervenire su questi temi.

Volevo aggiungere una considerazione relativamente a quello che è stato definito l'abbassamento dell'età minima scolastica. Anche in questo caso, invece di polemizzare, si sarebbe potuto fare tesoro delle esperienze della Provincia di Bolzano (perché se si tratta di un abbassamento secco, nel senso che si comincia a lavorare un anno prima, siamo al di fuori delle misure europee e fuori dal mondo). Avremmo dovuto fare tesoro di quello che abbiamo fatto in provincia di Bolzano. Per questo mi sono rammaricato per la reiezione dell' ordine del giorno G48.100 del senatore Rusconi che conteneva un accenno a quanto sto dicendo. Infatti, se l'educazione professionale, anche combinata con il lavoro, è effettivamente parte dell'educazione, come è stato già riconosciuto dal Governo Prodi per la Provincia di Bolzano attraverso un mio emendamento, allora le cose sono diverse. In pratica, la scuola professionale in Provincia di Bolzano - grazie al Governo e alla riforma Gelmini dove siamo riusciti a presentare in Senato un emendamento in tal senso - può essere coronata con una maturità di Stato. Ciò significa che è una vera educazione professionale che può sostituire la scuola. Altrimenti, ha ragione il senatore Baldassarri che dice che è inutile mandare i ragazzi alle scuole superiori per poi bocciarli due volte, o anche solo una, e poi mandarli alle scuole professionali.

Questo è il punto: questa nuova combinazione di lavoro e scuola, come dice l'ordine del giorno purtroppo respinto, dovrebbe prevedere un adeguato numero di ore di formazione e un adeguato percorso professionale che sia effettivamente qualificante.

Concludendo, il provvedimento in esame appare lontano da quegli obiettivi di risanamento economico, produttivo e sociale che qualsiasi governo riformatore si dovrebbe prefiggere. Il testo proposto non sembra garantire maggiori tutele nei confronti dei soggetti più deboli della società, né appronta strumenti adeguati per lottare contro le disuguaglianze nel mercato del lavoro. Le misure di contrasto al lavoro sommerso suscitano delle perplessità perché non sono esaustive e non risolvono adeguatamente il problema, dal momento che non si può pretendere di arginarlo aumentando con ogni provvedimento le sanzioni amministrative e gli obblighi burocratici per il datore di lavoro.

Alla luce di tali considerazioni, considerati gli aspetti positivi che abbiamo sottolineato, soprattutto il fatto che si tiene finalmente conto dei lavori usuranti, e le criticità che abbiamo evidenziato, il Gruppo UDC, SVP, Io Sud e Autonomie si asterrà dalla votazione. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-IS-Aut).