TREU (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TREU (PD). Aggiungo due sole notazioni. In primo luogo, noi abbiamo tutti un grande rispetto per Marco Biagi, ma non credo sia pertinente richiamarlo in questo momento. (Applausi dal Gruppo PD).
SACCONI, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Tu conosci quel testo, lo conosci meglio di me.
TREU (PD). Non c'entra niente! Per favore, lasciamo state in pace quelli che purtroppo sono morti!
Vengo al merito: è vero che durante la lunga discussione di questa normativa sono state coinvolte anche le parti sindacali, e infatti per un percorso si è cercato di ammettere un arbitrato gestito, controllato delle parti sociali, però, non dimentichiamo - e il Ministro lo sa - che c'è un altro pezzo della norma in cui l'arbitrato può essere fatto anche dal singolo, fuori da qualsiasi contratto e percorso contrattuale.
Un'ultima considerazione. Sono notoriamente una persona moderata, non ho mai enfatizzato le critiche e credo che persino in questa legislatura, che non è proprio tra le più felici, non ho mai fatto critiche dure. In questo caso mi sento in dovere di rivolgere critiche dure, ma rispettose, a tutti voi della maggioranza, e mi rivolgo sia ai presenti, che non sono certo degli estranei, sia a quelli che stanno fuori da quest'Aula, perché ne va di mezzo il principio fondamentale della nostra Costituzione e del diritto del lavoro. È chiaro che l'arbitro potrebbe anche comportarsi bene, ma bisogna pure che l'arbitro abbia delle guide. Noi avevamo proposto che l'arbitrato si potesse fare liberamente rispetto alle norme contrattuali, ma non rispetto alle norme di legge: è il modo normale per controllare e prevenire anche abusi in buona fede. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e del senatore Astore).
MARCENARO (PD). Chi accusa Treu e Ichino di queste cose è un uomo che non ha il senso del limite.