SBARBATI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBARBATI (PD). Signor Presidente, in tanta animata discussione credo che qualche volta si finisca per assumere posizioni assolutamente inconciliabili in maniera definitiva, mentre si dovrebbe avere a cuore l'interesse dei giovani ai quali facciamo riferimento.
Vorrei ricordare alla collega Mariapia Garavaglia che c'era anche un'altra persona molto attenta ai problemi del disagio giovanile, soprattutto in una fascia particolare quella quale quella degli adolescenti: si chiamava Don Bosco. Il sistema preventivo dell'educazione, soprattutto nei confronti dei ragazzi che avevano particolari difficoltà di inserimento nella scuola e un rendimento scolastico bassissimo, prevedeva l'avviamento ad un'educazione professionale, chiamiamola così, attraverso l'apprendistato e l'inserimento immediato nel mondo del lavoro; in tal modo si volevano evitare disarticolazioni della personalità e, soprattutto, una devianza che altrimenti non si sarebbe più recuperata.
Di fronte a questa proposta del Governo ho delle perplessità, perché trovo che sia avulsa o, quantomeno, non inserita in un contesto complessivo che guardi al problema della devianza minorile quale questione da affrontare essenzialmente, come diceva la collega Bastico, attraverso, anzitutto, un percorso di solida preparazione di base. Quando questo non è possibile, però, bisogna dare ai giovani, che sono nell'età evolutiva, la possibilità di recuperare questo svantaggio culturale tempestivamente, attraverso l'inserimento nel mondo del lavoro, che non deve essere il lavoro forzato, ma un lavoro altamente e profondamente educativo. Si può fare educazione professionale anche in un laboratorio, in un'officina, in stage precostituiti, ma essi debbono comunque essere inseriti in un disegno quadro molto più ampio e certamente meno ingessato, approssimativo, superficiale e improvvisato di quello di cui stiamo discutendo. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame.