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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 345 del 03/03/2010


RUSCONI (PD). Signor Presidente, vorrei partire dall'ordine del giorno G48.100, se è possibile. Signor Presidente, colleghi, l'Italia negli ultimi dieci anni nel campo dell'istruzione ha preso impegni ben precisi in Europa, tra i quali quello di aumentare il numero dei diplomati. Il ministro Moratti aveva messo molto chiaramente tra i suoi obiettivi il diritto-dovere all'istruzione e alla formazione fino a 18 anni; molto più realisticamente il Governo Prodi aveva inserito nella finanziaria 2007 l'obbligo all'istruzione fino a 16 anni di età, con l'inserimento nel mondo del lavoro a 16 anni. Un obbligo all'istruzione che favoriva la formazione professionale triennale, quella più seria che ad esempio i colleghi della Lega Nord dovrebbero conoscere bene, come quella della Lombardia e del Veneto, che viene messa in crisi da questo provvedimento.

Attraverso quella formazione professionale triennale si permetteva agli alunni che non avevano ottenuto la licenza media di recuperarla. Ora, con questo provvedimento si consente ad un ragazzo di 15 anni che non ha la terza media di affrontare il mondo del lavoro con un contratto di apprendistato, cioè si ritorna ad una situazione precedente al 1962. Si badi bene, noi siamo favorevoli all'alternanza scuola-lavoro, ma sul presupposto del primato del livello formativo e del livello educativo. Per questo, signor Ministro, vorremmo la sua attenzione, altrimenti potrebbero emergere delle incomprensioni come è accaduto prima e ce ne sono già state abbastanza oggi.

PRESIDENTE. Signor Ministro, la prego di seguire.

RUSCONI (PD). Signor Ministro, noi siamo anche disponibili a verificare questo contratto di apprendistato, impegnando il Governo, con l'ordine del giorno G48.100, a prevedere un adeguato numero di ore di formazione, non inferiore al 50 per cento, parametrato anche alle migliori esperienze europee e italiane, da svolgersi in strutture esterne alle aziende, come accade all'estero, prevedendo un sistema di autorizzazione alle aziende, di definizione delle qualifiche e dei requisiti per i tutor come già in vigore in alcune Province autonome del nostro Paese, il requisito minimo del diploma di scuola secondaria di primo grado, perché non sarà più recuperabile in altro modo.

Quando infatti si è detto che i ragazzi poco motivati dalla scuola saranno comunque recuperati dalla strada, mi domando: per quanto tempo, con lavori precari, con scarsa preparazione, con nessuna professionalità? Non sono invece proprio questi ragazzi, cosiddetti difficili - fermo restando il valore educativo del lavoro, che nessuno nega - quelli che hanno esigenza di apprendere un po' più di inglese, di matematica, di buona formazione, anche per poter meglio competere domani nel mondo del lavoro? (Applausi dai Gruppi PD e del senatore Pardi).

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.