GARAVAGLIA Mariapia (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Signor Presidente, mi è venuto spontaneo chiedere di parlare brevemente, a causa del tempo contingentato, dopo l'intervento del professor Baldassarri. Un professore, cioè una persona che deve avere a cuore sommamente di rimediare e, come la nostra Costituzione richiede, di rimuovere gli ostacoli. Noi abbiamo bisogno di una scuola che diventi accattivante, signor Sottosegretario, e che trattenga i ragazzi a scuola. Ma dove li mandiamo? A 15 anni, comunque, se hanno frequentato due volte la prima, la terza e la quarta, dove sono questi ragazzi?
L'OCSE ci ha detto oggi che l'Italia vanta il seguente record in Europa (e ritengo che noi leggiamo gli stessi documenti). Un ragazzo su due, in Italia, ha successo scolastico a seconda del reddito dei genitori. Io vorrei elevare questi ragazzi, mentre voi volete che il figlio dell'operaio faccia l'operaio e che il figlio dell'imbianchino faccia l'imbianchino! Voi volete che l'immigrato non vada a scuola! (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Izzo).
VIESPOLI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Ma guarda che succede a Scampia! Oggi i ragazzi fanno i camorristi!
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Noi abbiamo bisogno che, a 15 anni, i ragazzi possano restare a scuola e alternare lavoro e istruzione. Non troverete artigiani e imprenditori che possano fare istruzione, cioè la parte teorica; essi faranno la parte pratica. Siccome il senatore Castro ha parlato di complessità e io seguo il suo ragionamento, se noi avremo lavoratori ignoranti, essi non parteciperanno ai processi di innovazione. Noi abbiamo bisogno di chi, lavorando, sappia anche come lavorare e non è quella l'età in cui si possano apprendere, oltre alle manualità, anche le competenze intellettuali.
A noi sembra che questo sia stato uno scivolone. Nello stesso Governo il ministro Gelmini voleva apportare riforme alla scuola secondaria; anche se noi non le abbiamo condivise, vi era però il tentativo di diminuire l'impegno scolastico, in termini di ore, per fare sì che la scuola fosse attrattiva e che vi fossero più ore di matematica e di inglese, cioè quelle materie che servono per vivere, semplicemente, anche non per avere un diploma. Questo articolo 48, in un Governo che dovrebbe essere collegiale, va addirittura contro l'impostazione stessa del ministro Gelmini. Ci dispiace che il Consiglio dei ministri prima, attraverso il ministro Sacconi, e le aule parlamentari poi, si siano rivolti alla Commissione lavoro e che questa abbia pensato di chiedere un parere alla 7a Commissione.
Qui è in gioco il destino dei ragazzi. A proposito di portar via la gente dalla strada, una persona che se ne intendeva, Giovanni Falcone, affermava che servono più maestri che poliziotti. Noi, invece, mandiamo questi ragazzi sulla strada.
Per questo motivo, non possiamo condividere l'impostazione di questo articolo e voteremo contro. (Applausi dal Gruppo PD).
ASCIUTTI (PdL). Anche con le mani si impara!