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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 345 del 03/03/2010


GIULIANO (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIULIANO (PdL). Signor Presidente, mi ricollego immediatamente alle affermazioni del senatore Pardi relative al furioso liberismo che intriderebbe questa norma facendo presente che la clausola arbitrale è prevista negli accordi confederali dei contratti collettivi ed è uno strumento agevole per risolvere in tempi brevi e accettabili controversie che, se seguissero la strada giurisdizionale ordinaria, prenderebbero un tempo sicuramente maggiore.

Tornando alle osservazioni di ordine tecnico svolte dal senatore Ichino e dal senatore Morando, voglio far presente che nel proporre la pregiudiziale di costituzionalità si fa riferimento ad una tecnica di legislazione che attiene alla patologia del fenomeno e non alla sua fisiologia. Quando si legifera si pensa all'ordinario non a ciò che potrebbe accadere addirittura in violazione di norme penali sanzionate severamente. Ciò non riguarda, ovviamente, questa tecnica e non riguarda questo ordine.

Perché dividere il pubblico dal privato? Ci lamentiamo sempre che i due settori costituiscono una sorta di sistema duale, spesso confliggente e che spesso non produce quella normale armonia che ci dovrebbe essere. Nel momento in cui si estende l'istituto dell'arbitrato anche al settore pubblico, si amplia l'applicazione di uno strumento assai duttile, veloce, economico e affidabile. Circa il fatto che, in astratto, potrebbe anche accadere qualcosa che violi addirittura la norma penale, ciò può accadere per qualsiasi norma; quindi, non vedo perché questa in particolare debba essere dichiarata incostituzionale. Anzi, è una norma che rispetta assolutamente i canoni fondamentali della Costituzione, essendo in essa previsto che la giurisdizione, in alcuni casi, possa essere affidata ai cosiddetti privati. Perché non allargare questo strumento, che per controversie di genere diverso è tuttora vigente, anche al settore pubblico?

Io penso che le argomentazioni dei senatori Ichino e Morando in ordine alle conseguenze che potrebbero derivare da questo sistema non siano assolutamente fondate e mi chiedo, in particolare, perché temere che questo possa comportare un onere maggiore e non fare, invece, lo stesso ragionamento nel caso in cui permanesse la competenza dell'autorità giudiziaria ordinaria. (Applausi dal Gruppo PdL).