ADAMO (PD). Signor Presidente, voglio richiamare brevemente i punti essenziali che ci fanno dichiarare la nostra ferma contrarietà al provvedimento, che abbiamo già affermato nella precedente lettura in questa Aula.
Innanzitutto, il provvedimento appare paradigmatico esempio della cattiva qualità normativa e legislativa di questa nostra legislatura, perché assembla in maniera incoerente una serie di questioni che nulla hanno a che vedere con il titolo e le finalità originarie della legge.
La seconda questione riguarda l'insufficiente precisazione della definizione dei criteri di accesso alla quiescenza anticipata per i lavoratori impegnati nei lavori usuranti e la deroga alle norme in materia di sicurezza sul lavoro e, in particolare, a quelle relative all'esposizione dei lavoratori all'amianto. Un altro punto di contrarietà a mio parere importante è quello dell'ulteriore estensione degli ambiti di applicazione dell'arbitrato per equità alle controversie di lavoro nell'ambito della pubblica amministrazione, oltre all'ulteriore proroga dei termini di 24 mesi dell'esercizio della delega nel frattempo scaduta su temi importantissimi, quali la riforma degli ammortizzatori sociali, le politiche attive per l'accesso al mercato del lavoro, l'occupazione femminile e le pari opportunità, che dimostra, a nostro avviso, l'intenzione del Governo di svuotare il contenuto originario di questa delega e di non attuarla nella sostanza.
Il punto su cui però vorrei in particolare soffermarmi, tra quelli oggetto delle modifiche della Camera, è quello su cui sono intervenuti anche la senatrice Carlino ed altri e cioè la modifica all'articolo 48, comma 8, in materia di apprendistato. Questo comma introdotto a sorpresa dalla Camera nel nostro testo di legge prevede che, fermo restando quanto stabilito dalla legge Biagi (tutto l'articolo è una modifica di quella legge), e, fermo restando quanto previsto dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (finanziaria 2007), che ha innalzato l'obbligo scolastico ai 16 anni, a questo obbligo si possa assolvere anche nei percorsi di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione.
La senatrice Maraventano ha appena detto una cosa assolutamente imprecisa, parlando di obbligo di formazione: qui stiamo, in realtà, intervenendo sull'obbligo scolastico, che dal 2007 è stato esteso fino a 16 anni con una norma che è richiamata nel testo e che è oggetto di una modifica che contiene degli elementi di ambiguità molto seri. Siamo fortemente contrari per ragioni di merito, che cercherò di spiegare rapidamente, e anche perché questo è uno dei punti esemplificativi di una cattiva norma che ci trova decisamente contrari anche dal punto di vista del conflitto normativo e perfino costituzionale.
Con riguardo al primo ordine di problemi, quello riferito alla politica scolastica, vorrei sapere, perché nessuno di noi ha avuto il bene di avere una risposta su questo dal ministro Gelmini, per quale ragione il ministro Sacconi, con l'avallo ex post del Ministro dell'istruzione, abbia introdotto questa norma. Gli interpreti della maggioranza del pensiero di Sacconi - e presuppongo anche di quello della Gelmini - ci hanno detto che questa norma serve per combattere l'abbandono scolastico e cioè per quei ragazzi che a 15 anni non proseguirebbero gli studi nelle scuole superiori. Il punto è come si combatte l'abbandono scolastico: uesta norma infatti ha un effetto sul piano della scuola che è quello di deresponsabilizzare completamente la scuola media rispetto all'insuccesso scolastico.
Prima di avallare questa operazione, noi dovremmo seriamente interrogarci e porci domande molto concrete, che rimandano a decisioni assunte nelle legislature precedenti, circa l'anagrafe scolastica, che doveva essere costruita per seguire il successo dei ragazzi e capire perché gli obbligati sfuggano all'obbligo, e quali siano gli interventi di recupero che vengono effettuati.
Certamente, se, attraverso i provvedimenti di natura economica e normativa, assunti in questa legislatura da questo Governo, noi diamo come input in materia di scuola che le attività laboratoriali sono inutili, che le attività di sostegno non si possono svolgere perché non vi sono più né gli insegnanti né i fondi per pagarli, che le attività extra scolastiche sono un lusso che non possiamo più permetterci, se noi diamo quindi l'interpretazione che la scuola deve basarsi solamente sulla trasmissione nozionistica di un sapere preconfezionato e su una trasmissione verbale e concettuale, è chiaro che noi allargheremo l'insuccesso scolastico e questa norma deresponsabilizza proprio rispetto a questo.
Noi siamo fortemente contrari ad essa per ragioni di merito, perché essa è sbagliata pedagogicamente e politicamente. In un momento in cui l'Unione europea, e persino la Banca d'Italia, ci richiamano a innalzare i livelli di istruzione dei nostri ragazzi, noi, invece di introdurre norme in positivo per stimolare l'innalzamento dell'obbligo e dei livelli di istruzione e di formazione, introduciamo una norma che sposta in altra sede il problema.
Anche l'ordine di problemi di carattere normativo è importante. Si fa una confusione concettuale (non so se sia voluta o meno) tra obbligo scolastico e diritto-dovere alla formazione. Io voglio solo ricordare che non il Governo di centrosinistra, ma quello ancora precedente, nonché quello attuale con il ministro Gelmini e anche quello di centrosinistra hanno sottoscritto accordi con tutte le Regioni per dire che il triennio di obbligo formativo - che è diverso, senatrice Maraventano, dall'obbligo scolastico - può esplicarsi anche nella formazione professionale regionale. Il fatto che sia necessario un accordo sta a dirci che, altrimenti, persino il triennio va fatto nella scuola di Stato. Ciò ha spostato ancora più in là il concetto di apprendistato, a dopo i 18 anni. Noi lo riportiamo così indietro da fissarlo a 15 anni, senza nemmeno scrivere che è necessaria la licenza media ed avendo contro tutte le categorie di quei soggetti che dovrebbero essere i più interessati: dagli artigiani ai piccoli imprenditori ci dicono infatti che loro la formazione non la sanno fare.
Quindi, questo è un provvedimento bandiera. Noi ci auguriamo, dunque, che venga approvato l'ordine del giorno e che si rinvii l'esecuzione del provvedimento per avere il tempo di ragionare sui profili formativi che vogliamo dare a questi ragazzi i quali, proprio perché conseguono un insuccesso scolastico, dovrebbero ricevere la maggiore attenzione e non essere abbandonati, come a voler dire che se ne devono occupare le aziende. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saccomanno. Ne ha facoltà.