CASTRO, relatore. La Camera dei deputati ha apportato al testo approvato dal Senato interventi mirati e selettivi. In particolare, la modifiche all'articolo 31 hanno cambiato il regime di entrata in vigore delle norme su arbitrato e conciliazione e hanno valorizzato il ruolo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonché delle parti sociali. Un'altra modifica è stata introdotta in materia di apprendistato: si tenta di intercettare i casi di diserzione dell'obbligo scolastico consentendo ai giovani interessati di anticipare di un anno, al compimento del quindicesimo anno d'età, l'accesso all'apprendistato funzionale all'espletamento dell'obbligo scolastico. Altri interventi hanno riguardato l'articolo 1, con cui è stato introdotto un criterio di priorità nella decorrenza dei trattamenti pensionistici per i lavoratori impegnati nei lavori usuranti; all'articolo 2 sono state apportate modifiche formali al fine di recepire l'avvenuta separazione del Ministero della salute da quello del lavoro e delle politiche sociali ed è stata sottolineata l'autonomia funzionale del casellario degli infortuni; all'articolo 4 è stata soppressa la previsione che le controversie sono rimesse alla giurisdizione del giudice ordinario. All'articolo 21, in materia di pari opportunità, si è specificato che le misure che devono introdurre le pubbliche amministrazioni non devono essere onerose per la finanza pubblica e anche agli articoli 42 e 43 è stata introdotta la clausola diretta a evitare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; infine, all'articolo 46 è stato ridotto da 36 a 24 mesi il termine per l'attuazione delle deleghe relative agli ammortizzatori sociali, al lavoro femminile, all'apprendistato, ai servizi per l'impiego ed agli incentivi per l'occupazione. Invita quindi ad esprimere un giudizio positivo sul provvedimento in esame che tenta di risolvere i problemi originati dalla crisi economica internazionale adottando un approccio globale alle sue conseguenze sul mondo del lavoro. Inoltre, grazie alle modifiche introdotte dalla Camera dei deputati, la certezza del diritto diventa strumento di coesione sociale. (Applausi dal Gruppo PdL).