LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Signora Presidente, signor Ministro, la sua Relazione è francamente deludente. È modesta ed è imbarazzata e non è neanche sincera.
Lei ci è venuto a parlare (cominciamo da un fatto che è motivo di profonda irritazione, visto che da un anno chiediamo che venga a riferire in Commissione e invece si sottrae al confronto), enfatizzando molto, di un dato (anche durante la replica), suscitando reiterati applausi, ossia che sono affluiti nel Fondo unico giustizia un miliardo e 590 milioni di euro, ossia la somma portata da 682.000 libretti postali individuati dal precedente Governo attraverso la Commissione affidata al magistrato Greco. Quindi, si tratta sempre degli stessi soldi. L'unica cosa che non abbiamo potuto completare nella scorsa legislatura, dopo aver individuato i 682.000 libretti di deposito postale, è stata l'individuazione dei depositi bancari, poiché il Governo ha cessato di esistere. Sono passati circa due anni. La somma rimane ancora quella dei depositi postali. Siete riusciti ad accertare i depositi bancari o le banche continuano a non rispondervi?
E poi, signor Ministro, non ci venga a dire che si tratta di soldi che vanno alla giustizia, per la semplice ragione che questi soldi... (Il ministro Alfano sta parlando con un senatore). Se lei, signor Ministro, mi ascoltasse, farebbe una cortesia e mi eviterebbe di dover alzare la voce.
Affermare che un miliardo e 590 milioni di euro sono destinati alla giustizia non risponde a verità, perché lei, per così dire, si è fatto sfilare di tasca quei soldi. Infatti, con la legge n. 181 del 2008 si era stabilito che di questi soldi la metà andasse alla giustizia, sennonché il 27 febbraio del 2009, con la legge n. 14, il Governo ha fatto un'altra cosa e lei dovrebbe saperlo, Ministro: ha stabilito che i soldi che vanno a finire nel Fondo unico giustizia verranno suddivisi fino ad una quota del 30 per cento fra tre soggetti: un terzo all'Interno, un terzo alla Giustizia e un terzo all'erario. Quindi, del miliardo e 590 milioni di euro, alla giustizia andranno 159 milioni, ossia il 10 per cento. Dal momento, però, che quelli attualmente disponibili sono 631 milioni, vuol dire che alla giustizia vanno 61 milioni. Quindi, non venga a raccontarci chiacchiere.
Ha parlato poi delle carceri. «Sul piano dei rimedi, occorre procedere con il piano di edilizia carceraria per la realizzazione di nuove carceri ma anche - e più rapidamente - con l'ampliamento degli istituti penitenziari già esistenti (poiché si registra un tempo medio di tre anni, dall'assegnazione dei fondi alla realizzazione e inaugurazione della struttura), oltre che con l'impiego di ulteriori unità di personale». Signor Ministro, quanto le ho letto sono dichiarazioni che lei ha reso il 4 giugno del 2008: siamo al 20 gennaio del 2010 e ci viene a ripetere le medesime affermazioni! É passato un anno e mezzo e ci ha ripetuto le medesime frasi. Che fine hanno fatto i circuiti carcerari virtuosi che lei aveva annunciato, signor Ministro? Che fine hanno fatto?
Signora Presidente, non intendo concludere il mio intervento se il Ministro viene distratto.
Signor Ministro, che fine ha fatto la politica dei braccialetti elettronici da lei annunciata? È vero o non è vero che il Ministero della giustizia paga ogni anno a Telecom 11 milioni di euro per un unico braccialetto elettronico in funzione ed è impegnato a pagare questa somma sino al 2011? Mi dica, è vero o non è vero? (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Perduca. Commenti dal Gruppo PdL).
GRAMAZIO (PdL). Non è vero.
LI GOTTI (IdV). Mi dica se è vero o non è vero. Su queste cose doveva rispondere, signor Ministro. Avendo noi formulato delle rituali interrogazioni e non avendo avuto risposte dopo mesi, torniamo sull'argomento. Il dato è stato denunziato dall'Organizzazione della polizia penitenziaria.
Lei ha annunciato l'assunzione di 2.000 agenti di polizia penitenziaria. È vero o non è vero che le attuali scoperture ammontano a 5.000 agenti? (Commenti dai banchi della maggioranza).
Il personale amministrativo: è vero o non è vero...
VOCI DAI BANCHI DELLA MAGGIORANZA. È vero! È vero!
LI GOTTI (IdV). Voi siete degli ignoranti, almeno state zitti! (Vivaci proteste dai Gruppi PdL e LNP).
PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi!
LI GOTTI (IdV). Siete degli ignoranti in malafede.
PRESIDENTE. Senatore Li Gotti, per cortesia continui il suo intervento. (Vivaci proteste dei senatori Latronico, Gramazio, Tomassini, Asciutti e Torri).
LI GOTTI (IdV). Io non parlo con gli asini. Se ne andassero: asini! (Reiterate, vivaci proteste dai banchi della maggioranza).
PRESIDENTE. Colleghi, per piacere, calma, altrimenti sospendo la seduta.
LI GOTTI (IdV). Somari! Se i somari non finiscono di ragliare io non parlo. (Applausi dal Gruppo IdV). Signora Presidente, faccia zittire i somari! (Reiterate, vivaci proteste dai banchi della maggioranza).
PRESIDENTE. Per cortesia, senatore Li Gotti. Colleghi...
LI GOTTI (IdV). Somari! Somari! (Proteste dai banchi della maggioranza. Repliche dai banchi dell'opposizione).
Presidenza del presidente SCHIFANI (ore 20,22)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di riprendere i vostri posti. Non costringetemi a sospendere la seduta. Senatore Li Gotti, riprenda il suo intervento.
LATRONICO (PdL). Ma senza insulti.
LI GOTTI (IdV). La ringrazio, signor Presidente.
BELISARIO (IdV). Provocatori.
PRESIDENTE. Basta! Fate terminare l'intervento al senatore Li Gotti.
LI GOTTI (IdV). Ha ragione, signor Presidente, chiedo scusa ai somari. (Proteste dai banchi della maggioranza).