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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 20/01/2010


PRESIDENTE. Passa alla votazione delle proposte di risoluzione.

BIANCHI (UDC-SVP-Aut). L'impopolarità di cui gode il sistema giudiziario presso l'opinione pubblica sta a dimostrare l'urgenza di seri interventi riformatori: nel settore civile appare urgente procedere ad una razionalizzazione che incida sulla pluralità dei riti, all'adozione del giudice monocratico per il primo grado e alla creazione di un unico rito di cognizione, così come all'ampliamento della sfera della risoluzione extragiudiziale delle controversie. Nel settore penale sono invece da considerarsi prioritari interventi come la riforma degli istituti della contumacia e delle notifiche, la depenalizzazione dei reati e la completa riscrittura delle regole del rito, mentre in materia di intercettazioni occorre che queste siano disposte anche attraverso la valutazione di un organo collegiale e con costi ridotti rispetto a quelli attuali. Quanto alle misure adottate dall'Esecutivo nella lotta alla mafia, esse sono senz'altro positive, anche se è urgente procedere quanto prima alla stesura di un Testo unico in materia. Conclude quindi preannunciando il voto contrario alla proposta di risoluzione presentata dal senatore Gasparri e voto favorevole a tutte le altre. (Applausi del senatore Giambrone).

LI GOTTI (IdV). La relazione del Ministro sullo stato della giustizia italiana è deludente e modesta e finanche non rispondente a verità, atteso che al settore della giustizia non sono riservati tutti i circa 1.590 milioni di euro affluiti nel Fondo unico giustizia, ma solo una piccola parte ammontante a 159 milioni di euro, dei quali sono attualmente disponibili solo 61 milioni. Quanto al problema del sovraffollamento delle carceri, il Ministro ha assunto oggi i medesimi impegni già adottati nel 2008, a testimonianza del sostanziale immobilismo del Governo nel realizzare nuove carceri e nel procedere all'ampliamento degli istituti penitenziari già esistenti. Dovrebbe inoltre confermare se è vero che il Ministero paga ogni anno 11 milioni di euro per un solo braccialetto elettronico in funzione e si è impegnato a pagare questa somma a Telecom fino al 2011, mentre che il comparto degli agenti di Polizia penitenziaria registra uno scoperto di circa 5.000 unità. (Reiterati commenti e interruzioni dai banchi della maggioranza). Con il suo atteggiamento la maggioranza dimostra ignoranza e malafede. (Nel rispondere alle interruzioni, il senatore Li Gotti definisce "asini" e "somari" i suoi interlocutori. Vivaci, reiterate proteste dai banchi della maggioranza. Richiami del Presidente).

Presidenza del presidente SCHIFANI

PRESIDENTE. Richiama l'Aula ad una maggiore compostezza. (Proteste dai banchi della maggioranza all'indirizzo del senatore Li Gotti, che utilizza ancora l'epiteto "somari"). Invita il senatore Li Gotti a concludere l'intervento.

LI GOTTI (IdV). Chiede scusa ai somari. (Vivaci, reiterate proteste dai banchi della maggioranza).

PRESIDENTE. Sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 20,23, è ripresa alle ore 20,28.

PRESIDENTE. Riprende i lavori.

LI GOTTI (IdV). Nel proseguire il suo intervento, invita il Governo a valutare con spirito critico la politica fino ad oggi attuata e a riflettere seriamente sulle cause che hanno indotto ben tre componenti del mondo giudiziario - il personale amministrativo, la magistratura e l'avvocatura - a proclamare lo sciopero per la fine del mese di gennaio. Stigmatizza infine il comportamento del ministro Alfano, il quale ha di fatto abdicato al suo ruolo al di sopra delle parti nel momento in cui ha espresso sul collaboratore di giustizia Spatuzza dei giudizi che competono unicamente alla magistratura. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni. Applausi ironici e commenti dal Gruppo PdL).

PISTORIO (Misto-MPA-AS). Affinché l'impegno del Governo nel rendere maggiormente efficiente la giustizia italiana sia credibile e completo, occorre promuovere con maggiore incisività interventi in materia di formazione dei magistrati, eventualmente istituendo un'apposita scuola di formazione, così come operare nel senso di favorire una più forte struttura amministrativa in grado di alleggerire i vertici degli uffici giudiziari di responsabilità tali da mutare in modo eccessivamente profondo la loro connotazione. Quanto al problema delle sedi vacanti e di quelle disagiate, esso andrebbe affrontato attraverso una riorganizzazione degli uffici giudiziari e intervenendo sul regime delle incompatibilità al fine di eliminare alcune inutili rigidità, ad esempio riducendo l'incompatibilità regionale a livello distrettuale. In relazione al contenuto della relazione del Ministro, è ampiamente condivisibile la decisione di abbassare il flusso di accesso al sistema giurisdizionale sia per la sede civile che per quella penale: tale obiettivo andrebbe perseguito valorizzando gli istituti dell'arbitrato e della conciliazione, depenalizzando alcuni reati e sviluppando meccanismi alternativi alla pena detentiva. Importante sarebbe anche la riforma dell'ordinamento forense. Conclude infine auspicando che, nell'ambito del processo riformatore della giustizia, il Parlamento possa costituire la sede deputata al confronto e alla definizione delle scelte. (Applausi dal Gruppo Misto-MPA-AS e del senatore Fosson).

MAZZATORTA (LNP). Anche alla luce dei dati scioccanti forniti dal Ministro a dimostrazione dell'inefficienza del sistema giudiziario, sono pienamente condivisibili gli obiettivi di intervento annunciati per il 2010, con particolare riferimento alla riorganizzazione della destinazione delle risorse al comparto della giustizia. Nella precedente legislatura il Governo Prodi ha partorito un fitto elenco di buone intenzioni sui temi della giustizia, dando alla luce approfonditi studi e indagini, ma ha realizzato pochi interventi concreti: da una di queste analisi, finalizzate al contenimento della spesa pubblica, è emerso che le risorse destinate a tale comparto non sono marcatamente inferiori rispetto ad altri Paesi europei e non lo è neanche il numero dei magistrati calcolato per abitante, a riprova che è necessario intervenire innanzitutto sulla riqualificazione delle risorse della giustizia, sull'organizzazione e sulla capacità manageriale dei dirigenti. Con il provvedimento approvato dal senato nella seduta antimeridiana si porrà finalmente rimedio anche al pesante onere derivante ogni anno dall'accoglimento delle richieste di indennizzo per eccessiva durata dei processi. A proposito della durata dei processi, mentre in Paesi come la Finlandia e la Norvegia, stato possibile definire meccanismi che legano l'entità delle risorse destinate ai tribunali alla capacità di garantire tempi ragionevoli per i processi, in Italia una magistratura politicizzata rifiuta qualsiasi ipotesi di riforma. Si è evidenziata ancora una volta la profonda frattura che divide maggioranza e opposizione su questi temi e che rende impraticabile qualsiasi possibilità di dialogo. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).

DELLA MONICA (PD). Con la legge sul processo breve si è inferto un colpo mortale all'efficienza della giustizia italiana e si è data approvazione ad una serie di norme che violano l'ordinamento costituzionale e ostacolano l'avvio di un serio processo riformatore. Con le norme transitorie del provvedimento si è dato il nullaosta ad un'amnistia mascherata grazie alla quale si azzereranno, tra gli altri, anche i processi in corso contro i reati di corruzione e commessi dai pubblici amministratori. Se il Ministro ha veramente intenzione di contrastare efficacemente la criminalità organizzata, specie colpendo quella zona grigia caratterizzata dal rapporto tra mafie, politica ed economia criminale, inasprisca le pene per corruzione e reati commessi da pubblici amministratori, consentendo così il passaggio di tali fattispecie alla fascia di reati per i quali sono concessi tempi processuali più congrui. In tal modo si dimostrerebbe anche la volontà di adempiere agli obblighi assunti dall'Italia con la ratifica della Convenzione ONU contro la corruzione. L'ipotesi di coprire le sedi disagiate con gli uditori giudiziari dell'ultimo concorso non è una soluzione a regime del problema della desertificazione delle procure e lede, come affermato dal Consiglio superiore della magistratura, i principi dell'inamovibilità e dell'indipendenza dei magistrati. Sempre a proposito della lotta alla criminalità, occorre interrogarsi sui danni prodotti all'attività investigativa dalle misure limitative delle intercettazioni telefoniche. Per quanto riguarda la riforma delle circoscrizioni giudiziarie è importante ottimizzare le risorse esistenti e collocare ai posti di dirigenza degli uffici personale qualificato. Il Gruppo del Partito Democratico sollecita il Governo ad una riforma organica della giustizia civile, penale e amministrativa e della magistratura contabile, ma invoca al contempo una seria ed efficace riforma nel settore penitenziario che aiuti a sanare la drammatica condizione dei detenuti nelle carceri senza indebolire il principio costituzionalmente garantito della certezza della pena. Sottolinea in proposito la pericolosità della previsione ventilata dal Governo della detenzione domiciliare durante l'ultimo anno di pena senza considerare la pericolosità del soggetto interessato. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Li Gotti. Congratulazioni). Allega il testo integrale del suo intervento ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).

QUAGLIARIELLO (PdL). A dispetto delle critiche dell'opposizione, il Governo e la maggioranza hanno approvato, nell'interesse di tutti i cittadini, la riforma del processo civile, le nuove norme antimafia, il pacchetto sicurezza, il disegno di legge che fissa i termini della ragionevole durata del processo. Mentre l'elevato numero di detenuti in attesa di giudizio dovrebbe indurre una riflessione sull'uso della carcerazione preventiva, il piano messo a punto per fronteggiare l'emergenza carceraria servirà comunque a garantire il principio dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla pena. Polemizzando con le critiche corporative rivolte dall'Associazione nazionale magistrati alle misure adottate per coprire le sedi disagiate, rivendica con orgoglio all'iniziativa politica del Governo e della maggioranza i brillanti risultati conseguiti nel contrasto della criminalità organizzata. La riforma costituzionale della giustizia, per garantire equità e competitività al Paese, per recuperare alla magistratura la fiducia dei cittadini e per ricondurre nell'alveo delle competenze originarie il Consiglio superiore della magistratura, costituisce l'obiettivo più ambizioso. Contro l'uso strumentale della giustizia e l'utilizzo improprio dei pentiti, che colpisce forze politiche di maggioranza e di opposizione, occorre preservare l'autonomia della politica, ripristinare un equilibrio spezzato, disinnescare un conflitto che da troppi anni avvelena i pozzi della democrazia. Annuncia infine il voto favorevole del Gruppo alla risoluzione n. 2. (Applausi dal Gruppo PdL. Molte congratulazioni).

PERDUCA (PD). In dissenso dal Gruppo annuncia l'astensione sulla proposta di risoluzione della maggioranza, in considerazione del fatto che il Ministro ha fatto riferimento in sede di replica ad impegni assunti rispetto alle proposte dei Radicali. Si asterrà anche sulla proposta di risoluzione n. 4, pur non condividendo la concezione della giustizia dell'Italia dei Valori.

PORETTI (PD). Si associa alla dichiarazione di voto del senatore Perduca. Invita il Ministro e l'intero Parlamento a riflettere sull'opportunità di un'amnistia che costituirebbe una soluzione più equa rispetto alle attuali prescrizioni che premiano solo gli imputati che possono permettersi collegi di difesa capaci di arrivare all'estinzione del reato. (Applausi del senatore Perduca).

PRESIDENTE. Avverte che le proposte di risoluzione saranno votate secondo l'ordine di presentazione per le parti non assorbite e non precluse.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore PETERLINI (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge la proposta di risoluzione n. 1, presentata dal senatore D'Alia e altri.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva la proposta di risoluzione n. 2, presentata dal senatore Gasparri e altri, che preclude la proposta di risoluzione n. 3, presentata dalla senatrice Finocchiaro e altri, e la parte della proposta di risoluzione n. 4 recante la non approvazione delle comunicazioni rese dal Ministro.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), è respinta la parte non preclusa della proposta di risoluzione n. 4, presentata dal senatore Li Gotti e da altri senatori.

Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 5, presentata dal senatore Pistorio e altri.

PEDICA (IdV). Erroneamente ha votato a favore anziché contro la proposta di risoluzione n. 2.