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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 20/01/2010


PARDI (IdV). È sconcertante che la Relazione del Ministro sullo stato della giustizia si situi nello stesso giorno in cui è stata approvata la legge sul processo breve, che avvia la demolizione della giustizia. Si impedisce la celebrazione di molti processi penali, ma non si interviene, per esempio, su una delle cause della lunghezza dei processi che è quella della sostanziale impunità della falsa testimonianza nell'ordinamento italiano. Invece di affrontare i problemi del processo, si è deciso di introdurre dei termini, peraltro retroattivi, per la sua estinzione, al solo scopo di poter applicare queste nuove disposizioni ai processi che coinvolgono il Presidente del Consiglio (come dimostra la contestuale proposta della legge sul legittimo impedimento e della costituzionalizzazione del lodo Alfano). In ogni caso si predispongono tutte garanzie per gli imputati e nessuna per le parti lese. Va aspramente criticato il provvedimento del Governo in materia di intercettazioni che priva i magistrati e le Forze di polizia di un prezioso strumento di indagine. E' da biasimare anche la scarsa attenzione dedicata dal Governo ai temi della giustizia sociale, come testimonia la proliferazione di ordinanze emesse da alcune amministrazioni locali, vessatorie nei confronti degli immigrati o dei clochard. I punti cardine della riforma della giustizia prospettata dal Governo sono ispirati a logiche irrazionali e quasi paradossali, come rivelano l'annunciata volontà di sottrarre la fase delle indagini dall'area di competenza del pubblico ministero per riservarla agli ufficiali di polizia e di immettere nel Consiglio superiore della magistratura un numero superiore di membri di nomina politica. (Applausi dal Gruppo IdV).