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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 20/01/2010


ALFANO, ministro della giustizia. A fronte dello stato di evidente crisi in cui versa il sistema della giustizia italiana, con oltre 5 milioni di procedimenti civili pendenti e 3 milioni nel settore penale, 170.000 processi prescritti ogni anno ed un costo complessivo di 30 milioni di euro per giorno lavorativo, il Ministero della giustizia è impegnato in un'intensa attività riformatrice attraverso l'adozione di misure organizzative, la promozione di innovazioni legislative in materia sia ordinamentale che procedurale e la previsione di un programma di impegni per l'anno 2010. A ciò occorre aggiungere lo sforzo profuso nel corso dell'anno passato in occasione del terremoto in Abruzzo, che ha reso inutilizzabili tutti gli uffici giudiziari del distretto de L'Aquila: in due giorni è stato organizzato un efficiente servizio provvisorio per gli affari urgenti e in poco più di un mese è stata istituita una nuova sede, interamente cablata e informatizzata. Quanto ai principali obiettivi realizzati dal Governo nell'anno passato al fine del conferimento di un maggior grado di efficienza al sistema giudiziario, dà conto del Piano nazionale di diffusione delle migliori pratiche, che coinvolge ad oggi circa cento uffici giudiziari per affrontare specifici deficit di tipo organizzativo, spesso imputabili a carenze manageriali, e del disegno di legge n. 1440, finalizzato ad affermare il primato della professionalità gestionale e organizzativa, da conseguirsi anche attraverso la previsione di una formazione specifica per i magistrati che aspirino al conferimento degli incarichi direttivi. Il Governo auspica la rapida approvazione del disegno di legge di riforma del sistema delle intercettazioni, ispirato alla duplice necessità di garantire la privacy dei cittadini e di razionalizzare i costi di un servizio che sino allo scorso anno era fuori controllo. Nel rivendicare con orgoglio gli interventi promossi per far fronte al problema della copertura delle sedi sgradite ai magistrati, così come le misure assunte in materia di digitalizzazione del sistema giudiziario (con l'obiettivo finale di realizzare una unica piattaforma di servizi documentali che riduca drasticamente il cartaceo e i costi e velocizzi le procedure) e di gestione del personale amministrativo, dà quindi conto dell'operatività del Fondo unico giustizia, che assicura una pronta disponibilità di risorse da investire nel sistema giustizia e in cui sono già confluiti oltre 1,5 miliardi di euro. L'intensa attività del Ministero della giustizia si è contraddistinta anche sul piano internazionale, attraverso la partecipazione alle attività dell'Unione europea e la promozione di forme di collaborazione e cooperazione con diversi Stati esteri, tra cui il Canada, gli Stati Uniti e la Russia. Nel corso dell'ultimo anno il Governo è inoltre intervenuto con spirito riformatore sul processo civile, per contenere i tempi del giudizio, e con numerose misure nel diritto penale, tra le quali l'introduzione del reato di stalking e la legge in materia di sicurezza pubblica. Allo stesso modo, l'impegno del Governo è stato particolarmente incisivo (ed ha incontrato il sostegno di tutte le forze politiche) sul versante della predisposizione di un rilevante pacchetto di norme antimafia, in particolare per il recupero di beni frutto di attività criminali, così come nel promuovere interventi per far fronte al problema del sovraffollamento delle carceri. La legge n. 94 del 2009 ha inoltre introdotto una sostanziale innovazione dell'istituto regime di carcere duro, riducendo ancor di più il rischio di contatti tra il mafioso detenuto e gli associati in libertà. In conclusione, dà conto dei principali settori su cui si concentrerà l'impegno del Governo nel corso dell'anno: oltre ad un piano di smaltimento dell'arretrato civile, sono in previsione il varo di un nuovo piano antimafia, l'introduzione nel codice civile del contratto di fiducia e informatico e l'attuazione del principio di sussidiarietà mediante un'organica riforma degli enti giuridici. Il Consiglio dei Ministri è inoltre in procinto di varare un provvedimento di riordino complessivo del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria, cui vanno ad aggiungersi un'organica riforma delle professioni e i provvedimenti in materia di adozioni internazionali e di tribunale della famiglia. L'impegno del Governo sarà inoltre particolarmente qualificato sul piano della nuova disciplina da apprestare in materia di riforma del processo penale, così come in relazione al disegno di legge sulla ragionevole durata del processo, il quale, benché di iniziativa parlamentare, è sostenuto dall'Esecutivo anche in ragione dei risparmi di spesa che produrrà. Conclude quindi richiamando l'attenzione del Senato sull'esigenza di procedere alla riscrittura di alcune fondamentali norme costituzionali che, ferma restando l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, attribuiscano al giudice il ruolo centrale nell'esercizio della giurisdizione e garantiscano a un separato ordine dell'accusa piena autonomia nell'esercizio dell'azione penale; allo stesso modo, occorrerà ripensare la struttura e la composizione del Consiglio superiore della magistratura al fine di rafforzarne la funzione di organo di garanzia e di superare ogni equivoco su una malintesa sua funzione rappresentativa. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e dei senatori Fosson e Poli Bortone. Molte congratulazioni).