gli interroganti sono preoccupati per la straordinaria crisi che sta investendo il settore agricolo siciliano e quello della provincia di Siracusa in particolare;
le culture tipiche del territorio, la vite, il mandorlo, il carrubo, l'olivo e il grano duro, stanno vivendo un momento di difficoltà quale non si ricorda a memoria d'uomo;
non stanno meglio i comparti dell'agrumicoltura e della zootecnica. I prezzi di mercato di tali produzioni sono quelli di 30 anni fa e non coprono più nemmeno il costo della sola raccolta. In questi giorni è in corso una mobilitazione degli addetti, dai contorni drammatici; migliaia di famiglie contadine stanno vivendo una situazione di disagio economico e sociale senza precedenti;
un altro anno in queste condizioni sarà sufficiente per provocare fenomeni di abbandono delle campagne di enormi dimensioni ed è noto che l'abbandono è la prima causa di dissesti idrogeologici;
gli incendi stagionali sono una piaga quasi endemica; dopo le sterpaglie, sono andati via via in fumo i seminati, i mandorli, ora è la volta degli agrumeti, con grande pregiudizio per l'agricoltura;
il costo del lavoro, quello dell'energia, quello dei concimi minerali, quello degli interessi sulle anticipazioni dei capitali di esercizio ed infine, quello legato ai numerosi adempimenti burocratici rappresentano un elemento di asfissia per tutto il settore agricolo;
i riflessi negativi della globalizzazione del mercato agricolo sono sotto gli occhi di tutti, gli interventi comunitari di sostegno non sono più in grado di mitigarne gli effetti, è il momento di fare scelte precise e decisive, per sapere se la Sicilia e i siciliani debbano o no occuparsi anche di agricoltura,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi affinché possano essere studiate ed adottate urgenti misure di sostegno per il settore agricolo, volte principalmente al contenimento dei costi di produzione.
(2-00153)