VALENTINO, relatore. Ad integrazione della relazione scritta, rileva anzitutto la convergenza di tutte le forze politiche sulla bontà del principio della ragionevole durata del processo e sull'esigenza di connotarne in maniera precisa e puntuale i tempi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione, posto peraltro che l'ipotesi di scandire per fasi la durata del processo è stata prospettata e sostenuta con forza da numerosi senatori dell'attuale opposizione nel corso delle precedenti legislature. Quanto al merito del provvedimento, appare giusta ed equilibrata la scelta di suddividere i reati in tre fasce e di prevedere tempi diversi, dovendosi peraltro rigettare la critica sulla presunta insufficienza dei termini previsti per i processi aventi ad oggetto i reati di mafia e di terrorismo, i quali appaiono perfettamente rispettosi delle necessità di espletamento di tutte le complesse attività dibattimentali generalmente richieste. La dichiarazione del Presidente dell'Associazione nazionale magistrati, secondo il quale i termini previsti sarebbero pressoché impossibili da rispettare, è legittima ancorché contraddetta dai dati statistici forniti dal Ministero della giustizia e verosimilmente pronunciata senza un'adeguata cognizione degli emendamenti presentati in Aula, volti a garantire tempi più che congrui per la celebrazione dei processi in relazione all'entità delle sanzioni previste. Conclude quindi rinviando al seguito della discussione l'illustrazione dei più rilevanti emendamenti. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).