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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 309 del 12/01/2010


CASSON, relatore di minoranza. Anche considerate le modifiche proposte dal relatore, il provvedimento desta numerose perplessità di natura costituzionale, tali da rendere inopportuna la prosecuzione del suo esame in Aula. Il sistema di estinzione del processo appare infatti del tutto incongruente con la funzione cognitiva del processo accusatorio, che è quella di consentire al giudice di assumere una decisione, con ciò di fatto impedendo l'accertamento dei fatti e privando la vittima della possibilità di conoscere la verità processuale in ordine ai fatti subiti. Il provvedimento rischia inoltre di far dipendere la procedibilità di un processo dal grado di efficienza dell'ufficio giudiziario competente, senza considerare che i riti alternativi appariranno sempre meno convenienti e appetibili a fronte della possibilità di fruire dell'effetto estintivo connesso all'esaurimento dei termini processuali. La disciplina proposta produrrà altresì un effetto paradossale, in quanto i processi relativi ai delitti più gravi, essendo soggetti a termini di prescrizione più lunghi, saranno posposti agli altri e avranno pertanto una durata maggiore rispetto a quella attuale, con pregiudizio dei diritti degli imputati e delle vittime e della stessa sicurezza pubblica. Quanto all'esclusione del reato di corruzione dalla fascia dei reati per i quali i termini di prescrizione sono più lunghi, essa contrasta con l'obbligo assunto dall'Italia con la Convenzione ONU contro la corruzione, la quale sollecita gli Stati ad adottare tutte le misure più idonee per perseguire i responsabili di fatti corruttivi. Il testo in esame, inoltre, non reca alcuna copertura agli oneri che deriveranno innanzi tutto dalle modifiche alla legge Pinto. Le iniziative legislative avanzate da senatori dell'opposizione nel corso delle passate legislature e lo stesso disegno di legge di riforma del codice penale presentato dal Partito Democratico contengono proposte assai diverse da quelle presenti nel provvedimento in esame, mirando in particolare, non soltanto a ridurre i tempi di durata dei processi, ma anche a ripensare il sistema processuale nel suo complesso. (Applausi dal Gruppo PD).