RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del presidente SCHIFANI
La seduta inizia alle ore 17,03.
Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 22 dicembre 2009.
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 17,06 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Informativa del Ministro dell'interno sui fatti di Rosarno e conseguente discussione
PRESIDENTE. Ringrazia il Ministro dell'interno per la pronta disponibilità a riferire sui preoccupanti fatti di Rosarno, che sollecitano la ferma condanna di ogni forma di violenza e un'attenta vigilanza affinché non sorgano tensioni tra cittadini italiani e lavoratori immigrati.
MARONI, ministro dell'interno. Ricostruisce dettagliatamente i fatti di Rosarno avvenuti tra il 7 e il 9 gennaio, che evidenziano una situazione di forte tensione tra la popolazione locale e le comunità di extracomunitari presenti nei Comuni limitrofi per lavorare come braccianti agricoli, provocata da una condizione di degrado sociale che si è trasformata in un problema di ordine pubblico. I disordini hanno preso le mosse dal ferimento di un cittadino extracomunitario, cui ha fatto seguito un'esplosione di violenza dei cittadini stranieri sedata dalle Forze dell'ordine; nella giornata dell'8 gennaio, dopo una manifestazione pacifica dei cittadini extracomunitari e una iniziativa dei cittadini di Rosarno presso la sede municipale, si sono verificati episodi di violenza e di intolleranza nei confronti di extracomunitari, fronteggiati dalle Forze dell'ordine, che hanno anche arrestato un pregiudicato appartenente al clan Bellocco. L'azione delle Forze dell'ordine ha evitato che i disordini degenerassero in episodi ancora più gravi e ha condotto questa mattina a 17 ordinanze di custodia cautelare per reati di associazione mafiosa e al sequestro di ingenti beni. Informato dei fatti, il Ministro dell'interno ha immediatamente costituito una task force che ha disposto un esame della situazione igienico-sanitaria delle due ex fabbriche utilizzate come dormitorio dagli immigrati e ha quindi sgombrato le strutture, procedendo al trasferimento, su base volontaria, di circa settecentocinquanta persone nei centri di prima accoglienza di Crotone e di Bari. Gran parte dei cittadini extracomunitaria è risultata in possesso del permesso di soggiorno; gli altri saranno avviati ai centri di identificazione ed espulsione. In relazione alle accuse lanciate dal Ministro degli esteri del Cairo, precisa che allo stato nessuno dei cittadini extracomunitari coinvolti risulta essere egiziano. Sono in corso approfondimenti investigativi per individuare le aziende agricole della zona che hanno impiegato irregolarmente manodopera comunitaria in lavori stagionali e sono al vaglio dell'autorità giudiziaria ipotesi di coinvolgimento nei disordini della criminalità organizzata. Lo Stato è attento ai problemi della Calabria e, grazie ad un impegno straordinario, il Governo ha conseguito risultati senza precedenti nella lotta alla criminalità organizzata, nella prevenzione dell'immigrazione clandestina e nel contrasto del lavoro nero. I fatti di Rosarno confermano che l'immigrazione clandestina costituisce il presupposto dell'emarginazione, dello sfruttamento lavorativo, del reclutamento tra la manovalanza della criminalità. Il Governo continuerà quindi a fare applicare rigorosamente la legge Bossi-Fini, che impone la regolarità delle posizioni di lavoro e la garanzia di un alloggio idoneo per i lavoratori stranieri. Peraltro, il principio che lega la possibilità di ingresso nel territorio al possesso di un contratto di lavoro si sta affermando anche nella legislazione di altri Stati europei. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL e dai banchi del Governo).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Nel prendere atto positivamente delle azioni messe in campo dalle Forze dell'ordine e dalla magistratura per affrontare i drammatici accadimenti di Rosarno, così come, più in generale, per il contrasto della criminalità organizzata in quei territori, non si può sottacere che il Ministro nella sua informativa ha eluso l'interrogativo più importante, ovvero come sia stato possibile che lo Stato, peraltro presente sul territorio attraverso i propri funzionari nei Comuni commissariati per mafia della zona, non abbia percepito la grave situazione - ripetutamente segnalata dallo stesso prefetto - di sfruttamento e degrado in cui vivevano i cittadini extracomunitari ivi presenti, che sono risultati essere in larga parte in possesso di regolare permesso di soggiorno. Gli episodi dei giorni scorsi non sono che l'esito di una situazione esplosiva che lo Stato non ha saputo affrontare, disattendendo le leggi sull'immigrazione e sulla sicurezza che proprio l'attuale Governo ha varato, non reprimendo adeguatamente lo sfruttamento del lavoro e l'immigrazione clandestina. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV. Congratulazioni. Commenti dai banchi della maggioranza).
PARDI (IdV). In una delle sue prime dichiarazioni di fronte ai drammatici episodi di Rosarno, il Ministro dell'interno ha imputato gli stessi all'eccessiva tolleranza verso il fenomeno dell'immigrazione, quando essi sono scaturiti, al contrario, dall'indifferenza verso le condizioni disumane di degrado, sfruttamento e discriminazione in cui vivevano già da tempo i lavoratori immigrati in quel territorio. Se non si possono giustificare gli atti di violenza perpetrati da alcuni cittadini extracomunitari nel corso della rivolta, non si può assolvere una comunità che si è mostrata così indifferente alle loro sofferenze e che anzi se ne è servita per lucrare profitti economici. Come lo stesso Ministro ha riferito, i cittadini immigrati presenti nella comunità erano per lo più regolari: appare quindi evidente che il problema reale da affrontare è quello di una società che affida lavori ormai non più graditi dagli italiani a persone cui vengono imposte condizioni di lavoro al limite della schiavitù e che vengono per giunta taglieggiate dalla criminalità locale. Non si potrà giungere alla soluzione di una situazione così drammatica finché non si interverrà radicalmente sul tessuto sociale ed economico di quei territori. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).
BRUNO (Misto-ApI). Affinché si realizzi una effettiva integrazione dei cittadini extracomunitari occorre definire regole chiare che ne disciplinino i flussi, ma anche garantire le condizioni per una convivenza pacifica e solidale. Lo Stato mantiene un contegno ipocrita di fronte alla realtà del Mezzogiorno, alle situazioni drammatiche in cui versano quei Comuni commissariati per mafia che a maggior ragione dovrebbero essere garantiti da una presenza concreta delle istituzioni. Dall'insediamento dell'attuale Governo nulla è cambiato, anzi la situazione è notevolmente peggiorata per l'afflusso crescente degli extracomunitari che dal Nord sono confluiti in massa al Sud a seguito dell'ondata di licenziamenti determinata dalla crisi. Qui questi lavoratori hanno trovato condizioni di lavoro e di vita disumane e la mancanza di controlli e di integrazione, l'assenza dello Stato hanno lasciato mano libera alla criminalità organizzata, che si sospetta sia anche dietro agli episodi di guerriglia urbana di Rosarno. Gli atti di violenza perpetrati dagli extracomunitari non sono giustificabili, né lo è la giustizia sommaria messa in atto da alcuni abitanti di Rosarno, ma il vero problema è che lo Stato deve investire nel Mezzogiorno molte più risorse, oltre che per una decisa azione di repressione della criminalità organizzata, per l'effettivo rilancio dell'occupazione, dell'economia e in generale delle condizioni di vita in quella parte del Paese. (Applausi dai Gruppi Misto-ApI, PD e IdV).
BRICOLO (LNP). Non si può non rivolgere un encomio al Ministro e alle Forze dell'ordine per la fermezza e la prudenza con le quali hanno gestito la drammatica rivolta di Rosarno. Si è da più parti gridato al razzismo ed alla xenofobia rispetto alla reazione degli abitanti, ma questa è nata dall'esasperazione per una situazione di degrado che peraltro si protraeva da decenni e che le istituzioni locali, per lo più di sinistra, non hanno evidentemente saputo gestire. L'eccessiva tolleranza verso flussi migratori incontrollati ha prodotto gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti. Le leggi sul lavoro e sull'immigrazione varate dall'attuale Governo, che sono state tanto criticate dall'opposizione, se applicate avrebbero evitato episodi di tale gravità. Non è un caso che le condizioni di vita e di lavoro degli extracomunitari al Nord, dove quelle leggi vengono rispettate e dove l'illegalità e il degrado non sono tollerate, sono incomparabilmente migliori. Un reale atteggiamento caritatevole non si basa sul lassismo ma sul rispetto delle regole, che garantiscono anche gli stessi immigrati. Al ministro egiziano che accusato l'Italia di razzismo ricorda che, mentre in Egitto i cristiani vengono uccisi per la loro fede, in Italia non esiste discriminazione. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).
FINOCCHIARO (PD). L'accertamento della regolare posizione amministrativa della gran parte degli immigrati coinvolti nei fatti di Rosarno evidenzia la necessità di interrogarsi non tanto sulla presenza di immigrati clandestini quanto sul massiccio ricorso a pratiche di sfruttamento da parte di imprenditori agricoli italiani, pratiche che costituiscono la premessa per le gravi condizioni di degrado in cui versa l'intera area e che, in caso di convenienza economica, possono disinvoltamente tramutarsi in atti volti ad allontanare masse di lavoratori sfruttati ma non più necessari. Pur non dovendosi coprire comportamenti criminali compiuti nel corso dei tumulti, occorre prendere atto della complessità del fenomeno e a tal fine sarebbe utile discutere al più presto in Parlamento la relazione predisposta dal presidente della Commissione antimafia Pisanu sul fenomeno dell'immigrazione. Le brillanti operazioni di contrasto alla criminalità, di cui occorre rendere merito ai magistrati e alle Forze dell'ordine che operano in loco, non impediscono di sottolineare le mancanze di un Governo incapace di far rispettare le leggi introdotte in materia da precedenti Governi di centrodestra. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut. Molte congratulazioni).
GASPARRI (PdL). I contenuti della legge Bossi-Fini, i significativi provvedimenti di regolarizzazione posti in essere dai Governi di centrodestra e l'atteggiamento efficace assunto rispetto ai fatti di Rosarno, che semmai evidenziano responsabilità da parte delle amministrazioni locali e della Regione, testimoniano la linea politica del Governo, volta a regolarizzare gli immigrati, ad integrarli e ad impedirne lo sfruttamento. L'atteggiamento poco realistico della sinistra, da sempre contrario persino a quegli strumenti di flessibilità del lavoro che invece ben si attagliano al lavoro stagionale e alle condizioni lavorative degli extracomunitari, è alla base delle condizioni di degrado su cui vanno ad incidere anche le organizzazioni criminali. La risposta del Governo, improntata al mantenimento dell'ordine e della legalità, sta portando a successi senza precedenti sul fronte della lotta al crimine e della prevenzione dell'immigrazione clandestina, i cui primi beneficiari sono proprio gli immigrati regolari. (Applausi dai Gruppi PDL e LNP e del senatore Burgaretta Aparo).
Discussione del disegno di legge:
(1880) GASPARRI ed altri. - Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali
LEGNINI (PD). All'esito di un incontro con il Presidente del Consiglio e con i vertici della maggioranza, il relatore sul disegno di legge n. 1880 ha presentato otto emendamenti, integrativi o interamente sostitutivi, che mutano sostanzialmente i contenuti del testo esaminato dalla Commissione giustizia. Tra l'altro, viene riscritta la legge Pinto, la n. 89 del 2001, si estende il cosiddetto processo breve a tutti i reati, ed anche ai giudizi contabili (con un impatto finanziario che non ha potuto essere valutato), si modifica la tempistica di estinzione dei processi e viene totalmente modificata la disciplina transitoria. Del testo originale rimangono solo aspetti marginali. Se ciò è vero, la funzione referente della Commissione di merito viene totalmente svuotata; alla Commissione stessa viene precluso di accedere all'acquisizione di specifici elementi informativi dal Governo, dalle pubbliche amministrazioni o dal CNEL. Se si avviasse subito l'esame dell'Assemblea, risulterebbe stravolto l'assetto tipico del procedimento legislativo, con violazione dell'articolo 72 della Costituzione e degli articoli 34, 40, 43, 44, 47, 49 e 76-bis del Regolamento. Si instaurerebbe anche un pericoloso precedente, in quanto il relatore e il Governo verrebbero autorizzati a sostituire a loro piacimento i testi sottoposti all'esame dell'Assemblea. Chiede pertanto alla Presidenza di riunire la Conferenza dei Capigruppo per la ridefinizione di un normale iter legislativo. (Applausi dal Gruppo PD).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Concorda con la richiesta del senatore Legnini, alla luce anche delle raccomandazioni sulla correttezza del procedimento legislativo formulate dal Presidente della Repubblica in relazione al cosiddetto pacchetto sicurezza. Per settimane la Commissione giustizia ha esaminato un testo che ora viene preventivamente stravolto dalla maggioranza: le novità rilevanti che di fatto costituiscono la sostanza del nuovo testo in esame debbono poter essere esaminate in modo compiuto. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD).
LI GOTTI (IdV). L'Italia dei Valori aveva optato per la sostanziale inemendabilità del testo originario a causa dei suoi profili di incostituzionalità. Oggi il testo che viene sottoposto dalla maggioranza all'esame del Parlamento è diverso e alternativo rispetto a quello originario: basti considerare che il disegno di legge che dovrebbe essere "sul processo breve" codificherebbe, nella nuova formulazione, la patologia di processi che potrebbero ragionevolmente durare, nel caso dei reati più gravi, 13 anni e quattro mesi; basti pensare che con l'introduzione anche dei reati contabili cambia la materia in esame. Per queste ragioni, proseguire come se nulla fosse con l'esame delle pregiudiziali di costituzionalità sul testo originario costituirebbe un mero rito, una vera e propria offesa all'intelligenza. Sostiene quindi una riunione della Conferenza dei Capigruppo per rimodulare il lavoro, nel rispetto della correttezza procedurale e sostanziale. (Applausi dai Gruppi IdV e PD e del senatore D'Alia).
PRESIDENTE. Gli argomenti sollevati potranno essere più propriamente sviluppati in sede di discussione delle questioni pregiudiziali e sospensive e, del resto, non è possibile il rinvio in Commissione di un disegno di legge da parte del Presidente, in assenza di un voto dell'Assemblea. Poiché, tuttavia, sono state presentate dal relatore proposte fortemente innovative, la Presidenza è orientata a dare avvio all'esame del disegno di legge con le relazioni, la discussione delle questioni incidentali proposte e la discussione generale, con l'intesa che, in relazione all'andamento dei lavori e verificata l'assenza di atteggiamenti ostruzionistici, potrà essere convocata una nuova Conferenza dei Capigruppo per rimodulare i tempi della discussione che precedentemente erano stati approvati all'unanimità.
FINOCCHIARO (PD). Il Presidente del Senato non può avere solo una funzione notarile, ma è arbitro del confronto politico in Assemblea. Invita pertanto il presidente Schifani a valutare la delicatezza politica della decisione che sta assumendo su un testo che affronta una materia particolarmente sensibile, in un contesto che dovrebbe favorire la reciproca disponibilità e capacità di maggioranza e opposizione di discutere di riforme istituzionali. Peraltro in più occasioni è stato sollevato e riconosciuto il problema dei maxiemendamenti del Governo che stravolgono, nell'imminenza dell'esame dell'Assemblea, i decreti-legge esaminati in Commissione: nel caso in esame si considererebbe legittimo lo stesso atteggiamento da parte del relatore su un disegno di legge. Chiede pertanto di evitare una applicazione ottusa del Regolamento e di valutare le conseguenze che potranno derivare dalla decisione odierna del Presidente, che non può condizionare un suo intervento ragionevole ad un eventuale atteggiamento non ostruzionistico delle opposizioni. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).
PRESIDENTE. Ribadisce la disponibilità a convocare la Conferenza dei Capigruppo per un'eventuale rimodulazione dei tempi. La Presidenza non può di sua iniziativa rinviare in Commissione l'esame del disegno di legge.
CASSON, relatore di minoranza. Chiede di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Il dibattito svolto è stato ampio e articolato e ha visto anche l'intervento del Presidente del Gruppo del PD. Invita pertanto il senatore Casson, relatore di minoranza, a intervenire in occasione dell'illustrazione della relazione. (Proteste dal Gruppo PD).
CASSON, relatore di minoranza. Reitera la richiesta di intervento sull'ordine dei lavori. (Proteste dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Concede al senatore Casson la facoltà di parlare. (Commenti dai banchi della maggioranza).
CASSON, relatore di minoranza. Il termine per la presentazione dei subemendamenti, fissato per le ore 20 della giornata odierna, appare del tutto insufficiente, specie in considerazione dell'ampia portata innovativa degli emendamenti presentati dal relatore, e ne chiede pertanto una proroga che consenta tempi almeno doppi rispetto a quelli concessi.
PRESIDENTE. La richiesta del senatore Casson non può essere accolta dal momento che il termine fissato dalla Presidenza è già estremamente ampio e superiore a quello normalmente concesso per la presentazione dei subemendamenti.
La relazione sul disegno di legge n. 1880 è stata stampata e distribuita.
VALENTINO, relatore. Ad integrazione della relazione scritta, rileva anzitutto la convergenza di tutte le forze politiche sulla bontà del principio della ragionevole durata del processo e sull'esigenza di connotarne in maniera precisa e puntuale i tempi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione, posto peraltro che l'ipotesi di scandire per fasi la durata del processo è stata prospettata e sostenuta con forza da numerosi senatori dell'attuale opposizione nel corso delle precedenti legislature. Quanto al merito del provvedimento, appare giusta ed equilibrata la scelta di suddividere i reati in tre fasce e di prevedere tempi diversi, dovendosi peraltro rigettare la critica sulla presunta insufficienza dei termini previsti per i processi aventi ad oggetto i reati di mafia e di terrorismo, i quali appaiono perfettamente rispettosi delle necessità di espletamento di tutte le complesse attività dibattimentali generalmente richieste. La dichiarazione del Presidente dell'Associazione nazionale magistrati, secondo il quale i termini previsti sarebbero pressoché impossibili da rispettare, è legittima ancorché contraddetta dai dati statistici forniti dal Ministero della giustizia e verosimilmente pronunciata senza un'adeguata cognizione degli emendamenti presentati in Aula, volti a garantire tempi più che congrui per la celebrazione dei processi in relazione all'entità delle sanzioni previste. Conclude quindi rinviando al seguito della discussione l'illustrazione dei più rilevanti emendamenti. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
CASSON, relatore di minoranza. Anche considerate le modifiche proposte dal relatore, il provvedimento desta numerose perplessità di natura costituzionale, tali da rendere inopportuna la prosecuzione del suo esame in Aula. Il sistema di estinzione del processo appare infatti del tutto incongruente con la funzione cognitiva del processo accusatorio, che è quella di consentire al giudice di assumere una decisione, con ciò di fatto impedendo l'accertamento dei fatti e privando la vittima della possibilità di conoscere la verità processuale in ordine ai fatti subiti. Il provvedimento rischia inoltre di far dipendere la procedibilità di un processo dal grado di efficienza dell'ufficio giudiziario competente, senza considerare che i riti alternativi appariranno sempre meno convenienti e appetibili a fronte della possibilità di fruire dell'effetto estintivo connesso all'esaurimento dei termini processuali. La disciplina proposta produrrà altresì un effetto paradossale, in quanto i processi relativi ai delitti più gravi, essendo soggetti a termini di prescrizione più lunghi, saranno posposti agli altri e avranno pertanto una durata maggiore rispetto a quella attuale, con pregiudizio dei diritti degli imputati e delle vittime e della stessa sicurezza pubblica. Quanto all'esclusione del reato di corruzione dalla fascia dei reati per i quali i termini di prescrizione sono più lunghi, essa contrasta con l'obbligo assunto dall'Italia con la Convenzione ONU contro la corruzione, la quale sollecita gli Stati ad adottare tutte le misure più idonee per perseguire i responsabili di fatti corruttivi. Il testo in esame, inoltre, non reca alcuna copertura agli oneri che deriveranno innanzi tutto dalle modifiche alla legge Pinto. Le iniziative legislative avanzate da senatori dell'opposizione nel corso delle passate legislature e lo stesso disegno di legge di riforma del codice penale presentato dal Partito Democratico contengono proposte assai diverse da quelle presenti nel provvedimento in esame, mirando in particolare, non soltanto a ridurre i tempi di durata dei processi, ma anche a ripensare il sistema processuale nel suo complesso. (Applausi dal Gruppo PD).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Alla luce dei nuovi elementi emersi dalla relazione del senatore Valentino, chiede al Presidente di rimodulare i tempi assegnati e di convocare a tal fine la Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Ribadisce che convocherà la Conferenza dei Capigruppo nel prosieguo dell'esame, dopo la scadenza dei termini per la presentazione di emendamenti.
BELISARIO(IdV). Chiede che la questione del potere presidenziale di accogliere la richiesta di rinviare un disegno di legge in Commissione sia sottoposta alla Giunta per il Regolamento.
PRESIDENTE. La questione non è controversa: il Regolamento non consente al Presidente di rinviare un disegno di legge in Commissione. Comunica che sono state presentate questioni pregiudiziali e sospensive.
BELISARIO (IdV). Illustra la questione pregiudiziale QP1. Per risolvere i problemi giudiziari del Presidente del Consiglio il Governo è disposto a varare un provvedimento che, in contrasto con l'articolo 111 della Costituzione, mira a estinguere il processo anziché a ridurne la durata. Per garantire la ragionevole durata del processo bisognerebbe snellire le procedure, aumentare gli organici della magistratura, stanziare maggiori risorse per la giustizia. Prevedere che ad essere prescritto sia il processo anziché il reato è soluzione che offende le vittime dei reati e le parti civili. L'Italia dei Valori, ritenendo che il testo sia inemendabile a causa di un vizio di origine, non ha presentato proposte di modifica, ma ha avanzato questioni pregiudiziali per denunciare i profili di incostituzionalità del disegno di legge che risulterà peggiorato dagli emendamenti del relatore. (Applausi dal Gruppo IdV e delle senatrici Biondelli e Donaggio).
LI GOTTI (IdV). Illustra la questione pregiudiziale QP2. Per giustificare il provvedimento il ministro Alfano si appella al rispetto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, ma nessun Paese europeo conosce l'istituto dell'estinzione del processo. Tra maggioranza e opposizione vi è accordo sul fatto che in Italia i tempi del processo sono eccessivamente lunghi: ma il Parlamento, anziché esaminare i disegni di legge pendenti in Commissione giustizia che intervengono sui tempi morti del procedimento penale, si accinge a dare una risposta ingannevole, fissando un termine ope legis, come se fosse sufficiente far decadere le liste di attesa per risolvere i problemi delle prestazioni sanitarie. Particolarmente grave è l'articolo 5 che, in violazione del principio della irretroattività delle norme, prevede che il provvedimento si applichi ai procedimenti pendenti. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
MASCITELLI (IdV). Illustra la questione pregiudiziale QP3. In violazione del comma 4 dell'articolo 81 della Costituzione, il disegno di legge non prevede la copertura finanziaria per i nuovi impegni di spesa. Il passaggio a una valutazione in termini rigidi della durata ragionevole del processo comporterà infatti un aumento della platea degli aventi diritto ad un risarcimento da parte dello Stato, ma il Governo non quantifica i maggiori oneri e ignora gli effetti inflazionistici che il provvedimento avrà, in particolare sulla giustizia civile. La Commissione bilancio ha invocato a torto la clausola di salvaguardia che, secondo la legge di contabilità, deve essere effettiva ed automatica. (Applausi dal Gruppo IdV).
FINOCCHIARO (PD). Le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia secondo cui è intenzione del Consiglio dei Ministri varare domani un decreto-legge per sospendere i processi. Considerata la delicatezza del passaggio politico, chiede al Presidente di consentire la riunione del Gruppo e di sospendere perciò la seduta. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
PRESIDENTE. La Presidenza non può sospendere la seduta sulla base di una notizia di agenzia relativa ad un provvedimento inesistente. Ribadisce invece l'impegno a convocare la Conferenza dei Capigruppo per riconsiderare i tempi della discussione. (Applausi dal Gruppo PdL. Proteste dai banchi dell'opposizione).
ZANDA (PD). Considerata la gravità della notizia, sollecita la Presidenza ad intervenire a tutela della dignità del Parlamento. La notizia dovrebbe almeno essere smentita dal Governo.
PRESIDENTE. La dignità del Parlamento non è stata lesa in alcun modo. La Presidenza ha il dovere di garantire il dibattito parlamentare e lo svolgimento dei lavori. (Commenti dei senatori Zanda e D'Alia).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Si associa alla richiesta di convocazione della Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Ha già assunto l'impegno di convocare la Conferenza prima della votazione degli emendamenti. La Presidenza non intende farsi trascinare nella polemica politica, ma garantirà l'opposizione rispetto ai tempi della discussione. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
BELISARIO (IdV). Invita la Presidenza ad accedere alla richiesta di convocare la Conferenza dei Capigruppo anche per garantire la prosecuzione di un confronto che è stato fin qui ordinato e garbato.
PRESIDENTE. Convocherà domani la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. (Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione. Alcuni senatori dei gruppi PD e IdV battono ritmicamente le mani sui banchi) Richiama all'ordine per due volte il senatore Della Seta. (Alcuni senatori dei gruppi PD e IdV continuano a battere ritmicamente le mani sui banchi). Sospende la seduta. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
La seduta, sospesa alle ore 19,56, è ripresa alle ore 20,03.
GASPARRI (PdL). Alla luce delle novità introdotte dagli emendamenti presentati al disegno di legge in esame, propone di sospendere la seduta e che sia convocata la Conferenza dei Capigruppo prima dell'inizio della seduta antimeridiana di domani al fine di valutare una diversa modulazione dei tempi.
PRESIDENTE. Rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge alla seduta antimeridiana di domani e avverte che la Conferenza dei Capigruppo è convocata per le ore 9.
Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 13 gennaio.
La seduta termina alle ore 20,05.