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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 309 del 12/01/2010


Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

FERRANTE, DELLA SETA - Ai Ministri dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti, per i beni e le attività culturali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i rapporti con le Regioni - Premesso che a giudizio degli interroganti:

se nelle intenzioni del Governo il cosiddetto "Piano Casa" doveva servire a ridare slancio in tutta Italia al settore edilizio in crisi, a giudizio degli interroganti il quadro che ne esce fuori dopo mesi di discussioni è un sostanziale fallimento. L'unica cosa che si può dire con certezza è che si avrà un sistema di regole diverso in ogni Regione italiana. In questo puzzle spiccano, da un lato, la Toscana, la Provincia di Bolzano e la Puglia, che hanno posto importanti vincoli nell'applicazione del provvedimento, e ,dall'altro, il Veneto e la Sicilia, che da subito si sono fatte paladine di una applicazione "generosa" con premi in cubatura dispensabili praticamente a qualsiasi tipo di edificio dovunque e comunque fosse collocato. E ancora: mentre in metà delle regioni italiane varranno standard energetici obbligatori come riferimento per gli interventi edilizi in modo da migliorare l'efficienza energetica degli edifici, nell'altra metà si potrà continuare a costruire male e a danno di chi ci andrà ad abitare e dell'ambiente, senza considerare le conseguenze sulla dotazione dei servizi, dalla fornitura di acqua alle scuole;

senza dimenticare la contraddittorietà del messaggio che viene lanciato ai cittadini e alle imprese, nei prossimi anni si potranno realizzare interventi con una procedura semplificata, spesso in deroga, con qualche attenzione ambientale ed energetica. In questo ultimo caso dipende da dove si trova l'abitazione da ampliare o demolire e ricostruire;

tutte queste preoccupazioni sono state ulteriormente confermate e contenute "Piano Casa" approvato dalla Consiglio regionale del Molise, il 27 novembre 2009. Sono previsti interventi di ampliamento fino al 40 per cento della preesistente cubatura e di ricostruzione fino al 50 per cento, con nessun divieto esplicito all'aumento di volume o di superficie nei centri storici, salvo per quelli abusivi. Altresì, sono consentiti anche ampliamenti in sopraelevazione, contigui alle aree di pertinenza del fabbricato. Nel caso di condomini l'ampliamento può riguardare ciascuna delle singole unità immobiliari. Per quanto riguarda, invece, il risparmio e l'efficienza energetica il testo approvato è assolutamente generico;

si può affermare senza ombra di dubbio che si tratti di una legge eccessivamente permissiva e devastante per il territorio molisano, visto che il "Piano Casa" del Governo nazionale permette un ampliamento massimo del 20 per cento del volume delle abitazioni finite prima del 31 dicembre 2008 in deroga ai piani vigenti. La percentuale, inoltre, si calcola sulla superficie coperta se si tratta di edifici adibiti a uso diverso;

il Vice Presidente della seconda commissione permanente della Regione Molise, Michele Petraroia, ha inviato, l'11 dicembre 2009, una nota per sollecitare la Presidenza del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti, per i beni e le attività culturali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei rapporti con le Regioni a verificare urgentemente la sussistenza dell'impugnativa del provvedimento che potrebbe essere incostituzionale;

in sostanza il Vice Presidente della seconda commissione permanente del Molise chiede di verificare se il "Piano Casa", appena approvato dalla regione Molise, sia "conforme, o se invece non abbia prevaricato le competenze attribuite alle regioni dal combinato disposto tra il capo IV articoli 11, 12 e 13 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito con legge n. 133 del 2008 e il decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 luglio 2009 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 19 agosto 2009 "Piano Nazionale di Edilizia Abitativa 09 A 10095";

inoltre sempre nella nota si legge che oltre alle discrasie tra il provvedimento nazionale e quello regionale sul Piano casa, potrebbe esserci il potenziale rischio di investimenti esterni di dubbia origine per i principali centri urbani e per l'area costiera stante gli ingenti interessi speculativi che potrebbero coinvolgere cambi di destinazioni d'uso e costruzioni in zona agricole,

si chiede di sapere:

se al fine di vigilare sul rispetto dei principi costituzionali di tutela del paesaggio, del territorio e degli ecosistemi, della trasparenza, dell'imparzialità e della legittimità nell'azione della pubblica amministrazione, il Governo non ritenga di doversi attivare, nell'ambito delle proprie competenze, con sollecitudine al fine di accertare se la regione Molise nell'approvare il "Piano Casa" non abbia espressamente violato la delega attribuitagli dal Governo e in particolare per quanto riguarda il combinato disposto dal capo IV, articoli 11, 12 e 13 del decreto-legge n. 112 del 2008 e il decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 luglio 2009;

se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno riferire in merito al reale e concreto rischio di investimenti esterni di dubbia origine, in particolare per le regioni ad alto rischio eco-mafioso, stante gli ingenti interessi speculativi derivanti dall'attuazione dei "Piani Casa" regionali.

(3-01100)