la situazione dei recapiti della corrispondenza, le lunghe file agli sportelli, la decisione di Poste italiane SpA di chiudere diverse sedi in luoghi strategici per il tessuto sociale, solleva vive proteste dagli utenti, come emerge tangibilmente dalle lettere di lamentela che ripetutamente appaiono sui giornali e da specifici articoli sulla stampa quotidiana;
tale situazione ha determinato, e determina tuttora, sconcerto, disorientamento e gravissimo disagio per tutti i contribuenti della provincia di Livorno e non solo, i quali, anche a causa dei persistenti disservizi di Poste italiane, chiedono a gran voce il rispetto degli standard qualitativi previsti dal servizio universale postale;
l'interrogante ha segnalato al Ministro - attraverso la presentazione di un'interrogazione a risposta orale 3-00936, di martedì 22 settembre 2009 - i riflessi negativi sull'utenza derivanti dall'intenzione di chiudere la filiale di Gorgona (Livorno), sottolineando l'importanza di mantenere in vita quell'unico sportello monomandatario, senza ricevere risposta;
l'interrogante aveva già segnalato i disagi sulla consegna delle inusitate - con interrogazione a risposta scritta 4-00900 di martedì 9 dicembre 2008 - e le lunghe file che costringevano i livornesi a passare due o tre ore presso l'ufficio postale;
negli ultimi quindici giorni si è assistito alla chiusura definitiva dell'ufficio postale di via Pannocchia - strategico e fondamentale in rapporto soprattutto con la popolazione anziana del quartiere di Colline - per l'incapacità di risolvere un problema aziendale e senza avvertire prima la cittadinanza; si chiude l'ufficio di Porta a Terra il sabato pomeriggio; si chiude Gorgona. A giudizio dell'interrogante sono decisioni molto gravi, che vanno a incidere sulle abitudini di migliaia di cittadini e si configurano come interruzioni del servizio pubblico;
per quanto riguarda il recapito nell'ALT1 Toscana-Umbria si prevede un taglio all'incirca di 10.000 persone. Pur essendo Poste italiane un'azienda, sia pure nell'ambito di autonome strategie e scelte aziendali, eroga un servizio pubblico essenziale ed universale le cui decisioni non possono, a giudizio dell'interrogante, essere informate solo da criteri aziendalistici,
si chiede di sapere:
quali iniziative, per quanto di propria competenza, il Ministro in indirizzo intenda avviare affinché, alla luce dei tagli di personale sopra enunciati, venga scongiurato il rischio dalla riduzione degli orari di apertura al pubblico degli uffici postali, ovvero da chiusure totali e/o parziali;
come intenda intervenire affinché, nel piano di razionalizzazione, sia ovunque garantito a tutti i cittadini, in particolar modo ai più deboli, il diritto di usufruire del servizio universale postale.
(4-02506)