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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 301 del 15/12/2009


*QUAGLIARIELLO (PdL). Signor Presidente, colleghi senatori, signor Ministro, signori del Governo, stasera intervengo in vece del nostro Capogruppo, il presidente Maurizio Gasparri, al quale un grave lutto ha impedito di essere presente e per il quale gli rinnovo la vicinanza mia e di tutti i senatori del Popolo della Libertà (Applausi).

Innanzi tutto esprimo al presidente Berlusconi l'affetto, semplicemente l'affetto del Gruppo del Popolo della Libertà.

Vorrei poi, con ferma pacatezza, chiamare le cose con il loro nome. Signor Ministro, lei ci ha confermato che i fatti di cui parliamo oggi in quest'Aula non possono essere derubricati ad un seppur grave incidente di percorso, dovuto alla miscela tra una mente instabile e un generalizzato clima di odio di cui tutti saremmo corresponsabili e che dovremmo tutti impegnarci a superare.

Signor Ministro, è in atto da mesi un'operazione concentrica di criminalizzazione ai danni del Presidente del Consiglio, con attori e comprimari. Con la stessa franchezza dobbiamo rilevare che vi è stato uno spartiacque in questa prima parte della legislatura. Un momento che ha segnato un'involuzione nella vita del Paese e a seguito del quale la campagna d'odio contro Berlusconi e l'azione combinata di forze para-eversive ha compiuto un evidente salto di qualità. È una constatazione, non un giudizio di valore.

Mi riferisco alla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il «lodo Alfano». Una decisione che, a scanso di equivoci, rispettiamo fino in fondo, ma in merito alla quale non possiamo fare a meno di ribadire il nostro giudizio negativo, sul piano tecnico e sul piano politico. Perché in un solo colpo essa ha spazzato via un seppur imperfetto tentativo di ripristinare l'equilibrio fra giustizia e politica pensato dai Padri costituenti e infrantosi nel 1993.

Ha inoltre eluso il principio di leale collaborazione fra le istituzioni, contraddicendo un pronunciamento precedente e traendo in inganno il legislatore (circostanza sulla quale i tanti colleghi dell'opposizione, che più di chi parla dicono di tenere alla centralità del Parlamento, farebbero forse bene a riflettere). (Applausi dal Gruppo PdL). Soprattutto, nei fatti e al di là delle intenzioni, ha dato forza a quanti intendono mettere in discussione la legittimità del potere democratico consacrato dalla volontà del popolo.

Signor Presidente, negli ultimi mesi è stata infranta la diga del confronto civile. È stato possibile che il Premier, il Presidente del Consiglio di questo Paese, fosse additato come corresponsabile delle stragi di mafia; che fosse chiamato in causa in mondovisione da un sedicente pentito, del quale per carità di patria evitiamo in questa sede di ripetere il curriculum; un sedicente pentito ammesso in un pubblico dibattimento senza uno straccio di prova ma dopo un lungo accreditamento preventivo a mezzo stampa. È stato possibile che la storia politica scritta negli ultimi 15 anni dalla maggioranza degli italiani fosse riletta come una sorta di "romanzo criminale", nei tribunali e sulla televisione di Stato, nelle piazze e sui giornali.

Colleghi, per noi questo è il momento di mettere da parte le ipocrisie: noi ascoltiamo l'appello del presidente Napolitano e faremo la nostra parte, fino in fondo. Ma questo non esonera nessuno di noi da un'analisi obiettiva del passato recente; e non autorizza nessuno a mettere tutti sullo stesso piano (Applausi dal Gruppo PdL). Perché da parte di questa maggioranza campagne d'odio contra personam non se ne sono mai viste, e mai saremmo rimasti alleati di chi se ne fosse reso responsabile. Insomma, ben venga un richiamo comune, purché nessuno pensi di potersi mondare la coscienza con un generico «chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato».

Proprio la capacità di graduare le responsabilità ci porta in queste ore a cogliere significative differenze all'interno dell'opposizione.

Senatore Li Gotti, abbiamo colto anche gli accenti del suo discorso, e non la prenda come una provocazione ma come una constatazione: è sembrato quasi un intervento in dissenso rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal leader del suo partito. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Prendiamo atto che i Comitati di liberazione nazionale sono finiti ancora prima di nascere; soprattutto, apprezziamo il gesto compiuto dall'onorevole Bersani, il più semplice e per questo il più sincero. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Allora rilanciamo ai nostri avversari la sfida delle riforme che in questa stessa Aula ci ha visto compiere un passo significativo. Diciamo loro: rendiamo l'Italia una democrazia compiuta, circostanza che presuppone legittimazione reciproca e la messa al bando di qualsiasi tentazione di conquistare il potere attraverso scorciatoie giudiziarie. Facciamo in modo, signor Presidente, che la residua speranza che tutto ciò sia possibile non resti sepolta in piazza Duomo a Milano, sotto una coltre di odio e di menzogna. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).